Il giorno che la donna di cuori, tornando dal deserto, omaggiò una rosa

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La rosa del deserto è una formazione minerale comune nei paesi desertici. Di colore che sfuma dall’arancione al giallo-ocra è un aggregato di cristalli di gesso che si forma in ben determinate condizioni ambientali e climatiche.
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Per la sua formazione è necessaria una falda freatica poco profonda, uno strato di gesso relativamente superficiale ricoperto di sabbia e un clima arido. Il gesso a contatto con l’acqua di falda o con la pioggia viene parzialmente solubilizzato e risale per capillarità con l’acqua. Le temperature desertiche evaporano l’acqua e provocano la precipitazione del gesso in cristalli dalla tipica disposizione. La colorazione dipende dall’inclusione di sabbia all’interno del cristallo. Le dimensioni di questi aggregati cristallini variano da pochi centimetri ad alcuni metri.
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La ricerca e la raccolta delle rose del deserto è un business legato al turismo. Sono i nomadi del deserto che si dedicano a questo lavoro ricavandone un misero guadagno. In alcuni casi le rose si possono trovare direttamente in superficie, quando il vento le libera dalla sabbia, ma se non vengono raccolte le piogge provvedono a riportare il gesso in soluzione e quindi a sfaldare il cristallo. Normalmente gli aggregati sono sepolti sotto alcuni metri di sabbia e vengono individuati con sonde metalliche. Una volta individuati si scava un tunnel orizzontale e si estraggono gli agglomerati intatti.
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Grosse quantità di rose del deserto provengono dal Sahara, in particolare dalla Tunisia e dal Marocco. Altre provengono dai deserti del Messico e Stati Uniti.
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Un compleanno illuminato di poesia, da Castelnuovo verso Como, Lucia Volpi col libro poetico pargol del cor

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Così, da sabato scorso, fanno 55 anni di lungo corso.
Illuminati davvero da messaggi, baci (per lo più virtuali, porc…),
un paio di regali importanti ma soprattutto
la fotografia di Lucia.
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Nella sua casa di Castelnuovo verso Como,
Lucia legge il libro poetico pargol del cor
e, così facendo, mi fa sentire grande, importante,
un poeta.
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Una foto, diciam la verità,
 un po’ vigliacca,
fatta sapendo di colpire diritto al cuore.
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Grazie a tutti, grazie a tutte
per baci e auguri
ma il cuore batterà per sempre
per quella foto,
apparsa in Facebook,
che è poesia
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Sogni d’autore e fantasia al potere: malatempora currant con Renato Brunetta ma la penna va, il pennarolo rema controccorrente

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[ "Rain", oil on canvas, by Nick Norris ]

[ www.nicknorris.com/contemporary_fine_art_pain… ]

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Ridendo e scherzando all’alba del 30 settembre Arzyncampo ha “staccato” la seconda candelina. In giorni con poca torta: se n’è andato Topper, cagnosky che ora brilla diamante aggiunto con lo sfondo del cielo, il cuore arranca in una prateria che prende l’aspetto d’un deserto, il lavoro – quello ufficiale – non nega pesanti scenari, la sinistra scendincampo senza aver nulla imparato dal risultato elettorale così l’arcobaleno in inutile marcia romana scompare nel buio più buio d’un occhio pesto, il governo non mostra segni di cedimento ed anzi Renato Brunetta impera. L’Italia tutela la salute, dice quello, ma intanto, se t’ammali, nei primi dieci giorni ti riduce lo stipendio. Così, se sei operaio, se sei impiegato, non ti puoi permettere nemmeno un raffreddore e con l’influenza vai a lavorare. In compenso nessuno discute le prebende naturalmente sacre ed inviolabili dello stesso medesimo illustrissimo signor Ministro Renato Brunetta che conta la fola d’esser socialista. Per tacer degli esimi colleghi Ministri suoi e dei manager che stanno portando il BelPaese sull’orlo del tracollo giocando coi soldi virtuali delle Borse nemmeno fossero al campionato rionale di Monopoli. Che comunque tanto non pagheranno loro ma scaricheranno sugli stipendi e sui miseri risparmi di chi lavora e, i soldi, quelli veri, li guadagna col sudor della fronte pochi, sporchi e vittime della recessione. Poi ci si meraviglia se la vena s’è inaridita e dal cuor più non m’esce poesia? Per fortuna ci pensano messer il Caso e monsieur le Dèstin ad accendere un lumicino: lunedi sul marciapiedi, in un viale della città, ho riconosciuto Tiziana Mezzadri, la cantora nelle rap-presentazioni delle mie poesie. Stava andando al lavoro. L’ho fatta salire in macchina, le ho dato un passaggio. Vedrà mai la luce il mio secondo libro poetico pargol del cor? Le bozze sono in borsa, praticamente finite ad agosto (ma invero erano già pronte un anno fa). Edoardo, lo  figlio mio, dopo mesi d’attesa ha abbozzato (solo abbozzato, sia chiaro) il disegno di copertina e addirittura ha una buona idea per una seconda bozza: bisognerà trovare spazio all’interno (per la quarta di copertina è pronto il bellissimo disegno di Fabrizio, lo altro virgulto di cotesta stirpe: la pace che urla il suo dolore) e naturalmente attendere l’anno del due il mese del mai perché i figli son pezz ‘e core ma quanto a lavorare specie per i sogni del padre, sarà meglio tacere, stendere un pietoso velo di silenzio. Dunque forse relativamente presto, nel giro d’un paio di secoli, Tiziana tornerà a recitare nelle rap-presentazioni della “Doctor Arzy’s poetical folk band”. Dipende anche da Augusto Bottioni: un paio di settimane fa gli ho consegnato le bozze perché mi scriva l’introduzione. <Un onore!>, ha commentato e (spero) s’è messo al lavoro. Prenderà il posto di Ivano Tagliaferri, l’introduttore ufficiale del primo libro poetico pargol del cor: dopo lungo tempo lunedi scorso gli ho telefonato, sta superando il trauma dell’incredibile successo del volume sugli italiani anarchici combattenti nella Spagna della guerra civile e intanto è a buon punto con una nuova impresa, un romanzo sui primi del Novecento, tra lotte agrarie nella verde emilia e tentazioni irredentistiche nell’Istria d’oltreconfine. La poesia? Beh, non è proprio affar suo anche se nel romanzo che ancora ha in penna farà forse una capatina tal Gabriele d’Annunzio. Ma i tempi per la stampa del mio secondo libro son legati anche a Massimo Avenali di Pescara: sta lavorando ad una raccolta di racconti ed uno (spero) sarà quello mio nel quale credo moltissimo, storia d’un drago che la follia umana ha scatenato illudendosi d’imbrigliarlo. La storia d’una notte di fuoco, il fuoco del drago sfuggito dalla gabbia a Chernobyl. Una pioggia di particelle bianche, impalpabili, invisibili che lentamente qualche ora dopo scendeva in pianura padana dove dormiva un altro drago, in quella enorme scatola bianca d’acciaio con l’ombra ad allungarsi sulle ultime case di Caorso, il paese lambito dalle acque del Grande Placido Fiume che, dopo secoli di tranquilli sonni, si risvegliò una mattina proiettato nel futuro della produzione nucleare. Racconto un paio d’anni fa vincente alla selezione di www.ozoz.it, giunto ad un passo dalla pubblicazione con Perrone editore ma alfine, per motivi tutti esterni, rimasto nel limbo del web per rinvio sine die all’ultimo minuto dell’impresa editoriale. Ma se ora vedrà la luce ed il buio oscuro dell’inchiostro di stampa, lascerà nel limbo d’attesa il secondo libro poetico pargol del cor. Sogni d’autore: spesso vanno controcorrente, magari arrancando, ma voga che ti voga, rema oggi e rema domani, tu Guido la Vespa ed io Remo la Barca, l’ansa del fiume s’avvicina, speriamo si riveli presto il nuovo orizzonte.

