About arzyncampo

14 febbraio 1954, bassa pianura emiliana, Fiorenzuola d'Arda, quell'era le debut. Oggi vivo e lavoro a Piacenza. Giornalista pubblicista, il destino ha voluto mi impegnassi in tuttaltro campo, al servizio dei cittadini nella sanità pubblica. Tuttavia scrivere, per me, é vitale, divertente, essenziale, un mezzo per esprimere la mia presenza nel mondo e dir la mia. Così dal giornalismo sono passato, per passione e non per lavoro, alla poesia, alla narrativa, ai resoconti, agli appunti ovunque e su tutto, fino alla scoperta del blog. Basta scrivere, appunto, per dire di aver qualcosa da dire alla gente di questo nostro mondo. Fin quando avrò una penna, ci sarò.

“Considerazioni di Carmelo Sciascia attorno ad ‘Un mondo senza rifiuti?’, saggio di Antonio Massarutto”

In natura non si producono rifiuti ma solo scarti. Gli animali si nutrono istintivamente a seconda del loro bisogno alimentare: divorando altri esseri viventi o nutrendosi di piante. Così come l’uomo primitivo si nutriva raccogliendo bacche o/e cacciando, perché l’essere umano è onnivoro. I rifiuti prodotti erano unicamente scarti alimentari.  La differenza tra scarto e rifiuto è una differenza concettuale di recente formulazione. La frase secondo la quale tutti gli esseri viventi producono scarti e solo l’homo sapiens produca rifiuti mi sembra imprecisa. Storicamente abbiamo catalogato le varie fasi dello sviluppo dell’umanità a seconda dell’uso del materiale cui l’uomo faceva maggiormente uso per soddisfare i suoi bisogni primari, costruire arnesi con cui procurarsi la selvaggina, costruire attrezzi di lavoro o semplicemente creare monili. La materia prima dei suoi prodotti ne ha caratterizzato l’età. Ecco così di seguito: l’età della pietra, del bronzo, del ferro. La storia è andata avanti così seguendo per secoli uno sviluppo lineare, uno sviluppo fondato su una costante crescita economica. Tutto è filato liscio finché non è comparsa la plastica. Lo studio delle materie plastiche inizia nel lontano 1885 quando un chimico svizzero Georges Audemars produce in laboratorio il rayon, una fibra trasparente che si ottiene dalla cellulosa. Alla realizzazione e diffusione della plastica, un grande contributo l’ha dato un nostro connazionale Giulio Natta, che riceve il Nobel per aver prodotto il polipropilene isotattico (Moplen), quello che durante “Carosello” Gino Bramieri pubblicizzava: “E mò, e mò, e mò… Moplen! – Signora badi ben, che sia fatto di Moplen!”. La nostra età possiamo definirla l’età della plastica. L’era della plastica possiamo farla iniziare a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, perché fino agli anni cinquanta il suo consumo era praticamente uguale a zero. Oggi la plastica è diventata sinonimo di inquinamento, della terra e del mare. Non solo per la sua presenza visibile ma soprattutto per quella non visibile, le microplastiche che troviamo nei ghiacciai e nei tessuti dei pesci, quelli con cui poi ci alimentiamo. È chiaro che la colpa per la presenza invasiva della plastica non va data agli scienziati che l’anno scoperta, ma alla cattiva gestione ed utilizzazione che ne ha fatto il mercato, dall’imprenditore al consumatore. La scienza continua la sua ricerca: la bioplastica che si ottiene con sostanze organiche vegetali è già una realtà, ed anche se non completamente biodegradabile può far parte comunque del compostaggio.

E mo … e mo … Moplen! Più leggero è il tuo mastello con ‘Moplen’ lavare è bello

Come l’età della pietra non finì per mancanza di pietre, così la nostra non finirà perché sommersi dalla plastica. Anche se è impossibile produrre alcun rifiuto, sicuramente è possibile produrne meno. Il problema si pone proprio per quel meno, quella piccola parte residuale di rifiuti che comunque sarà necessario smaltire. Perché la raccolta differenziata, lo sviluppo di un’economia circolare, anche se avranno sicuramente un impatto positivo non elimineranno il problema. Antonio Massarutto, docente universitario di economia applicata, ci descrive a proposito di impianti, nel suo libro “Un mondo senza rifiuti?” (Il Mulino – 2019), alcune realtà come il termovalorizzatore di Amager Bakke a Copenaghen in Danimarca, costruito dentro una collina, dove è stata realizzata una pista da sci che riutilizza il calore dell’impianto stesso per l’innevamento. Un altro esempio ci è dato dall’impianto di Vienna ideato dall’architetto Friedensreich Hundertwasser, e per ultimo l’impianto sorto in un sobborgo di Stoccolma, un vero modello di new town. Questo è un suggerimento concreto per porre fine al sistema delle discariche. Non è la mancanza di siti a farci abbandonare le discariche quanto i crescenti costi finanziari e sociali, non a caso la malavita, sempre in cerca di affari e facili guadagni, si è spesso inserita nella gestione dei rifiuti e delle discariche (Gomorra docet).

La soluzione ad un inquinamento crescente può e deve essere data senza presupposte verità ideologiche, ma con dati certi dal punto di vista ambientale e con investimenti economici di sicuro riscontro finanziario. La soluzione al problema dei rifiuti e di conseguenza all’inquinamento è data dal passaggio da un’economia lineare, quella cui si è già accennato, ad un ‘economia circolare, cui si dirà meglio.

L’economia lineare è quel ciclo che partendo dal materiale, dalla materia prima, giunge al rifiuto attraverso le seguenti fasi: Progettazione dell’oggetto, la commercializzazione, il trasporto o la logistica, termine con il quale si intende indicare oggi tutta la movimentazione delle merci, l’uso individuale o collettivo del bene e la conseguente fine vita dell’oggetto.

L’economia circolare segue un percorso più articolato. L’inizio è pur sempre il materiale vergine, segue poi tutte le fasi della economia lineare fino all’uso del bene, dopodiché invece di andare nei rifiuti per fine vita, si appresta a percorrere un ulteriore ciclo virtuoso. Il percorso o meglio i percorsi saranno i seguenti: Riciclo, Rinnovo, Riparazione, Condivisione.  Così le varie “terre dei fuochi” che purtroppo continueranno ad esserci, non più per interesse economico ma per inciviltà, ignoranza e maleducazione, avranno sempre meno materiale con cui alimentarsi.

Scenari apocalittici come quelli indicati da qualcuno in questo periodo non ce ne saranno, i Savonarola hanno sempre predicato sciagure ed avuto i loro seguaci, ma mai hanno avuto ragione delle loro profezie. Queste, ad oggi le risposte ai problemi ambientali, per chi come me non vuole rinunciare ai viaggi aerei o mangiare carne: valorizzare i materiali attraverso il riciclo, il riuso, il recupero di materia e termovalorizzatori per il risparmio energetico.

