“Anni settanta”, lirica di Claudio Arzani

La barca, olio su tela di Bruno Greco

Brillava quel sole rosso vermiglio,
serene fluttuanti emozioni interiori,
sentieri di rock, pulsava la batteria,
due aironi fuori dallo stormo,
giocar a rimpiattino d’attorno al campanile,
il plaid scozzese disteso in collina,
nuvole bianche negli occhi tuoi,
erba pesta sotto gli occhi miei,
il bianco bisonte al pascolo vicino,
chi voleva ballare sulla sella,
falò, gomme bruciate ai cancelli,
il pupazzo del padrone non era vodoo
accenno di rivoluzione, via via la nuova polizia,
passamontagna, sciarpa sul viso
illusioni, anni settanta,
barca finita nel fango del pantano.

 

 

 

 

 

“Se la meta vale la paura”, lirica di Claudio Arzani

Dietro la porta, olio su tela di Katia Andreeva

Dietro la porta un’ombra ti aspetta,
mano sinistra un fiore colorato,
mano destra il manganello,
se vuoi un consiglio metti il cappello.
Limita i danni se vai avanti,
se la meta vale la paura,
copri la testa fai il primo passo
poi corri veloce supera la porta.
Rotola sul tappeto, salta il divano,
evita l’ombra che hai superato,
non è la vendetta il tuo scopo,
 nell’altra stanza raggiungi la luce.

“Una mela verde, una mela rossa, grigio nebbia”, lirica di Claudio Arzani

Confine, olio su tela di Alberto Zamboni

Nebbia custode di palpitanti cuori,
avvolti elfi, maghe, streghe,
in agguato nascosto Mago Merlino,
dal fosso salta il bianconiglio,
cosa t’aspetta tra le spire avanzanti della nebbia,
una mano che t’accoglie,
il grigio che sfuma in quell’istante 
ma ad ogni istante
nella nebbia
illusioni, realizzazioni,
grigio, celeste azzurrognolo, nebbia,
altri istanti altri colori 
storie volute, storie inaspettate,
una mela avvelenata
una mela verde,
spicchi di mela rossa.
Passi silenti, ricerca del sentiero.

“Generale capelli gialli”, lirica di Claudio Arzani, letta in Camera del Lavoro a Piacenza nella ‘NOtte per il NO’

Soffio del vento, onde di grano,
camicia rossa, il braccio alzato,
i Mille a Marsala, obiettivo dichiarato
ad ogni contadino il suo campo.
Debitamente informato dei fatti
già temendo l’Italia Repubblicana
l’eresia del popolo sovrano
Sua Maestà il destriero ha sellato.
Corri cavallo, bava alla bocca,
viva l’Italia della corona,
baciapile del Vaticano,
ai Savoia in eterno fedele.
Generale a Teano bassa la testa
biglietto per Caprera
senza ritorno
sfumati nel vento i colori del grano,
i latifondisti padroni dei campi
rimasti succubi i contadini
incombono nuvole nel cielo di Caprera.
Caprera, sferragliare di catene,
sbarre, urlare di guardiani,
giace il Generale imbalsamato
sembran morti sogni e desideri
ma ecco, ancora soffia il vento,
apre le vele al ritorno del sogno,
nel 48 del Novecento
sono tornate le rosse bandiere
a casa le camice nere e l’ultimo Re,
democrazia e popolo sovrano,
Italia repubblicana fondata sul lavoro
e nessuno tocchi più la Costituzione.
Soffio del vento,
fuggono le nuvole dal cielo di Caprera
geme il grano dall’Alpe al mare,
nessuno tocchi libertà e democrazia.