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[ "Half Tide – Acadia", oil on canvas, by Steven Mulak ]

[ stevenmulak.chicopee.com/Oil%20Paintings.htm ]

Sogni d’autore: brancolando nel buio per antiche contrade me ne vò, incontrando Lucia Volpi, Claudio Calzana, Guido Farneti

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[ "Sogno", di Maria Laura Canaparo,  www.caarteiv.it/pittori/canaparo.htm  ]

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Brancolando nel buio per antiche contrade me ne vò. Nel senso, poco di nuovo all’ombra degli ulivi: i sogni (d’autore) continuano pigramente a sonnecchiare nel cassetto mentre l’autore poeta scrittore si dedica ad altre vicende affaccendanti. Blog e rapporti correlati, lavoro all’Asl, qualche puntata nel politico sociale e, come tutti, l’arabbattarsi per tirare fine mese  lamentando che pagar le tasse sarà pure bello ma quel rubinetto di soldi in uscita senza limiti nè soluzione di continuità comincia a creare qualche disagio e non poche preoccupazioni.

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Così è che quasi quasi passa in secondo piano la copia di “E’ severamente proibito…” richiesta da Lucia Volpi alias Lucy57 e subitaneamente spedita in quel di Castelnuovo di Como mentre lei a sua volta spediva 10 € in busta chiusa, ovvero "la paga del poeta". Spese postali? Scambio alla pari, si fa alla romana, a ciascuno le sue. Perché il prezzo, sia chiaro, specie quando lo paga un’amica preziosa come Lucy, è un simbolo, la garanzia che il libro pagato verrà letto e non depositato in un angolo e dimenticato come spesso succede alle opere ricevute per pura cortesia.  Grazie dunque, Lucia, e buona lettura per le tue sere d’estate.

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Ferma restando una considerazione: a quasi tre anni dalla stampa riuscire ancora a piazzare copie del libro poetico pargol del cor è soddisfazione non da poco e intanto credo ormai superata quota 150 copie vendute, traguardo interessante, per un libro di poesia e soprattutto il libro di un esordiente, peraltro a diffusione sostanzialmente limitata all’area territoriale di una modesta provincia padana. Ed ora? Molta carne al fuoco.

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[ "Peace", di Franco Cisternino, www.intermedia-group.it/figurativo,paesaggist… ]

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Sono entrato in contatto con Claudio Calzana, scrittore a sua volta esordiente autore de “il sorriso del Conte”: presto Arzyncampo ospiterà una sua intervista. Non male. Un colpo da Maestro grazie alla disponibilità di un emergente che, possiamo starne certi, ha la classe e i numeri per diventare un Maestro.

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Il suo stile, oggi, può ricordare i racconti di Andrea Vitali in un rapporto tra Maestro e Allievo. Ma domani? Gli allievi, ricordiamolo, nascono e quindi crescono per iniziare quel percorso lento ma inesorabile che li porterà a surclassare il Maestro. Diciamola allora così: a Claudio Calzana la diamo a tre romanzi, appunto "il conte", poi a seguire il prossimo (al quale sta lavorando) ed infine un altro ancora dopodiché qualcuno forse ricorderà ancora di un certo Andrea Vitali. Chi? Mah, un buon medico rivierasco del lago di Como. <Forse>, si dirà, <ha curato Calzana durante un breve soggiorno e, per questo, é diventato famoso>.

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[ "L’attesa", di Maria Giovanna Peri, www.guerbois.it/main/dev/peri.html ]

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Di palla in frasca. C’era stato, tanto tempo fa, mesi e mesi fa, un approccio con una ragazza, Cinzia, che vantava conoscenze a non finire e la disponibilità ad organizzare una rap-presentazione musical poetica al castello di San Pietro in Cerro (sarebbe, se non erro, la tredicesima). In cambio di 200,00 € all’insegna che chi lavora spesso ne vuole adeguato conseguente compenso e per il poeta di belle speranze si mette male. L’avevo persa di vista: lavorava in un bar che ha cambiato gestione. Pochi giorni fa l’ho ritrovata. Lavora al bar interno del mio supermercato. Buono a sapersi. Il castello è sempre al suo posto. Da secoli. Forse aspetta il momento giusto per ospitare la "Doctor Arzy poetical folk band", se mai quel momento verrà (finché c’è vita, quel castello resta sempre là).

