“Destra e sinistra idee perditempo” come sostiene Sforza Fogliani, ex PLI? Vittorio Melandri risponde

Giovanni Agnelli per l’Italia intera è sempre stato l’Avvocato, anche se non si era mai preoccupato di abilitarsi ad esserlo per davvero.

Il Presidente emerito della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani, che avvocato lo è a tutto tondo, può a sua volta essere facilmente riconosciuto con la stessa sineddoche; per cui una parte, un generico titolo, viene a coincidere con tutta la persona, e quando nel piccolo mondo antico che è Piacenza si dice l’Avvocato, si pensa a Lui.

Patrocinando e aprendo la terza edizione del “Festival della cultura della libertà”, nella terra dove la “L/libertà” è di casa, compresa quella di uccidere veicoli di cultura come Carovane e Festivaldiritto, l’Avvocato fra l’altro ha testualmente dichiarato:

“Chi si arrovella se il festival sia di destra o di sinistra perde il suo tempo, neppure io saprei dirlo.”

E questa dichiarazione circoscritta alla natura del “suo” festival, nel titolo si è allargata alla natura della politica nell’intero globo terracqueo, sino a diventare …..

«Destra e sinistra? Idee da perditempo».

Anche se non posso nemmeno definirmi vecchio, i nuovi parametri me lo consentono a partire dai 75 anni e ho da poco iniziato il mio settantunesimo, adottando il linguaggio dell’Avvocato posso definirmi un “perditempo” ……

…… sia perché come tutti gli umani, compreso Lui, il nostro tempo lo perdiamo sistematicamente ed inevitabilmente, sia perché “destra e sinistra” a mio parere sono idee che conservano intatto il loro valore “politico”, come per altro lo stesso Avvocato senza volerlo magari, riconosce, laddove dichiara:

«La divisione vera è fra tutelati e non tutelati».

E già, perché un conto è riconoscere che la sinistra politica, in Italia più che altrove, svalutando la propria missione, si è da tempo dedicata più a tutelare i propri sacerdoti, che non la parte non tutelata e/o meno tutelata del popolo italiano;

altro conto è dimenticare che la destra, della parte non tutelata ha sempre fatto carne da macello elettorale e non solo;

e altro conto ancora è, per dirla con le parole uscite postume di Gian Maria Testa, dimenticare che in «questo povero tempo nostro» …

“tutto appassirà/per chi bestemmia le parole/che tutto appassirà/a chi bestemmia le parole”.

Vittorio Melandri

“Sputare per terra? Per molti un atto ignobile che può costar caro

Qualche giorno fa discutevo con un’amica: a suo dire lo sputo per terra deve essere tollerato poiché, secondo teorie naturalistiche, risulta fatto ‘liberatorio’, atto fisiologico che serve a liberare le vie respiratore. Sicuramente posso condividere quando l’atto risulta legato ad eventi sportivi. Il calciatore che durante la partita sputa sul campo di calcio non m’infastidisce. Quando invece vedo sputare per la strada non nego di essere infastidito, tanto che si tratti di giovani, di anziani, di stranieri, di italiani, di uomini o (più raro) di donne. 

In proposito va ricordato, come precisa AdnKronos, che lo sputo per terra può costare caro a chi è solito adottare questa cattiva abitudine. Sono molti i comuni italiani nei quali, nel nome del mantenimento del decoro urbano, stanno aumentando le cosiddette ‘ordinanze antisputo’. Così ecco la ‘linea dura’ adottata a Trento con la previsione di sanzioni amministrative doppie rispetto agli altri comportamenti che compromettono il decoro urbano (come sdraiarsi in strada, innaffiare senza precauzioni, stendere i panni sulle pubbliche vie): lo sputo può essere punito obbligando al pagamento di una multa di ammontare minimo pari a 54 euro, ma che può arrivare sino a 324 euro.

A Palma Campania chi sputa “su area pubblica, ad uso pubblico, o da luoghi, anche privati, ma con aggetto su area pubblica o ad uso pubblico” rischia una sanzione che può arrivare sino a 500 euro. Altri comuni, invece, sono un po’ più clementi nel preservare il decoro urbano da questi atteggiamenti, come Rimini, nel quale la relativa sanzione va dai 25 euro ai 150 euro.

