“Il dicembre del 1903”, di Costantino Kavafis da “Poesie d’amore del Novecento”, Crocetti editore

E se non posso dire del mio amore –

se non parlo dei tuoi capelli, delle labbra, degli occhi,

serbo però nell’anima il tuo viso,

il suono della voce nel cervello,

i giorni di settembre che mi sorgono in sogno:

e dan forma e colore a parole e frasi

qualunque tema io tratti, qualunque idea io dica

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Costantino Kavafis è nato a Alessandria d’Egitto nel 1893, era uno scettico che fu accusato di attaccare i tradizionali valori della cristianità, del patriottismo, dell’eterosessualità. 154 sono le poesie che ha lasciato, scritte dopo i quarantanni e pubblicate postume. Quasi ignorato in vita, oggi è considerato uno dei più grandi poeti greci

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Pubblicato da arzyncampo

14 febbraio 1954, bassa pianura emiliana, Fiorenzuola d'Arda, quell'era le debut. Oggi vivo e lavoro a Piacenza. Giornalista pubblicista, il destino ha voluto mi impegnassi in tuttaltro campo, al servizio dei cittadini nella sanità pubblica. Tuttavia scrivere, per me, é vitale, divertente, essenziale, un mezzo per esprimere la mia presenza nel mondo e dir la mia. Così dal giornalismo sono passato, per passione e non per lavoro, alla poesia, alla narrativa, ai resoconti, agli appunti ovunque e su tutto, fino alla scoperta del blog. Basta scrivere, appunto, per dire di aver qualcosa da dire alla gente di questo nostro mondo. Fin quando avrò una penna, ci sarò.

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