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[ "Ansia", di Giuseppe Bifulco,  www.giuseppebifulco.com/arte.php?limit=2 ]

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Morto il presidente della cooperativa editrice Vicolo del Pavone, Oreste Franchi detto Toti, se ne fa un altro. Nome? Per ora conosco il cognome, Veneziani. Di lui non so altro ma so che la cooperativa prosegue i lavori, le rotative must go on. Non è stato facile superare la porta d’ingresso entrando nei locali dove ero abituato a trovare Toti fino a tarda ora. Ma vita e morte si sovrappongono, cambiano fatti e volti, restano le attività. In questo caso resta la casa editrice con le sue attività: mancato il Presidente e fondatore, sono comunque in preparazione tre libri. Breve colloquio ed ecco subito, massima disponibilità a stampare un secondo libro poetico pargol del cor. 90 pagine circa. 300 copie, 1.750 € a mio carico e per il resto tutto come in occasione del primo libro, tre anni orsono (presentazione nel salone della casa editrice, presenza nel sito internet, stampa inviti per tre rappresentazioni, distribuzione nelle librerie locali) quando però il prezzo era stabilito a 1.200 €.

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Differenza non da poco. D’obbligo la cautela e la riflessione. In ogni caso ora la piccola cooperativa editrice chiude i battenti, se ne riparla a settembre. Nell’attesa ho spedito una mail con allegato il dattiloscritto di “Vietato attraversare i binari. Servirsi del sottopassaggio” a Guido Farneti, giovane editore in Roma (Azimut Srl). In onore ad una vecchia amicizia e a reciproca stima maturata via web. Poche speranze. Guido ha scritto e pubblicato di suo poesia con vari editori per alfine cambiare ruolo trasformandosi in editore indipendente. Con una scelta editoriale precisa: poesia praticamente esclusa. Ma la proposta era dovuta, oltreché … interessante.

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In concreto, Vicolo del Pavone può offrire una notevole entratura in sede locale che nessuna casa editrice (tranne le grandi) può sognare. Di converso Azimut, come altri editori specializzati, possono offrire un respiro territorialmente più ampio che la piccola casa editrice in forma cooperativa di insediamento padano, Vicolo del Pavone, nemmeno si sogna.

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[ Opera di Ornella Falavigna,  www.regione.taa.it/ripi/schedaOpera.aspx?ID=427 ]

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Dunque, che fare? Se ne parlerà a settembre. Intanto Fabrizio, col suo cortometraggio "Prosit", è stato ammesso al Pesaro horror film festival, sezione "il ritorno dei corti viventi", un bel riconoscimento di valore. Contemporaneamente, visto che le buone notizie non arrivano mai sole, il mio figliolo aspirante cineasta è stato ammesso al corso che terrà ad agosto a Bobbio il Maestro Marco Bellocchio. Mentre Edoardo riposa in attesa riprendano le lezioni di montaggio e tecniche di ripresa dell’Accademia del Cinema di Bologna. Piccoli artisti crescono e s’apprestano a mandare in soffitta l’ormai vecchio scrittorucolo di belle speranze ma finché potrò procurarmi penna, calamaio e bianco foglio la lotta sarà dura.

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Insomma, molta carne al fuoco: visto che tra due settimane partiremo per passar vacanza nella dacia in riva al buon vecchio fiume nella verde appenninica Val Trebbia, sarà barbecue ad oltranza. Soprattutto, in questo caso, molto fumo, ottimo arrosto.

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[ "Realtà oltre il virtuale", di Piero Donatini, www.pierodonatini.com/pierodonatini_it/ ]

Sogni dautore: quelle case editrici, a pagamento, dal canto suadente ed avvolgente come l’incanto delle sirene

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[ www.picturerealm.co.uk/lamination.htm ]

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Interessante da un noto sito letterario che frequento già da qualche anno. In troppi hanno lamentato d’essere rimasti intrappolati nelle reti dell’editoria a pagamento: molte promesse, costi non da poco, almeno 2mila euro a carico dell’autore per un libro di 100 pagine ma con possibilità di arrivare anche a 4mila, distribuzioni in libreria e sostegno pubblicitario o di iniziative pressoché solo virtuale, delusione tanta e tante anche le copie che restano in magazzino in attesa di essere avviate direttamente al macero.

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[ blog.360.yahoo.com/blog-TboEvYA.daOsmlufJ1PrJ… ]

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Situazioni regolarmente descritte e lamentate da molti ingenui ex aspiranti autori, finiti nella rete come raccontano con tanto di nome e cognome delle case editrici più specializzate in questi metodi da illusionisti imbonitori a caccia di quattrini. Case editrici che magari ben si presentano acquistando spazi pubblicitari sui grandi quotidiani nazionali invitando a spedire dattiloscritti per concorsi che, alla fine, in realtà producono proposte di contratto naturalmente con contributo alle spese dove non si capiscono quali siano i costi residuali dei quali l’editore si fa carico.

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[  www.coconut-hut.co.uk/acatalog/inspiration-ga… ]

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Grandi enfatizzazioni ad iniziative di sostegno quali la presenza del libro una volta stampato in grandi fiere internazionali, a Copenaghen, a Francoforte e magari perché no a Parigi o addirittura a Toronto e, naturalmente, c’è sempre qualche illuso che cade nella rete e mette mano al portafoglio. Provare per credere: visitare la prossima fiera del libro di Torino e ciascuno misuri sulla propria pelle l’effettiva visibilità dei romanzi di qualche emerito sconosciuto ovvero se, con i costi odierni dei libri, sia davvero credibile la rinuncia all’acquisto dell’ultima fatica dell’autore famoso rispetto al libercolo dello sconosciuto di cui sopra.

