Quando Robin si presentò al Crazy Horse, il sezy shop di Piacenza, annunciando che Edoardo si sposa

Quando ti dicono che Robin, l’amico di Batman, è stato immortalato sulla pagina facebook del “Crazy Horse”, il famoso sexy shop piacentino e tu non ci credi, vai a vedere ed eccolo lì, insieme all’amico Pietro, al fratello Fabrizio, all’amico Luca. Con in mano il film porno con protagonisti i super eroi, un video che non avrei mai pensato di vedere nelle mani del mio bambino, gentilmente regalato dalla signora del negozio. L’addio al celibato, orchestrato dal malefico fratello e dagli ancor più malefici amici di Edoardo, portato in fumetteria alla Soffitta di via Dante, in piazza Cavalli per far disegni (sempre di supereroi) ai bambini e ai ragazzini, infine appunto al Crazy Horse per motivi che, da padre, preferisco ignorare. Che dire? Non ci son più i tranquilli addii al celibato di una volta ma tant’è: anche Edoardo si sposa! Unico dubbio: ma da quando Robin, s’è fatto crescere la barba? Un mysterioso messaggio per Batman?

 

Piacenza: due giorni di fumetti nel cuore della città e tra gli autori piacentini, Edoardo

E domenica, dalle 14, un buon caffè con gli autori piacentini.

Anche Edoardo Arzani, fumettista piacentino collaboratore Sergio Bonelli Editore, sarà con noi a Piacenza Comics & Games! Vi aspettiamo!

Tra questi Edoardo (ovviamente Arzani) e, da padre orgoglione, unitamente alla madre, lasciatemelo dire: che soddisfazione.

In particolare presso l’ex chiesa del Carmelo, in via Nova, ci sarà l’asta benefica (beneficiaria la Casa del fanciullo di Ivaccari) con i disegni di Freghieri, Genzianella, Bisi, Arduini, De Biase, Treré, Zoni, Gandolfi, Cropera, Anelli, Chiappini, Garioni e appunto Edoardo.

64 anni fa … nasceva un bel bambino, dicono che urlasse peggio d’un babbuino

64 anni, un bel traguardo, non c’è che dire (me lo dico da solo). Rallegrato dal regalo dell’amico Giovanni Soressi (l’immagine riportata), regalo del quale faccio icona di questo ennesimo bel giorno con l’aggiunta di infiniti grazie ad amici ed amiche che mi omaggeranno dei loro auguri insieme al consueto “Buon San Valentino” da scambiare con Dalila, compagna di vita da 34 + 4 di questi 64 anni. Per tacere degli auguri di certo in arrivo da figli, nuora, quasi nuora, prima nipote (Fara) e ultima nata pochi giorni orsono (Olimpia). Oltreché dalla mamma novantunenne, indistruttibile roccia nonostante i problemi dell’età che si porta appresso, e dal babbo che son certo anche dall’aldilà non dimenticherà di ricordarsi di me, magari proprio allo scoccare di quell’ora lontana, le 6.30 della notte, venendomi a trovare nel sonno. A tutti e tutte coloro che ne han fatto parte (esclusa sia chiaro #JenaFornero), un abbraccio lungo 64 meravigliosi anni vissuti.

Sua Eccellenza il Prefetto di Nuoro, sono nelle sue mani: è un errore evidente, quella multa!

San Teodoro è un Comune sardo, in provincia di Olbia-Tempio, con più di quattromilaottocento abitanti. Il comune è ai confini con la provincia di Nuoro.

Verbale di violazione al Codice della Strada: arrivato via Raccomandata depositata presso l’Ufficio Postale di via Colombo nella mia Piacenza. Ennesima sanzione. € 43,50 comprensive di € 14,80 per spese di notifica e di procedimento purché paghi entro 5 giorni. Il tutto per aver lasciato, a dire del Verbale, il 15/09/2017 alle ore 20.35 (come verificato dall’agente accertatore signora Rosalia Mattatresa) la vettura FIAT PANDA targata ES..ecc. in sosta in area pedonale urbana!!!