 

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“Le tue gambe di donna”, lirica di Claudio Arzani

Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Arzyncampo ripropone una poesia pubblicata in “Piacenza Poesia. Poeti all’ultimo km della via Emilia” (2014, Scritture, editore in Piacenza)

Le tue gambe di donna,
incedono in movimento ondulante
accompagnando la gonna
mossa da una brezza
miracolosa nell’arsura estiva

le tue gambe di donna
seduta, stese in attesa,
accavallate a riposare,
parlano di vita,
sussurrano d’amore

“Uomo mesto lento s’allontanava col suo barbecue”, lirica di Claudio Arzani

Giunse l’ora di chiudere la festa,
finite salamelle e anche l’insalata
per non parlare delle botti di vino
tutti i partecipanti stesi a dormire.
Restò semplicemente quell’uomo
in strada triste solo abbacchiato
uomo mesto senza neanche il frac
lento s’allontanava col suo barbecue.
Venne il buio e le luci spente
chiuse finestre, sprangate porte,
le strade vuote di lampioni illuminate
ma d’un tratto ecco, luce, sole, alba risorge.
Un occhiata al cielo, blublubbla caffè,
tutti in fila si riaccende carbonella,
musica, ballo, vino rosso, burtleina,
coppa, salame, di nuovo è dì di festa.

Novità letterarie alla Settimana della letteratura a Bobbio dal 26 al 31 luglio

Due delle novità che le Edizioni Pontegobbo (Bruna Boccaccia e Daniela Gentili) presenteranno nell’ambito della Settimana della Letteratura.

La prima “IL LATO OSCURO DEI GIORNI” di Stefano Ghigna è un avvincente romanzo storico che si diffonde per la Valperino e la Val Trebbia, ambientato nel Medioevo tra monaci, feudi, abbazie… In proposito scrive Stefano: “dopo un calibro da novanta bello, richiesto, come Andrea Vitali la sera del 28 luglio arriva il sottoscritto uno sciupato, antico, solitario, pressoché sconosciuto ma con un titolo, ‘Il lato oscuro dei giorni’, intrigante ed un contenuto eruttivo storico e d’avventura che si diffonde per la Valperino e la Val Trebbia, uno che gioca in casa insomma e per tale motivo ha il coraggio di non scappare… sul monte Mangiapane“.

La seconda, in programma per la serata di venerdi 29, “IL SOFFIO DEL VENTO-Da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo” di Claudio Arzani ricostruisce la terribile vicenda del 26 aprile 1986, quando il reattore n. 4 della Centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, esplose sviluppando un vasto incendio. Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì. In Italia la notizia venne data solo tre giorni dopo, minimizzando gli effetti. Invece “il soffio del vento” spinse l’invisibile nube radioattiva su buona parte dell’Europa e arrivò nel nostro Paese il 1° maggio, in una splendida giornata di sole…

“La foresta rossa di Chernobyl”, lirica di Claudio Arzani (premiata a Cortemaggiore)

A - copertina libro (2)

“Leggende riportate dai passeri in volo / passati in Ucraina a primavera, / morte, silenzio e il vento soffia lento / trenta anni dopo ancora silenzio a Chernobyl” – Illustrazione di Edoardo Arzani per la copertina del libro “Il soffio del vento, Da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo”, Pontegobbo edizioni (presentazione venerdi 29 luglio alla settimana della letteratura a Bobbio).

Soffio di vento di tramontana,
scuote la ruota del luna park,
cigolano le strutture arrugginite,
sembrano lamenti, dolore, rimpianti.
Dove sono i ragazzi innamorati
che salivano sulle navette,
la ruota li portava verso il cielo
nessuno vedeva quei baci appassionati.
Ma non mancavano anche gli adulti
tecnici e operai della Centrale
alla domenica vestiti a festa
sorrisi alle mogli e dolci zuccherati.
Dalla ruota nessuno più ammira
la verde pianura l’acque del Prjp’yat’,
acqua grigia carica di radioisotopi,
enormi pescigatto, genetica mutazione.
Nel giardino dondola spezzata
l’altalena ai bambini destinata,
par che pianga nel salone dell’asilo
bambola rotta e abbandonata.
Maestro silenzio domina nelle strade,
stan lontani cani, lupi e cinghiali,
talvolta rotolano cespugli e arbusti
nessuna traccia di aironi bianchi.
Invisibile e impalpabili
iodio e cesio,
cripto, rutenio,
tellurio, plutonio,
ultimo gelido brivido,
stronzio 90, 90 la paura,
paura dell’ignoto, invisibile,
pioggia impalpabile, pioggia radioattiva.
Intorno la foresta coi tronchi rossi,
i rami e anche le foglie,
la chiamano foresta, foresta rossa
rossa del fuoco radioattivo.
Leggende riportate dai passeri in volo
passati in Ucraina a primavera,
morte, silenzio e il vento soffia lento
trenta anni dopo ancora silenzio a Chernobyl.