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[ www.armanguelo.com/RHCP/art.html ]

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Sia ben chiaro: non sono in assoluto contrario ad una partecipazione alle spese da parte dell’autore, dipende dal reale servizio offerto e dalla trasparenza garantita. Se un editore ad esempio garantisce la presenza nelle librerie virtuali del web (Internetbookshop, tanto per citarne una), sento già puzza di bruciato perché chi mai potrebbe acquistare il romanzo di un signor nessuno scorrendo una libreria virtuale? Un’ipotesi ancora più irreale rispetto al libro che occhieggia da uno dei centinaia di banchi in fila al Lingotto di Torino (dove almeno puoi sfogliarlo, il libro, godere dell’impareggiabile profumo della carta).

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[ www.xbizstudio.com/…/75-Psychedelic-Wallpaper ]

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Bene, tutte queste segnalazioni alla fine hanno colpito nel segno e le case editrici quelle delle trappole per ingenui si sono mosse.

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Affinando e migliorando i servizi di supporto offerti? Certo che no: minacciando querele ed azioni legali, naturalmente.

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Risultato: il webmaster del sito letterario ha stabilito che, da oggi in poi, vige la regola del silenzio, chiunque venga illuso prima e gabbato poi comunque non potrà più scrivere nome, cognome e ragione sociale della casa editrice che lo ha sedotto e avvolto nella rete. No comment. Canti avvolgenti di dolci sirene con lunghi denti da squalo.

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[ hometown.aol.com/picturemag/page2.html ]

Sogni dautore: Carmelo Sciascia, artista, pittore, incontro alla festa di Mortizza per un sogno di sinistra (parte 2^)

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[ Carmelo Sciascia dona un quadro alla poetessa Bruna Milani ]

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Ultime note delle ballate di Francesco, ultimi versi nell’aria recitati da Tiziana, chiudo il libro poetico pargol del cor in sul finir dell’undicesima rap-presentazione, festa per l’Unità della Sinistra, Mortizza, ottobre 2007.

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Un tizio over cinquanta ma fisico giovanile, vestito di jeans, seduto attento per tutta la serata, m’avvicina, “ma tu come le conosci le donne di Mortizza, eri forse innamorato d’una di loro?”.

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[ Mammolo a Bosco dei Santi ]

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Mi si presenta così Carmelo Sciascia, per scoprire che il mondo è piccolo, che la poesia e il libro poetico pargol del cor sono uno strumento straordinario, un mezzo per giungere a contatto con altri mondi, mondi diversi che, in questo caso, a mia insaputa fan parte del mio mondo.

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Nato in Belgio, studi ad Agrigento, laureato filosofo a Palermo, insegnante, quindi ferroviere a Piacenza, oggi artista, pittore con residenza a Mortizza, zona golenale, a due passi dal grande placido fiume che attraversa la pianura diretto verso il mare. Per arrivare nella frazione puoi passare sull’argine, qualche chilometro oltre la città, tra centrali idroelettriche, boschine, ponti avveniristici destinati all’alta velocità ferroviaria, baracche di legno per la pesca, pontili per qualche barcone, cave di ghiaia e sabbia, il depuratore al servizio della città, la ciminiera dell’inceneritore, qualche auto tra le frasche dai movimenti ondulatori sospetti.

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[ Cave di sabbia sul Po ]

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I mesi legati alla pubblicazione delle mie poesie, l’affermazione pubblica del mio proporre poesia, del mio essere poeta, le uscite, le esternalizzazioni, mi hanno regalato esperienze, contatti, rapporti impareggiabili. Un poeta, dice una mia poesia, mente strana, bambino, ingenuo come mi ha definito Ivano Tagliaferri nella introduzione. Pericoloso, bisogna guardarsene perché non è normale, cammina sulle nuvole, mente sciocca, ragazzino, ruba l’anima. Sogna.

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In un mondo fatto di realismo che poi fa rima con opportunismo, aziendalismo, arrivismo, un mondo che sembra aver dimenticato poesia ma invero, forse, questa è la mia esperienza, nell’ombra oltre le sfavillanti luci dell’apparenza, sono in tanti a sognare di avere ancora sogni, sono in tanti ad aver bisogno di poesia, sono in tanti ad avvicinarsi ai poeti.

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[ L’inceneritore di Piacenza visto dal Po ]

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Carmelo non ha acquistato il libro poetico pargol del cor, sostenendo che, visto l’annuncio dell’imminente uscita del prossimo secondo libro amor sens confin, è ormai quello da acquistare. Intanto mi ha rivelato che, di me, del mio passato, sapeva tutto fino ad un certo punto. Fino a quando ha lavorato con babbo Fabio, ferroviere capotreno, suo collega e ogni babbo si sa passa le ore a raccontar di gioie e dolori venuti dal figlio.

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I miei amori giovanili, l’impegno politico, gli studi fino ad un passo dalla laurea, la laurea, la borsa di studio a Torino, il lavoro in Fiat a Modena. Poi venticinque anni or sono per babbo Fabio è scoccata l’ora della pensione ed anche Carmelo ha lasciato la ferrovia dedicandosi a tele e pennelli, ha perso di vista babbo Fabio, i suoi racconti, il progredire della vita di quel figlio, “non ho mai saputo che facevi poesia, per questo ero curioso di sentirti”.

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[ Il riposo dei Tuareg ]

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Curiosità che s’intrecciano, perché il mondo alfin è piccolo piccolo. Anche per babbo Fabio, quando nel 2004 uscì sul quotidiano locale la notizia che avevo vinto un concorso di poesia a Napoli, fu grande sorpresa: “non avrei mai immaginato che mio figlio scrivesse poesie”.

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Similitudini, curiosità. Finito lo spettacolo, conclusa la recita, una stretta di mano e Carmelo se ne va, torna a casa, il poeta si sposta alla cassa della festa mentre arriva babbo Fabio con mamma Maria: “dimmi, babbo”, “lasagna per me, tortelli per mammà”, “da bere acqua minerale?”, “va bene caro figlio”, “allora in tutto fan dieci euro”.