La necessità di ridurre il consumo di energie fossili (riduzione di inquinamento atmosferico ed emissione di CO2) è uno degli obiettivi dell’economia circolare. Un tipo di economia che dovrà essere supportata da una “responsabilità estesa del produttore” come dalla responsabilità del cittadino “operatore ecologico domestico” ultimo, ma non per questo meno importante. Non bisogna cullarsi nella realizzazione “ipso facto” di un mondo senza rifiuti. I rifiuti ci saranno comunque anche se in maniera esigua rispetto ad oggi, anche in presenza di una percentuale elevata di raccolta differenziata o alla realizzazione di un’economia circolare, perché anche la “green economy” ha la sua parte marrone, anche nella green economy servono i guanti di gomma”.

“Concorso letterario Guido Zucchi” a Bologna, scadenza 3 novembre

REGOLAMENTO

SEZIONE UNICA POESIA – Inviare entro il 03.11.2019 da una a due poesie, sono ammessi al concorso anche racconti, il tutto in formato word o pdf, tramite il form che trovate in fondo alla pagina. / TEMA – Libero / TESTI – I testi devono essere in lingua italiana o dialetto di qualunque regione (con allegata traduzione in italiano), editi o inediti. Non sono ammessi testi che siano già stati premiati ai primi 3 posti in altri concorsi. Possono partecipare autori italiani e stranieri. I testi con contenuti offensivi e/o blasfemi o comunque ritenuti non consoni, saranno automaticamente esclusi dal Concorso. / LUNGHEZZA– È prevista una lunghezza massima per i testi partecipanti: – 70 versi per le poesie , – 3000 caratteri, spazi inclusi, per i racconti

NUMERO COPIE – I partecipanti devono inviare una sola copia via mail delle proprie opere attraverso il form che si trova in fondo alla pagina, compilandolo in ogni sua parte oppure via posta ordinaria all’indirizzo della nostra associazione.

QUOTA DI ISCRIZIONE – Partecipare è completamente gratuito

SVOLGIMENTO DEL CONCORSO

Prima fase – Tutte le opere pervenute verranno esaminate dalla giuria e verranno selezionate le poesie che entreranno a far parte dell’antologia. Seconda fase – La giuria esaminerà le opere e sceglierà i finalisti. Terza fase – FINALE : il 03/11/2019 terminerà la prima fase nella quale verranno selezionate solo metà delle poesie per accedere alla votazione del pubblico. A fine novembre le poesie ammesse al secondo turno e nell’antologia verranno pubblicate on-line, dove chiunque potrà votare le poesie preferite per il premio del pubblico. Tra queste verranno scelte le vincitrici della Categoria On-Line. Quarta fase – La giuria selezionerà i 3 vincitori del premio per ogni categoria (BABY – JUNIOR – SENIOR) inoltre verrà selezionata una poesia DIALETTALE. I vincitori di ogni categoria verranno proclamati e resi pubblici solo durante la premiazione.

PREMI

CATEGORIA BABY Al 1° classificato: Coppa «Guido Zucchi» + antologia; Al 2° class.:Coppa «Guido Zucchi» + antologia:Al 3° class.: Coppa «Guido Zucchi» + antologia

CATEGORIA JUNIOR Al 1° classificato Junior: Coppa «Resto del Carlino» + antologia; Al 2° class. Junior: Coppa «Resto del Carlino» + antologia; Al 3° class. Junior: Coppa «Resto del Carlino» + antologia

CATEGORIA ON-LINE Al 1° classificato “Premio del Pubblico”: Coppa “Il Resto del Carlino” + abbonamento al Teatro Duse; Al 2° class. “Premio del Pubblico”: Coppa “Il Resto del Carlino”; Al 3° class. “Premio del Pubblico”: Coppa “Il Resto del Carlino”

SEZIONE POESIA DIALETTALE Al Vincitore cat. Dialettale: Targa «Guido Zucchi» + antologia

CATEGORIA SENIOR Al 1° classificato (cat. Senior): Targa «Guido Zucchi» + contratto per la pubblicazione di un libro offerto V Edizioni + antologia; Al 2° class.: Targa «Guido Zucchi» + antologia; Al 3° class.: Targa «Guido Zucchi» + antologia;

A tutti i partecipanti delle cat. Baby e Junior verrà consegnata una medaglia ricordo.

GIURIA – Presidente di giuria: Valerio Baroncini (Capocronaca de Il Resto del Carlino), Gabriele Tassi (giornalista), Claudia Piccinno (Docente e Poetessa vincitrice concorso “Guido ZUCCHI 2014”), Mattioli Paola (scrittice), Gianluigi Pagani (avvocato)… La giuria può variare.

PREMIAZIONE – La cerimonia di premiazione e proclamazione dei vincitori avverrà presso il Teatro Duse il 30 novembre ore 15.30.

RISULTATI – I risultati verranno pubblicati appena disponibili sul sito: www.succedesoloabologna.it

INFORMAZIONI – Associazione Culturale No Profit Succede solo a Bologna, tel. 051.226934 sede via Nazario Sauro, 26 dal Lunedì alla Domenica dalle 10.00 alle 19.00; Email : [email protected]

A partire dal 30 novembre 2019 puoi acquistare l’antologia dal sito www.giraldieditore.it senza spese di spedizione con consegna in 24 ore

Studio Stabile

Oggi e domani a Piacenza: bentornati, compagni Alpini

Agosto 1974, Cervino, metri 2400: sulla destra il Caporale Claudio
1973, Cuneo: due burbe alla fine del C.A.R., per me era in attesa la tradotta per Aosta
Piacenza: l’adunata del 1983
Piacenza, 1983: viva l’Italia, viva gli Alpini
Piacenza 1983: mulo amore mio, mai mai mai ti potrò scordar
Senti che puzza là nella via, certo è passata la fanteria
L’artiglieria che è nostra sorella, senza la penna è buffa anche quella
Punta picozza chiodi, penna e scarpon questa è la canzone, la canzone di noi alpin
Quando arriviamo sull’altopiano, tutte le donne … ci prendono per mano
E Celestina in cameretta che ricama rose e fiori. E vien da basso o Celestina ch’è rivà il tuo primo amore. Dove sei stato mio bell’alpino che ti g’ha cambià colore. L’è stata l’aria dell’Ortigara che mi g’ha cambià colore.I tuoi colori ritorneranno questa sera a far l’amore.
Oi barbiera bella
barbiera bella
la barba se mi
la barba se mi vuoi far.

Mi la barba la ti
faì ma g’ho
paura mi g’ho
paura del mio marì.


