“Ricordo di Fausto Vigevani, socialista, sindacalista che faceva scelte coraggiose”, intervento di Gianfranco Dragoni

Fausto Vigevani (Coli, 30 luglio 1939 – Roma, 5 marzo 2003) è stato un politico e sindacalista italiano. E’ stato senatore della Repubblica. Nacque a Perino di Coli il 30 luglio del 1939. Socialista, allievo di Riccardo Lombardi, inizia la sua attività di sindacalista della CGIL a Piacenza nel 1963, per poi diventare nel 1968 Segretario della Camera del lavoro di Novara. Nel 1973 entra nella segreteria nazionale dei chimici della Filcea e nel 1977 ne diviene segretario generale. Nel 1981 entra nella segreteria confederale. Nel 1991 viene eletto segretario generale della Fiom. Nel 1993 insieme a Renzo Penna, Sergio Ferrari, Mauro Beschi e altri sindacalisti della CGIL appartenenti alla cosiddetta “Sinistra lombardiana” del PSI fonda l’Associazione Labour. Lascia l’attività sindacale nel 1994 quando viene eletto Senatore nel collegio di Fidenza – Salsomaggiore Terme nelle liste dei Progressisti. Viene riconfermato nello stesso collegio anche alle elezioni del 1996 nelle liste dell’Ulivo. Viene nominato Sottosegretario di Stato per le finanze nel primo Governo Prodi (dal 22 maggio 1996 al 20 ottobre 1998) e nel primo Governo D’Alema (dal 22 ottobre 1998 al 21 dicembre 1999). Nel 1998 è tra i fondatori dei Democratici di Sinistra come membro del Movimento dei Democratici, Socialisti e Laburisti (MDSL). Molto attivo nel Collegio di elezione, aderisce e sostiene il Circolo “Giustizia e Libertà” di Fidenza, fondato fra gli altri da Dante Pedretti, Angelo Conforti, Massimo Pezzani, Davide Vanicelli, e il circolo “Fernando Santi” di Parma. Muore a Roma il 5 marzo 2003 e viene sepolto nel cimitero di Settima di Gossolengo (PC).