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Per sostenere il sogno, d’un mondo giusto, equo, solidale, diverso dal mondo dell’individualismo, dell’arraffa tu che arraffo anch’io, e per questo, per i sogni anche i babbi e le mamme pagano. Con saluto e omaggio all’amico Carmelo, artista, pittore, filosofo, a suo modo poeta, uno di quelli dei sogni.

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[ Omaggio a Munch ]

 

Tutti i dipinti sono presenti, con altri, nel sito www.carmelo-sciascia.com

 

Sogni dautore: festa per l’Unità della Sinistra, undicesima rap-presentazione in quel di Mortizza (parte 1^)

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[ Claudio Arzani, poeta: oui, c’est moi ] 

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Impegno politico e poesia di regola procedono su binari separati ancorché paralleli: il primo rappresenta lo strumento del realizzabile nel concreto, la seconda rappresenta il sogno che trascende e va oltre la realtà.

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Succede però talvolta che i due parallelismi convergano, s’incrocino, trovino un punto d’incontro e di fusione.

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Quando, ai primi di settembre sono iniziati gli incontri per organizzare alla cooperativa di Sant’Antonio (ufficialmente ancora frazione periferica di Piacenza in realtà ormai inglobata dalla città) la prima festa per l’Unità della Sinistra anche se a malincuore non ho nemmeno minimamente pensato di inserire le mie poesie in cartellone.

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[ Tiziana Mezzadri, voce recitante, nobile cantora ]

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Sin dal primo giorno ho proposto venisse presentato il libro “Los Italianos” di Ivano Tagliaferri e Franco Sprega dedicato ai combattenti volontari italiani nella guerra civile spagnola, pretendendo di condurre la presentazione.

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Quando però la cooperativa di Sant’Antonio si è dichiarata indisponibile e la festa si è trasferita alla cooperativa di Mortizza, frazione in zona golenale, prossima al grande placido fiume che dal Monviso scorre fino al mare lungo tutta la pianura padana, non ho potuto resistere oltre.

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Alle donne di Mortizza è dedicata una delle mie poesie che ritengo tra le più suggestive e, a quel punto, non potevo non chiedere di inserire nel cartellone del programma l’ennesima esibizione della “Doctor Arzy’s poetical folk band”, per l’esattezza l’undicesima rap-presentazione.

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Festa nel gelo notturno di ottobre avanzato, sotto telone con tanto di stufe  che bruciavano a pieno ritmo (10 euro di gas al dì per il funzionamento). Un palco, una ventina di tavoli, la gente della futura “Cosa rossa”.

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[ Francesco Bonomini all’organetto diatonico ]

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Organizzazione alla buona, qualche sbavatura nell’equilibrio tra politica e divertissment, un po’ dilettanti allo sbaraglio, una pubblicità gestita alla carlona, qualche difficoltà nel rapporto con i mass media locali ma l’importante rispetto al P.D. imperante è la presenza. Non senza qualche problema. Che ci faccio io, socialista nell’animo e d’antica militanza, con codesti compagni tutti lanciati verso un’alleanza dal sapore elettoralistico incapace di risolvere il nodo della collocazione internazionale, stranamente uniti con quelli del P.D. su un punto: il rifiuto del socialismo europeo. Ma i nodi politici saran sciolti in altra sede, a Mortizza si riafferma che una sinistra c’è ancora, che non tutti siamo destinati all’abbraccio mortale con le toghe vaticane. Si dia dunque spazio ai sogni, poesia compresa!

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Si dia spazio alla “Doctor Arzy’s poetical folk band”! All’inizio della rap-presentazione avevamo di fronte, spostati un paio di tavoli, una decina di attenti spettatori ed altri cinquanta intenti a mangiare. Un’inizio alla grande. Francesco, come sempre, lanciava qualche nota apparentemente casuale ma in realtà utile per dar l’aria di chi “scalda lo strumento” ed intanto attira l’attenzione. Mi s’avvicina un anziano, dice che purtroppo deve andarsene, impegni impellenti lo rincorrono.

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Non si preoccupi”, mi esce di dirgli, no non è che mi preoccupi, è che vorrei una copia del libro di poesie. Oilà, qui si fan affari! Un paio di spettatori cambia postazione per chiacchierare con altri compagni. Una donna si siede tenendo sulle ginocchia il piatto di lasagne e sulla sedia a fianco il bicchiere di buon Gutturnio, cantina in cooperativa.

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[ Fausto Chiesa, l’analisi, la contestualizzazione e la critica letteraria ]

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Serata difficile, il pubblico non sta fermo, chi va, chi viene, chi s’allontana a chiacchierare, chi ritorna, chi finito di desinare s’avvicina, chi tranquillo continua la cena ed il chiacchiericcio. Incerto il futuro del Paese e il governo, ancorché amico, resta ladro, abbiamo il pane ma poco companatico, compagni s’ha da cambiare! Ma noi nulla, ormai entrati nel Nirvana, siamo in una dimensione parallela. Recita Tiziana, Fausto si lancia nella sua analisi critica, io lego e introduco le singole poesie. Francesco suona, propone le sue ballate, ad un certo punto due, attenti per tutta la serata, in prima fila, si alzano e s’abbandonano fuoriprogramma ad un valzer  allegro.

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Lui mi dirà poi che eravamo compagni, alle elementari, praticamente 45 anni fa. Ove qui si tirano le somme dell’avventura del libro poetico pargol del cor: l’abbraccio con tanta gente, delle emozioni provate, delle emozioni suscitate, chi va, chi viene, chi ritorna, gli abbracci, i baci, le pacche sulle spalle, la condivisione, un’impareggiabile esperienza umana, l’incontro con chi fu amore, l’assenza di chi per sempre ricordo d’amore sarà, la stretta di mano con un vecchio compagno delle elementari, l’incontro con Barbara, un figlio e due gemelli dopo, ma sei diventata una vitellina grassa, certo e tu un cinghiale bolso, botta e risposta e un abbraccio profondo.