Tuo marito l’è in Fran…
l’è in Francia colà
speranza non ha
speranza di non ritornar.

Che ritorni, che no
ritorni che no
la barba ti vò
la barba ti voglio far.

La tua barba l’è riccia
e bella, l’è riccia
e bella, l’è riccia
e bella, la fa innamorar.
El muro bianco, drìo de la to casa
ti te saltavi come un oseleto,
Joska la rossa, pèle de bombasa,
tutte le sere prima de ‘nà in leto.
Te stavi lì, con le to scarpe rote
Te ne vardavi drio da j’ oci mori
E te balavi alegra tuta note
E i baldi alpini te cantava i cori. Oh.


Joska, Joska, Joska,
salta la mura! Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
salta la mura! Balla con mi! Oh.

Ti te portavi el sole ogni matina,
e de j’ alpini te geri la morosa,
sorela, mama, boca canterina,
oci del sol, meravigliosa rosa.
Xe canto e tanto nù, ca te zerchèmo,
Joska la rossa, amor, rosa spanìa.
Ma dove sito andà? Ma dove andemo?
Semo ramenghi. O morti. E così sia. Oh.

Joska, Joska, Joska,
salta la mura! Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
salta la mura! Balla con mi! Oh.


Busa con crose. Sarà stai putèi?
La par ‘na bara e invece zè ‘ na cuna.
E dentro dorme tuti i to fradei,
fermi, impalà, co i oci ne la luna.

Joska, Joska, Joska,
salta la mura! Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
salta la mura! Fermate là: oh…

Fermate là.
Fermate là.
Fermate là.
In alto la penna, ecco gli alpini

“La piazza”, lirica di Michele Prenna, poeta in Varese

Il comizio, olio su tela di Alessandro Pultrone
 Ho riempito la piazza 
di gente arrabbiata
facile alla protesta
esortandola alla lotta.


Parlavo dal palco
urlando nel microfono
a diffondere il verbo
insultando e accusando.


Ho sentito la forza
del potere che emanavo
sulla folla entusiasta.


Della piazza al centro
ero astro in ascesa
ora caduto lo vedo.

Piacenza: sabato e domenica, gli Alpini

Il Raduno del Secondo Raggruppamento del Nord Italia (Emilia e Lombardia) nel 2019 si terrà a Piacenza il 19 e 20 ottobre. Si prevede l’arrivo in città di oltre 25mila tra alpini e familiari. La Sezione di Piacenza è al lavoro con il Comune per organizzare al meglio questo importante evento, secondo solamente all’Adunata Nazionale.

Programma

SABATO 19 OTTOBRE

10.00 Riunione dei Presidenti di Sezione con Presidente Nazionale Palazzo Farnese / Arrivo Labaro Nazionale

15.30 Ammassamento via Maculani
Sfilata al monumento ai Caduti con Labaro Nazionale v.le Risorgimento/P.zza Cavalli
Alzabandiera Piazza Cavalli
Deposizione corona monumento ai Caduti Piazza Cavalli

17.00 Santa Messa in Duomo P.zza Duomo

21.00 Concerto Fanfara Brigata Alpina Taurinense Palazzo Gotico

22.30 Concerto e carosello fanfare congedati Alpini Piazza Cavalli
sfilata alpini ottobre mappa

DOMENICA 20 OTTOBRE

9.00 Ammassamento Polo Mantenimento Pesante Nord – v.le Malta

9.30 Arrivo Gonfaloni Polo Mantenimento Pesante Nord – v.le Malta
(Regione Emilia Romagna – Provincia e Comune di Piacenza)

Sfilata / Passaggio della stecca Piazza Cavalli / Onori al Labaro Nazionale Piazza Cavalli / Ammainabandiera Piazza Cavalli

“La più bella pianta della foresta”, lirica di Claudio Arzani

Quercia solitaria, olio su tela di Mario Fanconi
All’alba sono arrivati ai cancelli
camion, ruspe, i signori della morte,
autorizzazioni firmate timbrate
obiettivo la più bella pianta della foresta.

Verde rigogliosa la chioma maestosa
custode di vita, generosa di presente,
porto d'attracco e sereno riposo
all’ombra lunga della sua generosità.

Ho sentito venir meno il respiro
aria rarefatta sporca di polvere
gia' dolevano i polmoni abbandonati 
i signori della morte s'avvicinavano.

Ma all'orizzonte vestita d'azzurro
ecco apparire Maria Dei Fiori 
la grande borsa a tracolla
colma di colorati ciclamini.

Fiori poveri fiori magici,
amuleti per l'umanità,
limite invalicabile per i signori della morte
Maria dei Fiori a difesa li ha piantati.

La più bella pianta della foresta
per ora l’abbiamo ancora con noi
ogni giorno innaffieremo 
quei ciclamini color rosso vivo.
Ciclamini, olio su tela di Roberta Contiero

“Rottofreno e il freno rotto: un esempio di etimologia popolare”, intervento di Daniela Castelli

Rottofreno (PC) sullla via Emilia: quanta gente passa, quanti scongiuri

L’etimologia,in senso proprio, è l’origine di una parola ricercata con metodo dagli storici della lingua.L’etimologia popolare, invece, è ben altra cosa. Il popolo, di fronte al nome di un luogo, spesso ha tentato da solo di darne una spiegazione basata sulla fantasia e non sulla ricerca storica. Di conseguenza l’etimologia popolare, che spesso è buffa, è solo una curiosità, che non ha alcun valore.Ve ne offro un esempio.Rottofreno è un paese del Piacentino.Secondo una diffusa etimologia popolare, il termine deriverebbe dal fatto che, in quellla località, alla carrozza di Napoleone si sarebbe rotto il freno. Non esiste nessuna notizia storica di tale fatto. Ma molti sono risaliti addirittura ad Annibale, che, nei giorni della battaglia della Trebbia, avrebbe dovuto fermarsi in quella località per la rottura del morso(il freno)del cavallo.Un’altra assurdità, che ebbe però molta diffusione tanto che nello stendardo del paese è raffigurata la testa di un cavallo grigio con il morso rotto.
L’origine, anche se non certissima, è comunque ben diversa.Deriva da un termine germanico riferito agli abitanti del luogo:”roth fried”,”amante della pace”,storpiato poi nellla pronuncia longobarda per giungere alla latinizzazione “Rottofridus” e all’italianizzazione “Rotofredo” e poi “Rottofreno”.Quindi nesssun freno rotto né di Annibale né di Napoleone.