In certi casi, sputare può anche divenire reato, in particolare quello di imbrattamento sanzionato dall’articolo 639 del codice penale con la multa fino a 103 euro e, addirittura, con la reclusione da uno a sei mesi e la multa da 300 a 1.000 euro se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati o con la reclusione da tre mesi a un anno e la multa da 1.000 a 3.000 euro se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico.

“Il cimitero, realtà vitalissima”, di Paolo Maurizio Bottigelli

Cimitero dei pescatori a Nidden, olio su tela di Lovis Corinth

Non luogo per eccellenza, il cimitero è una realtà vitalissima. Per definizione è un territorio “oltre”, destinato ad accogliere i defunti che, espurghi dell’esistente, vengono ammucchiati a parte, fuori dal consesso dei viventi.

Cimitero nella neve, olio su tela di Casper David Friedrich

Il cimitero, spazio fisico e mentale dove sono messe in gioco le angosce suscitate dal rimpianto per qualcuno che se ne è andato (o finalmente toltosi dai piedi), è il controtipo lucido e inconscio della più aulica follia umana: la sopravvivenza di se stessi. Nei cimiteri tutto si svolge sotto mentite spoglie, giacché sono soltanto i viventi che conferiscono senso al luogo più inverosimile mai inventato dall’uomo. I morti sono inerti.

Leverington cimitero, olio su tela di William Trost Richards

Possono tuttavia permettersi periodici ritorni nella mente di coloro che stanno ancora fuori dei funebri recinti: vicende che riguardano lembi di esistenza, storie di transiti, di salme, ossa, ceneri, materiali trafficati dai vivi nell’insistenza strenua, quanto inutile, di conferire ordine a quegli strani oggetti, fisici e mentali, che sono l’avanzo dei viventi di ieri. Sotto forma di culto dei morti, nel vacuo fasto delle tombe, gli ancora non estinti tentano di esorcizzare il molesto terrore di non essere più. D’altra parte il cimitero è un affare che riguarda sempre e soltanto chi non vi è ancora andato a finire.

Aiuta l'Unicef, adotta una pigotta: una bambola che salva una vita

.

.

Pigotta, in dialetto lombardo, è la tradizionale bambola di pezza fatta a mano, con cui hanno giocato molte generazioni di bambini.

Oggi la Pigotta dell’UNICEF è una bambola che contribuisce a salvare la vita di un bambino.

Con un’offerta minima di 20,00 euro, infatti, puoi adottare una Pigotta realizzata dai nostri volontari e consentire all’UNICEF di fornire a un bambino della Guinea Bissau interventi mirati che riducono il pericolo di mortalità nei suoi primi cinque anni di vita. Il kit salvavita dell’UNICEF è composto da vaccini, dosi di vitamina A, kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera.

L’iniziativa nasce nel 1988 e da allora ha avuto un crescente successo: soltanto negli ultimi 9 anni sono stati raccolti circa 14 milioni di euro, che hanno permesso all’UNICEF di salvare oltre 700.000 bambini.

Numerosi sono i testimonial che hanno voluto sostenere questa iniziativa nel corso degli anni facendosi portavoce per l’UNICEF.

Puoi adottare la Pigotta in uno dei numerosissimi banchetti che i volontari dell’UNICEF organizzano nelle piazze di tutta Italia (nel periodo delle festività natalizie) oppure recandoti a un Punto di Incontro UNICEF o presso la sede del Comitato UNICEF della tua città.

 
 
 

Se sei un Amministratore locale, da oggi puoi promuovere l’adesione del tuo Comune all’iniziativa "Per ogni bambino nato, un bambino salvato", già attuata da molti Comuni italiani per celebrare i nuovi nati con un gesto di solidarietà in favore di un bambino in un paese del Sud del mondo.

 

Novità: la Pigotta è anche on line!

 

Oggi puoi anche adottare la Pigotta on line. Per farlo, visita il sito per l’e-commerce dell’UNICEF Italia (www.prodottiunicef.it), dove potrai ordinare la Pigotta insieme a tutti gli altri regali, biglietti augurali e gli altri prodotti UNICEF.
 
Ordina la Pigotta on line