Dove? E qui viene il bello: nell’amena località del Comune di San Teodoro, Provincia di Olbia/Tempio, nella meravigliosa cornice ambientale delle spiagge di Sardegna.

Peccato che quel venerdi sia rimasto al lavoro fino alle 16.36 nella mia Piacenza, ovvero ad oltre 480 km di distanza (in linea d’aria) ovvero ad una distanza che, secondo internet, in auto richiede non meno di otto ore per essere coperta e lasciamo perdere il dubbio sul come attraversare sulle quattro ruote le azzurre acque del mare.

Ma soprattutto peccato che la mia auto non sia una FIAT PANDA ma un modello del tutto diverso, prima di tutto nella forma (parlo di una CHEVROLET CRUZE, nulla a che vedere con le vetture degli Agnelli).

Mi sono tolto anche un piccolo sfizio: via internet mi sono collegato col sito del P.R.A. ovvero l’ufficio del pubblico Registro di tutte le vetture e, pagando la modica cifra di € 10,00 ho avuto conferma che la targa incriminata (che corrisponde a quella della mia vettura) nulla ha a che vedere con la Fabbrica Italiana Automobili Torino, verifica che come del resto avrebbe potuto e dovuto fare il Comando Polizia Municipale del Comune di San Teodoro per poter risalire al mio nome e al mio indirizzo onde potermi inviare il Verbale ricevuto (e, verificando, avrebbe evitato).

Ovviamente presenterò il dovuto ricorso al Prefetto di Nuoro (che, a mio parere, non dovrebbe aver tempo da dedicare ad un evidente errore facilmente evitabile): occorre qualche fotocopia e la spesa per una Raccomandata A.R., pochi soldi certo ma che avrei potuto più opportunatamente utilizzare in altro modo.

Magari risparmiandoli per prenotare un viaggio alle meravigliose spiagge del Comune di San Teodoro.

Il tutto salvoché, ovviamente, non si sia di fronte ad un vero e proprio reato con il proprietario della FIAT PANDA che abbia duplicato la mia targa ma anche questo poteva essere rilevato, sempre via P.R.A., dal Comando di Polizia Municipale prima di inviarmi il Verbale.

Ora, staremo a vedere. Sua Eccellenza il Prefetto di Nuoro, sono nelle Sue mani.

Come sostenere il progetto di “FRECCIA”, il fumetto di Emilio Alessandro Manzotti e Edoardo Arzani

Fuggendo da un passato di sofferenza, Diego si trova a essere il bersaglio di una inaspettata caccia al ladro. Nell’Inferno sconvolto dalla lotta per il potere, il giovane diavolo Freccia accoglie il messaggio di speranza del suo Maestro. L’amore tra Diego e Alice rischia di essere annientato da un complotto infernale che ruota attorno a un tragico errore, e cambierà per sempre vita dei due ragazzi e dei loro amici.

Una storia universale in cui redenzione e perdono devono fare i conti con il desiderio di potere e la possibilità di avere un futuro. Una girandola di personaggi, terreni e ultra terreni, alla ricerca della libertà, che rifiutano un destino ineluttabile e sono pronti a superare il limite per cui tutto è solo gioco.

Questa storia parla di noi, delle scelte che siamo chiamati a compiere ogni giorno e di come esse dicano, inequivocabilmente, chi siamo veramente: angeli o diavoli.

FINANZIA IL PROGETTO

ACQUISTA IN ANTEPRIMA

Il progetto prevede di realizzare la Graphic Novel sia in lingua italiana sia in inglese.

La realizzazione delle Tavole della Graphic Novel è a opera di Edoardo Arzani; la traduzione, come quella del Romanzo, è stata affidata a Jasmine Nicole Fauteux (profili in fondo alla pagina).

La richiesta di fondi è finalizzata a

  • Realizzazione delle illustrazioni (tavole) della Graphic Novel
  • Stampa della Graphic Novel in italiano
  • Realizzazione dei formati elettronici della Graphic Novel in Italiano e in Inglese

oltre a coprire i costi della traduzione.