“Joker, ovvero una risata vi seppellirà”, commento di Carmelo Sciascia

«Una risata vi seppellirà» è una frase dell’ottocento attribuita all’anarchico Michail Bakunin, la si era vista scritta sui muri di Parigi nel Maggio del  ’68. In Italia, questa frase aveva avuto fortuna  e di conseguenza grande  diffusione circa dieci anni dopo, nel 1977 veniva  scritta o urlata  durante le proteste studentesche, le ultime manifestazioni politiche di massa, prima che si arrivasse alla comparsa della P38 ed ai famigerati anni di piombo. Il  completo e ricorrente ritornello era il seguente: “la fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà!”.  Una frase che faceva paura, non a caso a Bologna  lo Stato inviava, oltre le normali forze di polizia, i carri armati come deterrente alle manifestazioni studentesche. Oggi credo comunque che quella frase continui a mantenere una carica dirompente contro un certo sistema politico precostituito. Tutte queste considerazioni  sembrano appartenere ad un “dejà vu”, ma così, a ben vedere, non è.  È risaputo:  la storia segue logiche che rimangono sconosciute, nonostante tutti gli sforzi teorici per renderla “razionale” e prevedibile. Dopo più di un secolo, la risata infatti continua ad essere rivoluzionaria,  a dimostrarcelo un film americano uscito nelle sale cinematografiche italiane in questi giorni: “Joker” del regista Todd Phillips. Il nostro personaggio non ha niente a che vedere con il personaggio malvagio acerrimo nemico di Batman, anche se Arthur Fleck – Joker, vive nella stessa Gotham City. Una città degradata e sporca, tanto da somigliare a tante città italiane, alla gran parte delle periferie metropolitane  come a quasi tutte le strade extraurbane del nostro Paese.
Dicevo della risata come strumento ironico capace di mettere  in crisi il sistema politico. Ebbene sì, la risata del nostro Joker è una risata stridula, sguaiata, perfino fastidiosa, che non è  per niente una manifestazione di allegria, anzi proprio l’opposto: rappresenta il suo grido di dolore, è la colonna sonora della sua malattia psichica, la voce che meglio esprime il suo disagio sociale. La risata di Arthur è una manifestazione di protesta così come lo era stato  “L’urlo” di Allen Ginsberg nella San Francisco degli anni cinquanta.
Sarà per questo che le musiche della violoncellista islandese Hildur Guonadottir si ispirano a musiche anni cinquanta, anche se il leit motiv è “that ‘s life”  di Frank Sinatra, canzone del 1966. Il testo di “Questa è la vita” esprime bene i sentimenti del nostro Joker: i tormenti di un essere malato ed  emarginato. Emarginato e malato perché privo di genitorialità: adottato alla nascita e abusato nell’infanzia.  Da adulto riesce ad esprimersi  in privato con la danza, in pubblico con il sorriso.  Il sorriso è una anomalia del respiro, un po’ come il pianto, tant’è che spesso situazioni comiche ci fanno  piangere e viceversa, situazioni drammatiche e dolorose ci fanno ridere sguaiatamente in modo isterico.
Bene hanno fatto al festival del cinema di Venezia a premiare il film e Joaquin Phoenix (Joker) con il Leone d’Oro,  l’attore è infatti riuscito perfettamente con i suoi movimenti – una danza  lenta e dolorosa – a far coincidere movimento fisico e sofferenza interiore.
La danza è una solipsista  manifestazione del suo essere,  di contro la risata è manifestazione rumorosa  ad uso e consumo della collettività.
C’è molta violenza nel film, Joker, da umile lavoratore, da figlio premuroso e dedito a soddisfare i bisogni materni, si trasformerà in un assassino, uno spietato pluriomicida.
Diventerà un esempio da imitare, come lo era stato, per i neri d’America, Tommie Smith  del Black Power,  nelle Olimpiade di Città del  Messico  del 1968.
Ma questa volta il Nostro Buffone si troverà, al di fuori di qualsiasi sua intenzione, a capo di una vera e propria rivolta popolare dei ceti emarginati e meno ambienti di tutta Gotham City.
Joker è un anonimo cittadino che per essere qualcuno, per farsi giustizia, è costretto ad usare la violenza. Diventa violento  in seguito allo smantellamento del Welfare State, ha bisogno, pur consapevole della ripetitività (e della inutilità delle sedute) di essere ascoltato da qualcuno, da uno psicologo, da un assistente sociale.   Per mancanza di fondi pubblici, questo tipo di servizio viene eliminato.
La televisione crede di poterlo usare per aumentare l’audience, le conseguenze saranno disastrose: viene ucciso in diretta il conduttore della trasmissione Murray Franklin (Robert De Niro). 
Il tema del lavoro, i rapporti interpersonali, la rappresentanza politica (impersonata dal candidato sindaco Thomas Wayne), la facilità della diffusione delle armi, lo smantellamento dello stato sociale, sono temi che fanno, qua e là, capolino in tutto il film. Temi che dovrebbero fare riflettere la rappresentanza  politica che dovrebbe  impegnarsi maggiormente per la  soluzione dei problemi concreti e vitali dei cittadini.
Sì, è probabilmente vero che alla base di ogni devianza ci sia una “malattia mentale” dell’individuo, come in Joker, ma è altrettanto vero che simili manifestazioni patologiche possono essere neutralizzate e curate adeguatamente da un efficiente sistema sanitario.
Il regista sembra volerci avvisare di fare attenzione perché in una società come la nostra, basta un gesto irrazionale, spiegato razionalmente, a trasformare un assassino in un eroe: un comico fallito in un rivoluzionario. Una massa anonima in una folla scatenata e violenta. Attenti allora, perché una risata potrebbe seppellirvi, attenti alle  “risate” anche a quelle apparentemente sconnesse e prive di senso, a quelle “sgrammaticate” perché, parafrasando Vasco Rossi,  mi viene da dire che tutto ciò che non ha senso…  Domani arriverà… Domani arriverà (ad avere un preciso significato)”.

“Nei Confini mobili di Territoria si attraversa una umanità ai margini. Ignorata, sbeffeggiata. Cancellata”, un articolo di Antonella Lenti dal suo Personal Blog

Foto da Libertà.it

I Confini mobili all’interno Territoria (esposizione firmata da Sandra Bozzarelli) ti prendono per mano e ti conducono verso un’immersione nel percorso freddo, di solitudine di disperazione di un’umanità ai margini. Confini mobili che ti mantengono a pelo d’acqua e ti svelano una società che si muove intorno al proprio ombelico restando crudelmente immobile, assente, indifferente e persino compiaciuta di essere fuori da quel cerchio di disperazione, solo spettatrice di umani che affondano traditi  dall’improbabile traversata nella barca dei derelitti, degli sconfitti, dei perdenti. Società tronfia e compresa nella sua opulenza si sente assolta, salvata da un terribile destino di cui però è vittima inconsapevole e carnefice consapevole allo stesso tempo.