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Non ricordo il nome del ballerino compagno delle elementari (forse Scotti il cognome?) ma ricordo che, alla fine, non si è negato all’acquisto di un’altra copia del libro. Due copie, dunque, il bilancio della serata ma quel che conta ancora una volta è l’emozione.

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L’abbraccio con la gente.

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La tavolata con quelli di Rifondazione che, quando con Tiziana recitiamo a due voci Cronache dal fronte 2003  con la testa assente compiaciuta nonostante inciampiamo sull’ultimo verso, ridiamo divertiti, ripetiamo, orgogliosi di star contro i bonzi americani, contro Bush, per la pace senza interessi economici e senza petrolio da salvaguardare.

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La tavolata con la gente di Mortizza, almeno venti tra uomini e donne fino a quel momento attenta ad altro, al divertimento delle chiacchiere di paese, ma, recitata “le donne di Mortizza”, ascoltano in silenzio e all’ultimo verso ci regalano quell’attimo di panico ove si gioca l’indifferenza, la negazione, la compiacenza ed invece esplode un applauso a scena aperta con un grande sorriso che s’allarga sul volto compiaciuto delle signore e delle signorine, le donne di Mortizza, appunto.

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Un tizio over cinquanta ma fisico giovanile, vestito di jeans, m’avvicina, “ma tu come le conosci le donne di Mortizza, eri forse innamorato d’una di loro?”. Ma di quest’uomo parleremo a parte, quell’uomo merita un capitolo tutto suo del racconto dell’avventura del libro poetico pargol del cor.

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[ Doctor Arzy’s poetical folk band ]

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Tutte le foto, scattate da Ferruccio Braibanti,

sono il ricordo della serata a Gropparello (Pc)

nella sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, emozionante rap-presentazione del giugno 2006

 

Sognidautore: 2007, bilancio di un anno di transizione

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[ "La fidanzata del garibaldino", di Gerolamo Induno, www.mostracabianca.it/page12/galleria.html ]

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Due gennaio 2007

Spedite via mail le 12 poesie che da tempo Eugenio Gazzola mi chiedeva. Già editor nella piccola casa editrice in forma cooperativa che aveva pubblicato il mio libro poetico rimase stupito la sera della prima presentazione nel salone messo a disposizione dall’editore (ottobre 2005). Cinquanta presenti, 30 copie vendute, numeri sorprendenti, per della poesia, a parere di Eugenio. Forse per questo, quando mesi dopo decise di spezzare le catene con la proprietà per mettersi in proprio, tra le iniziative in cantiere pensò di inserire una raccolta di poesie che unisse quattro o cinque autori piacentini. I poeti si sa, son tiratardi così dal progetto di uscire a Natale 2006 si passò alla Pasqua poi sul tutto è calato il silenzio. Amen, de profundis.

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[ "La partita a scacchi", di Gerolamo Induno, www.jmrw.com/Chess/Tableau_echecs/pages/029.htm]

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Fine luglio 2007

Spedite due poesie al quotidiano Libertà per la “consueta
pubblicazione in agosto, un appuntamento che si rinnova immancabilmente dal
2003. Anche in questo caso passano i mesi e tutto tace. Mi piace ricordare
la sorpresa, nel 2006, di veder pubblicato un trittico di poesie inviato
due anni prima e già dato per disperso. Nel limbo anche un racconto inviato a settembre 2006 anche se, in questo caso, devo confessare di aver abbondantemente superato le battute massime imposte (oltre 10mila in luogo delle massime 5mila) per cui le speranze restano davvero poche. Ri-Amen.

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[ "La filatrice", di Gerolamo Induno, www.gamgenova.it/template_visita.asp?itemID=6… ]

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Ottobre 2007

 Finalmente, dopo un anno di stand-by, concludo il paratesto di quello che dovrebbe essere
il mio secondo libro poetico pargol del cor. Lo consegno a Fausto per l’introduzione
e, da quel momento, ne perdo le tracce. Io lo strozzerei, quel critico.

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[ "Il quartier generale dei piemontesi in Crimea", di Gerolamo Induno,

commons.wikimedia.org/wiki/Category:Crimean_W… ]

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Dice l’oroscopo

Che noi acquariotti nel 2007 abbiamo avuto Saturno menasfiga
in transito dalle nostre parti. Probabilmente mentre arrivava io mi trovavo
al centro della carreggiata e l’urto è stato inevitabile. Naturalmente ho
avuto la peggio: un frontale con un pianeta è cosa non certo di poco conto,
speranze zero. Mi sono lasciato travolgere.
Sì, l’anno è stato improntato alla resistenza passiva, un pò come il giunco
che si piega ma così facendo non si spezza. Ed ora è finita! Saturno se n’é
andato verso il territorio dei Pesci (sventurelli!) e il 2008 si prospetta
come un anno di grandi novità. Sperem.

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[ "Gioie materne", di Gerolamo Induno, http://www.antiquars.com/Pittura800/Romanticismo/IndunoG.htm ]

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A tutto blog

Senza dimenticare che il 2007 è stato l’anno dell’intenso impegno col blog.
Risultati? Soddisfazioni morali numerose e chi s’accontenta è a metà dell’opera.

Amici, amiche (solo virtuali, mannaggia), link fino a quota 30 circa, l’invito a partecipare ad altri blog, la candidatura all’ibis award che poteva essere l’occasione (sfumata) per un viaggio a Salerno. Un numero di contatti che passa dai 30 ai 50 al giorno con punte arrivate a 100. Certo la partecipazione attiva è scarsa, diciamo che ho la soddisfazione di gestire un blog di lettura e che qualche volta è capace di fare opinione. Praticamente la radice all’ennesima potenza inferiore di Beppe Grillo. Meno di un insetto?

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[ "Sciancato che suona il mandolino", di Gerolamo Induno ]

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I siti in internet

Praticamente azzerata la mia presenza in ozoz, sito letterario dove ho incontrato e conosciuto tra il 2004 e il 2006 persone fondamentali nel mio percorso d’autore ma, come tutte le favole, anche quel gruppo si è ormai disciolto come neve al sole tra chi ha messo in soffitta le aspirazioni e chi invece ha fatto il salto di qualità e non ha più tempo per quel tipo di approccio.