Il 5 marzo del 2003, ci lasciava Fausto Vigevani, l’ex sindacalista piacentino scomparso a Roma all’età di 62 anni. Ne traccio un breve profilo a 10 anni dalla sua dipartita, perché di Fausto sono stato amico e compagno nei lunghi anni di militanza comune nella Cgil, prima di Luciano Lama e poi con Bruno Trentin.
Quando nell’ottobre 1963, proveniente dalla Tecnitub di Podenzano (oggi Tectubi), iniziai l’attività di dirigente sindacale, essendo stato eletto segretario provinciale della Fiom, Vigevani era già da qualche mese alla Camera del lavoro di Piacenza. Lui, socialista Lombardiano come ci teneva a precisare, e io comunista un po’ scomodo per qui tempi, non abbiamo faticato molto a trovare una comunanza di idee sulle quali basare l’azione di una grande organizzazione qual’era ed è la Cgil. Questa affermazione che, vista nel contesto attuale può apparire banale, assume ben altro rilievo se trasportata nel clima di 50 anni fa e assume particolare importanza per valutare lo “spessore” politico della persona. Gli anni ‘60, sono quelli, che vedono una forte presenza del Partito comunista in Italia, radicata nel territorio e nei luoghi di lavoro attraverso le “cellule”, così si chiamavano le istanza di base, e con un Partito socialista altrettanto consistente e radicato in molte realtà. E’ il tempo della nascita del primo centrosinistra organico, che porterà nel 1963 all’ingresso nel governo del Paese dei socialisti. Questa scelta nella Cgil di allora, in cui militavano principalmente dirigenti comunisti e socialisti, creò forti tensioni e dibattiti al suo interno, per la difficoltà di definire le scelte rivendicative sui grandi temi delle pensioni, della sanità, e del ruolo delle partecipazioni statali nell’economia. Il tema di fondo per il sindacato era l’autonomia, non solo rispetto all’interlocutore naturale, che era il padronato (termine desueto), ma nei confronti dei partiti e dei governi. Ed è su questo tema che con Fausto ho condiviso durissime battaglie politiche all’interno della Camera del lavoro. Ricordo, nel 1967, un comitato direttivo della Cgil piacentina, dove assieme ad Anselmo Ramponi e a pochi altri presentammo un documento per stabilire l’incompatibilità tra incarichi sindacali ed elettivi (Parlamento, Comuni, ecc.) raccogliendo 7 voti su 50! Qualche anno dopo, negli statuti Cgil-Cisl-Uil, questo principio fondamentale venne sancito ed esteso anche alle cariche partitiche.
Lasciata nel 1968 la Camera del lavoro di Piacenza, Vigevani approdò a Novara dove trovò un giovane Fausto Bertinotti. Proseguendo divenne segretario generale dei chimici nel 1977 e nel 1981 sino al 1992 fu componente della segreteria nazionale Cgil, prima con Lama e poi con Trentin. Nel 1992 assunse l’ultimo incarico di rilievo diventando segretario generale della Fiom.
Successivamente, dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e l’evoluzione dei partiti della sinistra, Fausto si impegnò direttamente in politica. Venne eletto senatore nel 1994 per il Pds, vincendo una difficile sfida nel collegio di Salsomaggiore, e nel 1996, con il governo Prodi-Veltroni, fu sottosegretario alle finanze.
Il ricordo di questo piacentino illustre, a cui il Comune di Gossolengo, dove riposa, ha voluto dedicare una via e la Cgil piacentina ha intitolato la sede di Castelsangiovanni, mi riporta agli anni delle prime esperienze sindacali, vissute con altre figure della mia generazione, che si chiamano Alberto Bellocchio, Anselmo Ramponi, Gaetano e Maurizio Mantovani, Lino Paraboschi, Giacomo Ercoli e gli indimenticati, Adriano Trespidi e Carlo Roda. A questo intellettuale prestato al sindacato, perché tale è stato Vigevani, va riconosciuta la forte capacità di azione e il coraggio mostrato a compiere scelte, in un periodo in cui persino la corresponsione di modesti compensi nella Camera del lavoro era mensilmente a rischio. Un periodo, in cui assieme abbiamo attraversato momenti durissimi e al tempo stesso esaltanti per la conquista dei diritti fondamentali per i lavoratori italiani.
Chiudo questo ricordo, riportando uno stralcio dell’intervento pronunciato da Vigevani nel novembre 1989 a Firenze nel corso della conferenza di organizzazione della Cgil, in cui emergono le capacità intuitive di questo dirigente e l’attualità del suo pensiero. Rivolto ai delegati, concludeva con queste parole il suo intervento: «Penso ad un sindacato generale, la Cgil, non corporativo, Forte perché si radica nei luoghi di lavoro, Forte e ricco di molti colori ed etnie, Forte perché si impegna ad offrire una prospettiva di speranza a uomini e donne che questa società tende ad escludere».

Pubblicato da arzyncampo

14 febbraio 1954, bassa pianura emiliana, Fiorenzuola d'Arda, quell'era le debut. Oggi vivo e lavoro a Piacenza. Giornalista pubblicista, il destino ha voluto mi impegnassi in tuttaltro campo, al servizio dei cittadini nella sanità pubblica. Tuttavia scrivere, per me, é vitale, divertente, essenziale, un mezzo per esprimere la mia presenza nel mondo e dir la mia. Così dal giornalismo sono passato, per passione e non per lavoro, alla poesia, alla narrativa, ai resoconti, agli appunti ovunque e su tutto, fino alla scoperta del blog. Basta scrivere, appunto, per dire di aver qualcosa da dire alla gente di questo nostro mondo. Fin quando avrò una penna, ci sarò.

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