Sono alcune sensazioni, pensieri provati nell’ex officina di vicolo del Guazzo all’inaugurazione della mostra-performance passeggiando tra le opere di Roberto Boiardi, Brunivo Buttarelli, Alfredo Casali, Elisabetta Casella, Eleonora Serena, Enrica Zuffada e Simone Prudente. Altre opere d’arte fotografica si svelano in un altro spazio ritrovato, l’ex maglificio Negrini di via Cornazzano, con i lavori di Gianluca Groppi, Andrea Pistolesi, Adriano Pasquali e Renè Pascal e Romualdas Požerskis. Evocative le opere della tragedia contemporanea che vogliamo non vedere o trasformarla in un’insidia carica di demoni destabilizzanti di una fragile stabilità di vita formale. Scende nel cuore e lo trafigge lo scafo spezzato a metà dal naufragio appoggiato su un fianco sul fondale dell’Ex officina. Parte e struttura dell’allestimento espositivo ma opera d’arte esso stesso elaborato dalla fantasia di Marco Vegezzi esso stesso anche se non nel novero delle opere esposte. Lo scafo spezzato, come le vite che aveva con se, lo si interpreta come fosse un relitto adagiato su un fondale di oceano che prima ha fagocitato vite poi le ha annullate per sempre. Vite le cui voci si fanno forti e acute tanto da penetrarti nell’intimo. Forti e acute bucano la corazza protettiva che ci protegge. A quelle voci ha dato forza Federico Perotti con il suo flash mob artistico, una performance nella performance che ha fatto rivivere i lamenti i j’accuse provenienti dalle profondità del Mediterraneo le cui acque filtrano e feriscono la spessa corazza di indifferenza. Voci e lamenti che lasciano una patina spessa sulla fragile voglia di dimenticare le responsabilità e le colpe di un agire conformista e crudele. 

Un percorso sensoriale nella vecchia officina

Una bellissima esperienza sensoriale come altrettanto appagante la visione delle opere esposte, dalla nave sospesa con cui Brunivo Buttarelli ha interpretato lo spirito dell’esposizione a cui ha affiancato altre due opere dedicate ai confini che sconfinano l’uno nell’altro e di cui entriamo a far parte anche noi, umanità inconsapevole di essere nulla e convinta di essere il motore degli accadimenti. “Indago e continuo a ricercare nell’affascinante mondo che attraverso la fossilizzazione racconta il passaggio di vite lontane, evidenziando così il processo di ‘Nascita-Vita-Morte-Rinascita”. Altrettanto d’impatto le due tele alte tre metri di Eleonora Serena bianco su nero dominante, oppure i porti di Boiardi che dichiara nella presentazione del suo lavoro “Porti e i confini li decido io” Colpisce soprattutto che nel nome di presunti privilegi ci sia per molti il bisogno di affidare a un ruolo autoritario il compito di tracciare confini e chiudere porti. Segnali inquietanti di una civiltà in decadenza morale….

Quindi Alfredo Casali che del superamento dei confini tra gli spazi credo abbia da sempre fatto la sua cifra pittorica “Confine e territorio – scrive nel presentare il suo lavoro – sono un po’ come causa ed effetto, due parole legate inevitabilmente alla necessità di definire, di controllare e di possedere un coriandolo della realtà

Sul fondale dell’ex officina il lavoro – il sipario ducale e la linea di confine di Elisabetta Casella. Il limite oltre il quale non si riesce ad andare anche se l’immaginazione corre e non conosce limiti né confini. Muri compresi, muri di protezione, muri di divisione, muri di esclusione. Nulla può contenere e trattenere il pensione. E in questo spazio i pensieri corrono e si rincorrono, si sommano, si elidono e lasciano spazio ad altro e ad altro ancora.

“I confini sono delle linee immateriali e immaginarie, una convenzione. Solo noi uomini abbiamo e usiamo il concetto di “confine” che è estraneo alla natura, sia nostra che degli altri esseri viventi” scrive Simone Prudente sui suoi emisferi  cui guarda un uomo con la valigia di cartone e interpretando così i Confini mobili.

E ora si prosegue fino al 27 ottobre…

Le mostre nei due spazi espositivi saranno visitabili nelle prossime due fine settimane del 20 e 27 ottobre. In parallelo sono in programma, come già annunciato diverse iniziative che spaziano dal teatro organizzate da cantiere Simon Weil (di scena Ilaria Drago e Stefano Scatozza  Migrazioni_Antigone duo concert e Ilaria Drago e Andrea Peracchi VIRIDITAS_ tornare vivi)  al cinema promosso dal gruppo Cinemaniaci (sullo schermo: Torna a casa Jimi regia: Mario Piperides 2019 Il prigioniero coreano  regia: Kim Ki-Duk 2018; L’ultima spiaggia  regia:  T. Anastapoulos e D. Del Degan, Italia, 2016, 119’) fino alle conferenze a cui interverrà Sandro Capatti : Fotografo professionista dal 1991. Si occupa soprattutto di fotogiornalismo, ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra cui Repubblica, Messagero, L’Avvenire, Il Resto del Carlino e diverse riviste specializzate. Appuntamenti che si terranno nel terzo spazio altro punto fermo del progetto culturale Territoria- Confini Mobili la Serra di palazzo Nasalli in via Roma.

Antonella Lenti, già caporedattore del quotidiano Libertà, scrive nel Personale Blog (www.antonellalenti.it)

“Siamo tutti curdi!”: firmiamo l’appello contro la guerra di Erdogan

“Siamo pubblici amministratori ed amministratrici estremamente preoccupati dell’escalation di violenza che si è scatenata in Medio Oriente, con l’avvio dell’invasione turca del Nord della Siria. Siamo di fronte a una palese violazione di ogni benché minimo diritto internazionale, all’avvio di una guerra tragica e drammatica che deve essere scongiurata.”