Cambio dunque io, ma cambiano anche i siti.

Come scrivi.com, radicalmente ridimensionato nella partecipazione rispetto ai tempi del mio ingresso (2004). Ma comunque sempre utilissimo per rilanciare pezzi già apparsi nel blog e che su scrivi hanno comunque un pubblico più numeroso: una ventina circa gli accessi nella giornata di pubblicazione per poi in qualche caso volare col tempo oltre le diverse centinaia, in base a logiche e criteri che mi sfuggono ma restano indicatori per misurare il gradimento e l’interesse per quanto scrivo.

I resoconti (fotografie incluse) dei miei viaggi? 218 gli accessi alla 2^ puntata della visita alla Cascata delle Marmore.

I reportage dalle mostre d’arte?Andarperarte: gli impressionisti, i simbolisti e le avanguardie”, resoconto della mostra visitata a Como, ha raggiunto i 530 lettori.

Los italianos, antifascisti italiani nella guerra civile spagnola”, la recensione del libro dell’amico Ivano Tagliaferri (peraltro ripresa e riprodotta nel sito della casa editrice romana) ha avuto 469 visite mentre il racconto del cuore “viaggio a Milano tra sogni e realtà con mamma e papà” pubblicato il 29 maggio ha toccato quota 966. Da vertigini.

La situazione che più mi sorprende? Ogni tanto capita che qualcuno mi lasci un commento nel blog debuttando con un

caro Claudio, da tempo ti leggo su scrivi …”.

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[ "La lettera", di Gerolamo Induno http://www.antiquars.com/Pittura800/Romanticismo/IndunoG.htm ]

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Il libro poetico pargol del cor
Una copia qui e una copia là il libro poetico pargol del cor ha continuato
nel suo percorso di vita navigando abbondantemente oltre le 100 copie vendute
da ottobre 2005 ad oggi ( in realtà siamo forse prossimi alle 150 copie, cifra più che ragguardevole per una raccolta di poesie). Per tacer delle esperienze, dei rapporti umani che sono legati al libro e vanno ben oltre alla semplice esperienza editoriale.

Senza dimenticare, in ottobre, la serata di rap-presentazione
sulla festa per l’Unità della Sinistra
, alias Cosa Rossa, di cui racconterò
presto o tardi.

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[ "Il ritorno dei soldati", di Gerolamo Induno, http://www.antiquars.com/Pittura800/Romanticismo/IndunoG.htm ]

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Los italianos – antifascisti nella guerra civile spagnola

Doppia citazione per il libro di Ivano Tagliaferri e Franco Sprega, Infinito edizioni. Questo piccolo scrittorucolo di provincia ha avuto l’onore di presentarlo sulla citata festa dell’Unità della Sinistra alias Cosa Rossa in ottobre 2007, promuovendo e realizzando una targa in memoria di Dante Galli, combattente antifascista immortalato nella foto di copertina di Robert Capa. Tornato in Italia Dante rifiutò sempre ogni tipo di riconoscimento, vivendo serenamente il suo destino di lavoratore. Una vita semplice, un impegno senza contropartite se non l’ideale. Per la libertà, la giustizia, la pace contro tutte le violenze, contro tutte le guerre. Una serata che ha reso grande tutto un anno.

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[ "La partenza  ddel coscritto", di Gerolamo Induno, www.riccioddi.it/biografia_artisti/00234 ]

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Que serà, serà

Concludendo: un anno se n’è andato, un anno è arrivato, chi
vivrà vedrà quel che domani succederà.

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[ "La lettera dal campo". di Gerolamo Induno, http://www.antiquars.com/Pittura800/Romanticismo/IndunoG.htm ]

Sogni dautore: per una che va cento finiscono in fumo, questa è la vita di ogni autore, sperando in un anno migliore

[ "Pesca nel delta del Po", di Enzo Lucci, it.geocities.com/…/lucci_marzo2007.html ]

 

Due gennaio 2007, ho spedito via mail le 12 poesie che da tempo Eugenio mi chiedeva. Già editor nella piccola casa editrice in forma cooperativa che aveva pubblicato il mio libro poetico rimase stupito la sera della prima presentazione nel salone messo a disposizione dall’editore.

Cinquanta presenti, 30 copie vendute, numeri sorprendenti, per della poesia, a parere di Eugenio. Forse per questo, quando mesi dopo decise di spezzare le catene con la proprietà per mettersi in proprio, tra le iniziative in cantiere pensò di inserire una raccolta di poesie che unisse quattro o cinque autori piacentini.

I poeti si sa, son tiratardi così dal progetto di uscire a Natale 2006 si passò alla Pasqua poi sul tutto è calato il silenzio.

Anno indubbiamente particolare, il 2007. In agosto, come di consueto ad ogni estate, ho inviato le solite due poesie al quotidiano locale, Libertà. Anche in questo caso, per la prima volta dal 2002, come per Eugenio, unica risposta il silenzio.

Da mesi ho consegnato le bozze del mio secondo libro poetico pargol del cor a Fausto, ormai mio critico letterario ufficiale, affinchè scriva l’introduzione. Anche da lì, tutto tace.

Ieri, per concludere l’anno, ho inviato via mail un racconto ad un amico di area adriatica, Massimo, per una raccolta che dovrebbe uscire in ottobre. Sono molto legato a quel racconto col quale avevo partecipato ad una specie di gara tra amici di un sito letterario piazzandomi nei primi posti. I primi dieci racconti dovevano finire in una pubblicazione ma, trovato l’editore, praticamente ad un passo dalle rotative non se ne fece più nulla.

Così è la vita di ogni autore: per una che va cento finiscono in fumo. L’importante è non demordere mai, non lasciarsi prendere dallo scoramento.

Nel caso del racconto spedito ieri non resta che incrociare le dita sperando sia tramontata la cattiva stella che ha caratterizzato il 2007. Anno nuovo, pensaci tu.