Il target di raccolta della campagna è di 9.000,00€ sulla base dei costi che saranno sostenuti appena evidenziati. La formula di raccolta fondi è “flexible” perché il progetto verrà realizzato anche se il target non sarà raggiunto: i sostenitori riceveranno in ogni caso quanto compreso nel perk sottoscritto. Lo scopo della campagna, infatti, è di consentire alla Graphic Novel di rimanere nei target di mercato ipotizzati per consentirle la maggiore diffusione possibile.

CLICCA QUI PER SOSTENERE IL PROGETTO

“Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo” … un anno dopo all’Ipercoop

A fine luglio 2016 alla Settimana della Letteratura a Bobbio si presentava “Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo“, edito con Pontegobbo editore. Storia del piccolo Luca, dell’arrivo della invisibile nube radioattiva e, a seguire, immagini, testimonianze, resoconti, poesie. Un anno dopo la sorpresa di trovarlo esposto in una piccola vetrinetta all’Ipercoop ‘Gotico’ di Piacenza.

Sinceramente, impareggiabile.

In libreria Gregory Hunter, il fumetto edizione cartonato di Antonio Serra, con i colori di Edoardo Arzani

Lo scorso 6 luglio è arrivato in libreria, fumetteria e nello Shop online della Bonelli editore (l’università del fumetto all’italiana), Gregory Hunter. I padroni della galassia, il volume che ristampa la prima avventura del Ranger dello Spazio creato da Antonio Serra.

In un universo dove l’uomo ha raggiunto i confini più estremi della galassia, il compito di mantenere la pace e la giustizia spetta ai Ranger dello Spazio. Il terrestre Gregory Hunter è uno di loro. Ex pirata e cacciatore di taglie, viaggia nello spazio profondo, dove ogni cosa può accadere, in compagnia del simpatico dongiovanni tallariano Badger.

Incaricati di catturare un pericoloso ladro interplanetario, i due si ritroveranno in un luogo sperduto lontanissimo dalla Terra, dove scopriranno la segreta ragione della scomparsa di un antico impero galattico!

Quello che tuttavia questo post di Arzyncampo vuole celebrare, a parte il fumetto, a parte il fatto del cartonato, a parte il prezzo ‘interessante’ (€ 28,00), a parte le 292 pagine, a parte il fatto della Bonelli editore ovvero quelli dell’intramontabile Tex, di Dylan Dog, di Martyn Myster, di Morgan Lost, a parte appunto l’essere la Magna Università del fumetto, a parte il grande Antonio Serra autore di Nathan Never, a parte i magnifici colori il punto sta proprio nel fatto che quello che possiamo ammirare sono i colori, realizzati oltreché da Virginia Chiabotti e Mariano De Biase, da Edoardo.

Mesi e mesi di lavoro, anni di sogni e di impegno, di speranze, di illusioni e di delusioni per entrare nel mondo magico delle nuvole bianche e finalmente … uno spiraglio s’è aperto. L’emozione ora di guardare alle spalle, ricordare il tanto sudore. Suo, di Edoardo. Ma anche mio e di Dalila, di Fabrizio (suo fratello), di Daniela, sua compagna, di Mariano, amico sin dai tempi della scuola di fumetto a Reggio Emilia, di Serra che due anni fa diciamo “l’ha preso a bottega“, di tutti quanti lo hanno sostenuto in questo difficile cammino fatto di tanta fatica, di ore ed ore a disegnare, ed ora finalmente l’emozione di vedere l’opera col suo lavoro a Milano, esposta in libreria, alla Mondadori. Impagabile, con le gambe che tremano, le farfalle che volano nello stomaco e fanno festa con i mille splendidi colori delle loro ali

 

1973: esame di maturità e il commissario mi disse “no, così è sbagliato”! Son certo, sbagliava lui!