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 È bene ricordare che le milizie e il popolo curdo hanno sopportato più di tutti la lotta contro l’ISIS, una lotta che non era certo nell’interesse del solo popolo curdo, ma di tutto il mondo, e che è costata un numero altissimo di vittime e distruzioni, vittime che hanno riguardato anche combattenti provenienti da altri paesi, basti ricordare Lorenzo Orsetti, che hanno riconosciuto in quella lotta una lotta comune di tutte e tutti. Adesso stiamo per assistere al totale abbandono dei curdi al loro destino di fronte all’attacco turco, con la preannunciata uscita di scena delle forze statunitensi nella regione e la dichiarata non ingerenza USA rispetto ad un attacco turco, con conseguenze molto pesanti anche dal punto di vista geopolitico – basti ricordare il ruolo di Assad nella regione. Siamo di fronte ad una realtà che si è data nel corso del tempo una ossatura istituzionale democratica, nel quale la parità di genere è effettiva e non solo dichiarata, un esempio da sostenere e non certo da abbandonare alle volontà espansionistiche di uno stato, la Turchia, guidata da un premier che mette in scacco i principi democratici ogni giorno che passa, e che già “brilla” – ad esempio – per aver sostituito i sindaci curdi legittimamente eletti, in territorio turco. È bene anche ricordare che da quando è stata istituita l’amministrazione autonoma democratica nel Nord della Siria, il confine tra Turchia e Siria settentrionale e orientale è stato fortemente messo in sicurezza e nessuna azione armata contro la Turchia ha mai avuto origine da questo territorio. È chiaro che le accuse dello stato turco relative alle minacce sui suoi confini nel Nord – Est della Siria non sono veritiere. Nei colloqui mediati dall’amministrazione statunitense tra l’autonomia amministrativa democratica della Siria settentrionale e orientale e lo stato turco, l’autonomia amministrativa e le forze democratiche siriane (SDF) hanno dimostrato la loro volontà di lavorare con tutti nella regione per una pace duratura. Come è emerso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente turco RecepTayyip Erdogan hanno violato l’accordo negoziato tra l’amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale e lo stato turco per la tutela dell’area, permettendo di fatto a un’oasi di stabilità e coesistenza di entrare in un altro periodo di sanguinosi conflitti. Inoltre, l’idea di consegnare i combattenti dell’ISIS responsabili, catturati e imprigionati nel Nord della Siria negli ultimi anni allo stato turco è ironica e ridicola, poiché parte di questi combattenti provenivano dalla stessa Turchia. Questi 70.000 prigionieri dell’ISIS attualmente sotto la custodia delle autorità dell’amministrazione autonoma rappresentano un immediato rischio per la sicurezza a livello regionale e internazionale in quanto vi è un grande pericolo che queste popolazioni di prigionieri agiscano da incubatrici per la rinascita del cosiddetto Stato islamico. Un’invasione turca e il lassismo della comunità internazionale non porterà solo lutti e distruzioni per i curdi, ma anche l’ulteriore e irrimediabile destabilizzazione di tutta l’area e la possibile rinascita dell’ISIS e delle sue atrocità.

Pertanto, esprimendo tutto il nostro appoggio e solidarietà al popolo curdo, chiediamo alle istituzioni italiane ad ogni livello, alle Nazioni Unite, all’Unione Europea, al Consiglio d’Europa, di prendere una posizione chiara contro l’invasione da parte della Turchia nel Nord – Est della Siria e di sostenere in tutte le sedi opportune questa contrarietà con ogni mezzo possibile.

Facciamo un appello inoltre alla comunità nazionale ed internazionale, e alle organizzazioni della società civile affinché ci si mobiliti e si agisca immediatamente contro la minaccia del risveglio dell’ISIS e dell’annientamento dei popoli del Nord della Siria da parte della Turchia.