Nota: la poesia, inserita nel libroIl soffio del vento, Da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo, è stata premiata nel concorso indetto dal Circolo Hostaria delle Immagini a Cortemaggiore per la sezione poesia storica.

“Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trentanni dopo”, di Claudio Arzani

E finalmente ci siamo. Il libro è presente nel sito dell’editore (Pontegobbo edizioni) già da qualche giorno. In facebook è presente l’invito alla Settimana della letteratura che si terrà in piazza Santa Fara a Bobbio dal 26 al 31 luglio, dove “Il soffio del vento” verrà presentato venerdi 29. Non ho ancora avuto l’emozione di averlo tra le mani. Credo che sia ancora in stampa e forse in settimana farà il suo debutto nelle librerie a Piacenza. Del resto, per pigrizia, non ho ancora firmato l’ottimo contratto che mi è stato proposto. Intanto … ovviamente m’immergo nell’emozione. Per una pubblicazione che è stata trentanni dentro di me e alla fine è cresciuta, cresciuta, cresciuta. Per diventare il romanzo di un mondo a misura d’uomo, un mondo denuclearizzato.

Oggi, premiazione a Cortemaggiore della mia poesia ‘La foresta rossa di Chernobyl’

La foresta rossa, olio su tela di Sergio Zampieri

Gent. Claudio, sono lieta di comunicarTi che ti sei classificato Secondo nella sez. poesia di storia. Congratulazioni  e cordiali saluti“. Con queste parole Carla Maffini, preside in pensione del Comprensorio scolastico di Cortemaggiore, lo scorso 10 giugno mi ha comunicato via sms un nuovo, positivo, riscontro della mia partecipazione ai concorsi proposti dal Circolo Hostaria delle Immagini. Si tratta della mia seconda partecipazione dopo quella della scorsa estate, quando avevo aderito all’invito per il concorso dedicato alla celebrazione della fine del primo conflitto mondiale. La mia lirica (‘Alpini 1918‘) aveva ottenuto il riconoscimento del primo premio. Decisamente una gratificazione non da poco. Uno stimolo per successivamente organizzare, a novembre, una piccola rap-presentazione a base teatrale andata in scena alla libreria Fahreneit 451 di via Legnano a Piacenza con la partecipazione di Dalila, Carla Delmiglio e Luca Isidori. Ma soprattutto soddisfazione per il riconoscimento del mio personale stile di comporre racconti in versi, talvolta disconosciuto e tacciato d’essere non poesia ma prosa. Talaltra, come a Cortemaggiore, stile premiato. Un caso? Valeva forse il detto che una rondine non fa primavera? Indubbiamente no. Questa seconda affermazione risulta una conferma per la quale non posso che esprimere soddisfazione e compiacimento, tanto più per la poesia in sè (‘La foresta rossa di Chernobyl‘ realizzata in occasione del trentesimo anniversario dell’incidente nucleare del 26 aprile 1986) nella quale, confesso, ho creduto molto. Mentre nasceva, prendeva forma nella mente, nella penna, sullo schermo del computer, quando la componevo, quando poi l’ho rivista modificando e semplificando, quando l’ho spedita al concorso nell’ultimo giorno utile, quando infine l’ho inserita nel mio nuovo libro ormai in fase di stampa (si prevede la consegna a fine mese e la presentazione a Bobbio, alla ‘Settimana della letteratura‘ venerdi 29 luglio). Libro nel quale, naturalmente, è stato inserito il ringraziamento al Circolo Culturale, all’Amministrazione Comunale, a Cortemaggiore. Ed ora? Non mi resta che partire, raggiungere il paese nella bassa padana, partecipare alla cerimonia di premiazione ringraziando la preside e amica Carla Maffini insieme alla giuria tutta.