Gli asini che fanno la Buona Scuola

Sono iniziate ieri le prove di maturità nelle scuole superiori. Per tanti studenti la fine di un ciclo importante di vita e comunque sia il salto in altre dimensioni, in una vita nuova fatta di lavoro oppure ancora di studio ma completamente diverso. Un momento che ho attraversato direi parecchi anni fa. Era il 1973. Per preparare quel momento così importante, filtro necessario per appunto passare ad una nuova vita, con Giuliana (la mia girlfriend d’allora) ed altri quattro o cinque eravamo andati a lezione da un’insegnante credo di ragioneria.

Contro il parere degli insegnanti alla conclusione del ciclo delle scuole medie anziché il liceo avevo scelto ragioneria: in casa lavorava solo papà ed era meglio uno studio ‘tecnico’ che se fosse servito mi poteva avviare al lavoro. Quanto all’università qualora le condizioni economiche della famiglia dopo il quinquennio l’avessero permesso, nulla vietava di farla.

Dunque erano passati i cinque anni di ragioneria ed io ero bravissimo in italiano e uno zuccone per quanto a tutte le materie tecniche, matematica in testa che del resto m’interessavano e m’appassionavano per nulla. Nel gruppo di lezioni preparatorie infatti il giudizio finale dell’insegnante fu lapidario: potevo sperare in un miracoloso 36, niente di più. Ma l’esame era tuttaltra cosa e le materie passavano dall’italiano al diritto. Pane per i miei denti, insomma.

Il tema di italiano riguardava i problemi dell’ambiente, già allora all’attenzione di un mondo in forte sviluppo tecnologico ma con tanti saluti appunto alla tutela della salute attraverso l’attenzione e il rispetto della natura nella quale viviamo. Iniziai il tema con i versi di una canzone di Adriano Celentano, “Mondo in Mi settima”. La commissione mi considerò novello poeta limitandosi a correggere la cadenza dei versi. Purtroppo poi avevo scritto che si trattava appunto di una canzone così l’entusiasmo degli esaminatori calò leggermente. Comunque il voto finale restò alto, in questo caso per il contenuto in generale dell’elaborato.

A seguire ottimo andamento anche con l’orale e in particolare con diritto. Tuttavia alla credo quarta domanda il commissario disse “no, così è sbagliato!”. Comunque l’errore non inficiò un buon giudizio, solo a me ancora oggi resta la convinzione che non era un errore. Ma all’insegna del meglio tacere di fronte all’autorità per non soccombere, restai zitto accettando l’errore che per me era suo, del commissario.

Insomma, alla fine rispetto al profetizzato 36 me ne tornai a casa con un discreto 48. Tra tutti i partecipanti al corso di preparazione, il voto più alto. Alla faccia della conduttrice del corso, insegnate -ripeto- di tecnica e ragioneria.

Gli anni delle superiori erano finiti e tutto cambiava. Di lì a pochi mesi la storia con Giuliana, durata quattro anni, sarebbe finita. All’incontro con l’università, scienze politiche a Pavia, non capii nulla. Chiesi quali libri dovevo studiare. Il bidello mi disse che dipendeva dal piano di studi ed io mi ritrovai a brancolare nel buio. Trovai lavori temporanei in ufficio, a fare il contabile. Arrivò la naja e poco prima della fine la lettera di assunzione della SIP, l’azienda telefonica di Stato ed io dissi no. Mi sono iscritto a Giurisprudenza, a Parma, quella era la mia strada.

Ottima la partenza con voti tra il 27 (diritto privato) e il 30. Quando ho affrontato Diritto Costituzionale, alla quarta domanda il docente urlò letteralmente “no, così è sbagliato!”. Sul libretto segnò un 23, il voto che sarebbe stato il più basso di tutti condizionando alla fine il 104 finale, un voto che mi avrebbe escluso dalla carriera diplomatica (il minimo indispensabile per accedere era il 105) ma mi avrebbe aperto le altre strade ovvero il sentiero del mio percorso di vita che è stato.