FIRMA L’APPELLO

Primi firmatari

  • Ciccio Auletta – Consigliere Comunale – Diritti in Comune – Pisa
  • Leoluca Orlando – Sindaco di Palermo
  • Enrico Panini – Vicesindaco di Napoli
  • Giovanni Maiolo – rappresentante leg. nazionale Rete dei Comuni Solidali
  • Federico Martelloni – Consigliere Comunale – Coalizione Civica – Bologna
  • Emily Clancy – Consigliera Comunale – Coalizione Civica – Bologna
  • Basilio Rizzo – Consigliere Comunale – Milano in Comune – Milano
  • Alessandro Braga –Consigliere Città Metropolitana – Milano
  • Antonella Bundu Consigliera comunale – Sinistra Progetto Comune – Firenze
  • Dmitrji Palagi     Consigliere comunale – Sinistra Progetto Comune – Firenze
  • Tommaso Fattori – Consigliere Regionale – Si Toscana a Sinistra – Toscana
  • Paolo Sarti  Consigliere Regionale – Si Toscana a Sinistra – Toscana
  • Serena Spinelli – Consigliera Regionale -E’Viva – Toscana
  • Monica Pecori – Consigliera Regionale – Toscana per Tutti– Toscana
  • Fausto Melluso – Consigliere comunale – Sinistra Comune – Palermo
  • Barbara Evola – consigliera comunale – Sinistra Comune – Palermo
  • Marcello Susinno – consigliere comunale – Sinistra Comune – Palermo
  • Katia Orlando – consigliera comunale – Sinistra Comune – Palermo
  • Giusto Catania – assessore urbanistica, ambiente e mobilità – Palermo
  • AdhamDarawha – assessore culture e partecipazione – Palermo
  • Caterina Orlando – consigliera comunale – Sinistra Comune – Palermo (PA)
  • Elena Coccia – consigliere comunale Napoli e consigliere metropolitano Napoli
  • Nello Fierro – consigliere comunale – Cuneo per i Beni Comuni – Cuneo (CN)
  • Ugo Sturlese – consigliere comunale – Cuneo per i Beni Comuni – Cuneo (CN)
  • Jacopo Zannini Consigliere Comunale  – Altra Trento a Sinistra – Trento
  • Salvatore Fuda – sindaco di Gioiosa Ionica (RC)
  • Luca Ritorto – vice sindaco di Gioiosa Ionica (RC)
  • Salvatore Lagatta – Sindaco di Bussi sul Tirino (PE)
  • Barbara Toppi – consigliera comunale – Manoppello (PE)
  • Carola Carpinello – consigliera comunale – Altra Valle d’Aosta – Aosta (AO)
  • Eleonora Artesio – consigliera comunale – Torino in Comune – Torino
  • Simone Ciabattoni consigliere circoscrizionale – Torino in Comune La Sinistra – Torino
  • Beatrice Cioni – consigliera comunale –Buongiorno Empoli FC – Empoli (FI)
  • Leonardo Masi – consigliere comunale –Buongiorno Empoli FC – Empoli (FI)
  • Marco Bruciati consigliere comunale – Buongiorno Livorno – Livorno
  • Valentina Barale – consigliera comunale – Buongiorno Livorno – Livorno
  • Aurora Trotta – consigliera comunale – Potere al Popolo – Livorno
  • Francesco Rubini – consigliere comunale – Altra Idea di Città – Ancona (AN)
  • Matteo Iannitti – Catania Bene Comune – Catania
  • Daniela Ruffini – consigliera comunale – Coalizione Civica per Padova – Padova (PD)
  • Roberto Marinello – consigliere comunale – Coalizione Civica per Padova – Padova (PD)
  • Marco Sangati – consigliere comunale – Coalizione Civica per Padova – Padova (PD)
  • Marco Ravera – consigliere comunale – Rete a Sinistra – Savona
  • Antonino Leotta – consigliere comunale – Latina Bene Comune – Latina (LT)
  • Fabio D’Achille – consigliere comunale – Latina Bene Comune – Latina (LT)
  • Marco Galdi – consigliere comunale – “La Cava”  – Cava de’ Tirreni (SA)
  • Maurizio Peroni – assessore – Comune di Offida (AP)
  • Riziero Zaccagnini – Sindaco – Comune di Tocco da Casauria (PE)
  • Lorenzo Ballerini – consigliere comunale – Campi Bisenzio (FI)
  • Luca Marchi – vicesindaco Castelnuovo Magra (Sp)
  • Lorenzo Rossi – assessore – comune di Grottammare (AP)
  • Samuela Castelletti – consigliere comunale – comune di Grottammare (AP)
  • Jonathan Chiappini – consigliere comunale – comune di Grottammare (AP)
  • Bruno Talamonti – – consigliere comunale – comune di Grottammare (AP)
  • Maria Marconi – candidata al consiglio comunale di Grottammare (AP)
  • Nando Mainardi – consigliere comunale – Firenzuola d’Arda (PC)
  • Gianni Porta – consigliere comunale – PRC/Compagni di Strada – Molfetta (BA)
  • Marco Sironi – Consigliere Comunale – Sinistra x un’altra Seriate – Seriate (BG)
  • Dario Rose – Consigliere Comunale – Diritti in Comune – Ciampino (Roma)
  • Emiliano Puleo – consigliere comunale – Partinico (PA)
  • Mario Cicero – Sindaco di Castelbuono (PA)
  • Marcello Catanzaro – Sindaco di Isnello (PA)
  • Mauro Piscitello – presidente consiglio comunale di Castelbuono (PA)
  • Andrea Prestianni – consigliere comunale – Castelbuono (PA)
  • Rosario Piro – consigliere comunale – Castelbuono (PA)
  • Lucia Sapuppo – consigliere comunale – Castelbuono (PA)
  • Massimo Castiglia – presidente 1° circoscrizione – Sinistra Comune – Palermo (PA)
  • Eddy Governale – consigliere 8° circoscrizione – Sinistra Comune – Palermo
  • Iacopo Cambi – consigliere comunale – Sinistra Unita per San Giuliano/PRC – San Giuliano (PI)
  • Emiliano Betti – – consigliere comunale – Sinistra Unita per San Giuliano/PRC – San Giuliano (PI)
  • Marco Chiriaco – consigliere comunale –  Roccavignale (SV)
  • Enrico Carpini – cons. comunale Barberino del Mugello (Fi) e cons. metropolitano di Firenze
  • Lorenzo Verdi – consigliere comunale – Borgo in Comune – Borgo San Lorenzo (FI)
  • Leonardo Romagnoli – consigliere comunale – Borgo in Comune – Borgo San Lorenzo (FI)
  • Enrico Calossi – consigliere comunale – Follonica a Sinistra – Follonica (GR)
  • Massimo Rossi – consigliere comunale – Fermo Migliore – Fermo (AN)
  • Maria Giulia Torresi – consigliera comunale – L’altra Fermo – Fermo (AN)
  • Tatiana Bertini – consigliera comunale – Liberamente a Sinistra – Scarperia/S.Piero (FI)
  • Caterina Corti – – consigliere comunale – Liberamente a Sinistra – Scarperia/S.Piero (FI)
  • Massimo Lombardi – consigliere comunale Spezia Bene Comune
  • Andrea Ferroni – consigliere comunale – La Sinistra – Torgiano (PG)
  • Aldo Ugo – consigliere comunale – Gaiola il Bel Paese – Gaiola (CN)
  • Mauro Colaianni – consigliere comunale – Barisciano Bene Comune – Barisciano (AQ)
  • Stefano Berni – consigliere comunale – Ora! – Barberino del Mugello (FI)
  • Paolo Vignozzi – assessore – Comune di Montespertoli (FI)
  • Cinzia Farina – consigliera comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)
  • Michele Brandi – consigliere comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)
  • Florian Haeusl – consigliere comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)
  • Serena Francalanci consigliera comunale – Uniti a Sinistra Montespertoli – Montespertoli (FI)
  • Massimiliano Voza – consigliere comunale – Santomenna (SA)
  • Francesco Torregiani-consigliere quartiere 1 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze
  • Giorgio Ridolfi- consigliere quartiere 1 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze
  • Lorenzo Palandri – consigliere quartiere 2 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze
  • Filippo Gengaroli – consigliere quartiere 2 Firenze (Sinistra Progetto Comune) – Firenze
  • Luigi Casamento – consigliere quartiere 3 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze
  • Filippo Zolesi – consigliere quartiere 4 (Sinistra Progetto Comune) – Firenze
  • Vincenzo Pizzolo – onsigliere quartiere 5 (Sinistra Progetto Comune)– Firenze
  • Ferruccio Nobili – portavoce AET – Roma
  • Chiara Giunti – associazione Firenze Città Aperta – Firenze

VEDI TUTTI I FIRMATARI

“Ridammi il rosa”, lirica di Pietro Ferrara contro la violenza sulle donne

Un abbraccio tutt’altro che amore 
mi hai dato forte
e ho provato un dolore profondo,
dell’anima.
Mi hai levato un po’ tutti i colori.
Compreso il rosa.
Son scomparsi i sapori vitali,
le favole.
Il mio sole è ormai freddo e oscurato,
vita gelata,
per l’istante rubato furtivo,
nell’intimo.
I tuoi segni lasciati flagranti,
stigma perpetua,
non nel corpo ma giù dentro al cuore,
eternità.
Troppo tempo è trascorso in silenzio,
pioggia dagli occhi,
per il bene di chi ci sta intorno,
più piccoli.
Oggi è tempo di uscir dalla nebbia,
quiete violata,
rivedere le stelle del cielo
che brillano.
Basta spalle voltate e silenzi,
porte serrate,
è un’orchestra che cerca strumenti,
incantesimo.
Non mi sento più sola e ferita,
stammi vicino,
anche tu coi tuoi mille da fare
ascoltami.

“Ridammi il rosa” è la poesia di Pietro Ferrara vincitrice nel 2018 del primo premio “Amalia Vilotta” a tema la violenza sulle donne: dalle pressioni psicologiche fino al femminicidio.

“Come ai giorni dell’oro”, lirica di Francesco De Girolamo, poeta in Roma

Abbraccio, olio su tela di Giuseppe Li velli
 Un febbrile ritorno avanza piano, 
stretto tra le nascoste pieghe vive
delle cose perdute, andate, prive
d’orme chiare, ma che un nuovo, lontano


sguardo riemerso sembra riuscire
a ridestare, come ai giorni dell'oro.
E sembra che le voci amiche, in coro,
ti sussurrino frasi da carpire

nel silenzio presente, sorda luce,
corolla di fermenti che si schiude

alla ferma fiducia, all'accoglienza

del tuo fertile vuoto, delle nude,
tenui trame, disperse nell'assenza,
che un filo inafferrabile ricuce.