[ "Temporale sul lago", di Raffaella Nitto, http://www.onde.net/pittoribresciani/nitto.htm ]

Sogni dautore: il libro fa il poeta o il poeta fa il libro? Di Luigi, di Enrica e Chiara, di Guido, del lancio della sveglia

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La vicenda di un sogno, quello d’essere poeta, di vivere da poeta, non conosce fine. Finalmente qualche giorno prima di Natale ho incontrato Luigi Pallavicini. Costantemente invitato a quelle che erano le prime presentazioni del libro poetico pargol del cor, costantemente brillante nella sua pervicace assenza. Impegni di lavoro, sosteneva.

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Era l’epoca delle presentazioni con inviti sostanzialmente riservati ad amici stretti e conoscenti da ambiente di lavoro. A Piacenza, nel salone della casa editrice, 50 presenti circa. A Castel San Giovanni, con l’appoggio di un circolo culturale, 15 presenti. Castell’Arquato, il borgo medioevale ospiti della Casa del popolo, altri 20 presenti. Pavia, in libreria d’arte, 4 presenti. Ancora Piacenza, auditorium Sant’Ilario, “poesia per musica e pace”, 60 presenti nonostante il tempo inclemente.

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Costantemente invitato con tanto di biglietto di stampa regolarmente spedito e a casa e al lavoro. Di Luigi nessuna traccia, salvo una richiesta: “tieni copia in ufficio con firma autografa, appena passo me la consegni”.

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Correva l’anno 2005, il libro poetico pargol del cor era in libreria dagli ultimi giorni di settembre.

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Venne poi l’epoca delle rap-presentazioni quando alle mie poesie, alla critica letteraria di Fausto, alla recitazione di Tiziana, si unì Francesco con le sue musiche tradizionali europee eseguite all’organetto diatonico. Venne gente nuova, arrivò gente sconosciuta, s’affacciarono coloro che del poeta avevano sentito solo parlare senza conoscerlo mai, coloro che del poeta e delle sue rap-presentazioni avevano letto sul giornale, visto fugaci riprese alle televisioni locali, sentito vociferare nelle sere invernali accanto al fuoco del camino.

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Anno di grazia 2006 la primavera ci portò a Milano, galleria d’arte Sciorùm da Andros, 4 presenti, quindi Carpaneto assoldati dalla biblioteca comunale, 20 presenti. Gropparello, chiamati dalla società operaia di mutuo soccorso, 15 presenti, Pontenure per la prima esibizione en plein air, 40 ad ascoltar poesia con ad apparir la bandiera libertaria e anarchica nera e rossa contro tutte le guerre, ancora Carpaneto, ancora en plein air nel cortile del Castello dell’estate culturale 2006, altri 18 presenti.

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Nessun invito più per Luigi che invero un paio di volte in ufficio passò ma il libro non l’avevo no.

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Dopo un lungo silenzio a settembre la band è ritornata, a Mortizza in zona golenale a pochi passi dal grande placido fiume che la pianura attraversò, prima festa provinciale per la Sinistra Unita, altra gente, gente sconosciuta e Luigi uno dei tanti attesi, dati per certi ed invece sempre inesorabilmente assenti.

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Ma ecco, poco prima di Natale, ecco capitare a tiro Luigi e finalmente libro pargol del cor e lettore designato, dopo 27 mesi d’attesa, si sono incontrati: come dire, mai dire mai, quanto dura la vita di un libro, quanto dura la fama di un poeta? Finché vive un Luigi e il poeta non molla, vive la poesia anche se suda più d’un parto trigemellare.

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Il libro fa il poeta o il poeta fa il libro? Beh, certo il libro aiuta, il libro ti consacra verso orizzonti numericamente più ampi ma la poesia è di chi la sa vivere e magari interpretare, poesia è il vivere giorno per giorno.

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Sono stato di nuovo a pranzo, nella pausa dal lavoro, in una trattoria in piazza Borgo, con Enrica: anche Enrica, regolarmente invitata, ha mancato tutte le rap-presentazioni e non ha mai acquistato il libro poetico pargol del cor. Peraltro anche il pranzo non è andato gran ché bene: ha incontrato un’ex collega sua, Chiara Ferrari, e il tempo se n’è volato via tra le chiacchiere loro. Per scoprire che Chiara ha appena pubblicato con altri 17 in una raccolta di racconti, “1995 Km da Santiago”, finanziata da un’editore locale. Enrica non ha perso l’occasione per allora presentarmi: “questo è Claudio, lui ha pubblicato tre, quattro libri di poesie”.

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Peccato non me ne sia accorto, ho pensato, ma il pensiero del poeta poco importa, son gli altri che definiscono il peso del poeta e se Enrica dice 4, di certo 4 ha da essere.

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Sono comunque certo che Chiara non ha intenzione alcuna di acquistare il libro poetico pargol del cor ma io, gratificato dai suoi commenti ai miei successi esposti da Enrica, il suo l’ho già in libreria e magari potrebbe anche succedere che un giorno lo legga pure, mai por limiti alla divina provvidenza letteraria.

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L’arte è un percorso a due corsie, do ut des.

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Chiudo con Guido Pedrazzini: “farai anche per questo Natale una serata per la città, contro le guerre, per la pace?”.  Beh, son rimasto senza parole, se questa è la fama che le mie poesie m’han dato, cammino su una nuvola a tre metri da terra.

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No, dopo la serata a Mortizza è tempo di silenzio, di riflessione, si prepara il prossimo libro” [ per tacer del fatto che quel tiratardi di Fausto non si decide a consegnare l’introduzione e certo la band non può continuare a proporre la stessa rap-presentazione, lo stesso libro, le stesse poesie: a Capodanno regalerò al Fausto una sonora sveglia previo addestramento nei prossimi giorni naturalmente al lancio della sveglia mirando alla testa vuota del critico della poetical band e se la testa per il colpo rimbomberà, di nuovo Natale sembrerà ].

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Tutte le foto sono scattate nella splendida Siracusa,

 isolandando (2) all’Ortigia addì 4 ottobre anno del Signore 2007