Concorso letterario Amilcare Solferini, a Rodallo nel Canavese, scadenza 1 novembre 2019

Concorso Letterario “Amilcare Solferini”

Regolamento:

Il concorso è libero a tutti, uomini,donne e bambini  con età minima di 9 anni e non ha scopo di lucro. La partecipazione di minori con età tra i 9 ed i 13 anni compresi è subordinata al consenso dei genitori o di chi ne fa le veci. Il concorso è riservato a scrittori, poeti e scribacchini a tempo perso.

E’ strutturato in tre sezioni:

  • Giovanissimi: sezione riservata a partecipanti con età compresa tra i 9 ed i 15 anni. A questa sezione è possibile la partecipazione sia in via privata che istituzionale (classi/scuole).
  • Giovani: sezione riservata a partecipanti con un’età compresa tra i 16 ed i 25 anni.
  • Over: sezione riservata a partecipanti con un’età pari o superiore ai 26 anni.

Il tema è la Poesia (massimo 30 versi) e il Racconto Breve (massimo 3 cartelle)  entrambi a tema libero. Oggetto del concorso è la presentazione di un’ opera per ogni partecipante, in lingua italiana. Le opere devono essere inedite, ovvero mai pubblicate in nessuna forma: cartacea, elettronica, o qualsiasi altra forma. Sono ammesse opere precedentemente presentate in altri concorsi letterari purché rispettino l’inedità. Nel caso di scolaresche ogni alunno deve avere un’iscrizione individuale. I soci dell’ Associazione organizzatrice ed i familiari dei componenti della Giuria possono partecipare solo fuori concorso. Gli elaborati devono essere scritti a computer con caratteri (font) facilmente leggibili: Times New Roman, Calibri, Arno, Bodoni con dimensione minima 12 punti. Le opere prive dei dati identificativi e/o non conformi alle disposizioni e/o prive della modulistica richiesta verranno escluse dal concorso.

Spedire con posta ordinaria a: CARC Concorso Letterario AMILCARE SOLFERINI,  Piazza S. Croce 1, 10010 Rodallo (TO) Oppure posta elettronica con E-MAIL: [email protected] Non inviare raccomandate, non inviare doppioni, se la candidatura viene inviata mezzo e-mail, non rinviarla mezzo posta ordinaria o contrario.

Gli elaborati (opere) devono essere in Word e stampate in 4 copie anonime. Vanno compilati i moduli di iscrizione a seconda della sezione di appartenenza, stampati in una sola copia da allegare nella busta insieme con le copie delle opere.

Per la Sezione Giovani e Over: nome e cognome dell’ autore, indirizzo, e-mail, telefono

Per la sezione Giovanissimi: nome e cognome del genitore o di chi ne fa le veci, indirizzo, e-mail, telefono

Per le Scolaresche: nome e cognome dell’ autore, nome della Scuola, sezione e classe, nome e cognome insegnante responsabile, indirizzo della scuola, e-mail, telefono

Il termine ultimo di consegna degli elaborati è il 01/11/2019.

I concorrenti devono presentarsi all’evento di finale il 14/12/2019 con copia delle opere inviate. Per motivi di sicurezza ed integrità del concorso, la commissione renderà noto il titolo delle opere in finale in data medesima. I vari premi verranno consegnati direttamente agli autori in data 14 Dicembre, durante la cerimonia di premiazione. I concorrenti si impegnano a non pretendere compensi di sorta per la pubblicazione su riviste, giornali, per l’utilizzo foto cine-televisivo volto a promuovere il concorso. I partecipanti prendendo parte al Concorso dichiarando sotto la propria responsabilità che l’opera è frutto della loro fantasia e del loro ingegno e sollevano gli organizzatori ed i partners da ogni responsabilità per danni e conseguenze dirette ed indirette. Le opere inviate non verranno restituite. Il giudizio della Giuria è insindacabile ed inappellabile. La partecipazione al premio comporta la piena accettazione di tutti i punti del presente Regolamento.

Tutela dei dati personali: Ai sensi del D.Lsg. 196/2003, il Direttivo dell’Associazione organizzatrice dichiara, ai sensi dell’Art.13, che il trattamento dei dati dei partecipanti al Premio è finalizzato unicamente alla gestione del Premio e all’invio agli interessati di informative puramente di carattere socio-culturale.

Modulo d’Iscrizione Giovani/Over/Giovanissimi

COGNOME_______________________________________NOME______________________VIA___________________________________________________________________________CITTA’_________________________________________________CAP___________________TELEFONO_______________________________CELLULARE_______________________E-MAIL_______________________________________________________________________

TITOLO DELL’OPERA _______________________________________________________________________________

Io sottoscritto autore dell’opera dichiaro che è di mia creazione, frutto della mia fantasia e del mio ingegno. Autorizzo la pubblicazione della medesima anche se non premiata o segnalata senza che nulla sia dovuto all’autore.Autorizzo inoltre la pubblicazione del nome e delle foto della Cerimonia di premiazione.

DATA____________                                                                                               FIRMA________________________________

Rodallo, il paese nel Canavese del concorso per scrittori, poeti e scribacchini a tempo perso, visto dal campanile della chiesa di San Giorgio negli anni 50

“Luna”, lirica di Ale Caniggia Canova, poeta cantante artista in Brescia

Opera di Ale Caniggia Canova
  Metti tutti i dettagli che hai,
Raccontare un momento di lei,
Di cosa i suoi occhi
Si sono appoggiati al tuo,
Una sera d'estate
In un tramonto
Ti ha tagliato il fiato...
Metti tutte le parole dentro
Che hai imparato,
Sulle montagne irlandesi,
Il sole di Marsiglia,
Il grigio denso di Berlino....
Tu ne sai così tanto
Questo non basterà mai,
Nemmeno descrivere un grammo
Di quello che sa essere....
Mettere un vero sorriso,
In mezzo alle tante insidie
Che hai imparato ad usare,
Come attore qualificato,
In un film che ti lascia scappare,
Come l'acqua
Chi taglia le pietre.....
Metti il tuo cuore dentro,
un
Molto cazzo
Battito del tuo cuore vichingo,
Per un secondo del suo sorriso,
Per un momento della sua bellezza...
Mettere un cielo libero
Nuvole e stelle
Chi si disputa geloso,
Lottare per un po ',
Per un secondo dei tuoi occhi,
Come le onde del mare
Chi infuria sulle rocce,
Sentirsi protagonisti
Da un frammento dei vostri passi.....
Metti il cielo,
Solo per lei,
Perché sanno tutti come fare le stelle,
Ma solo lei
Sa essere la luna.....