“Di fuoco e vento”, lirica di Francesco De Girolamo, poeta in Roma

Scie d’arcobaleno, olio su tela di Furio Castellucci

Di fuoco e vento è fatto l’uragano
dei tuoi sussurri, quando a schiudere viene
la mia fiera resa ed io spaurito
dalla tua luce, cerco ombre, abissi,
che mi sommergano, per non volare cieco
verso quella tua stella
che brucerà tutti i miei ieri,
nudo il cuore, colmo dei tuoi pensieri
iridescenti, dischiusi verso me.

Una nuvola incredula nel cielo,
che un soffio d’oro trafigge,
diventa arcobaleno ed una voce,
mia più di ogni altra, eppure mai ascoltata,
riesce a dirti: “Vedi, di certo i sogni
non hanno mai colori così vivi!”

“Oggi”, lirica di Michele Prenna, poeta in Varese

In giacca e cravatta
col tailleur d’una volta
mosche bianche alla vista
col finto povero di moda
dalle brache calate
le mutande affacciate
e le pelli tatuate.

Non diverso il linguaggio
povero e omologato
ai tic del momento
facile negli insulti
e le raffiche di sputi
in vie scarabocchiate
odorose d’urine.

E mendicanti a frotte
con cappello o bicchiere
tesi per le elemosine.

 

“Saldi privati”, lirica di Francesca Pellegrino, poeta in Taranto

Ampia vetrina, olio su tela di August Macke

Non sai mai cosa ti riserva una strada.

Così, mentre andavo,
che la luce si faceva scura,
ho trovato la pace dei mignoli
dentro una vetrina:
aveva preso le sembianze di un vestito
annisettanta
come quelli di mia madre, giovanissima
e io dentidilatte, capelli lunghilunghi,
un cavalluccio rosso, anzi, due
e se conto fino a venti faccio tana e
“ah! se vi prendo!”

Un vestito, dicevo
ultimo in saldo, ultimo giorno,
ultima taglia. Così, l’ho comprato
cinque euro e passalapaura e
l’ho chiamato speranza

perché adesso non mi va,
ma se dimagrisco …

“Letizia”, lirica di Nunzio Delpanno, poeta in La Verza (Piacenza)

Gli occhi di Elle, olio su tela di Riccardo Balestra

Letizia
spargono i tuoi sguardi
rassicuranti e stanchi
sul finire di giornata.
Sì, mi sono innamorato dei tuoi occhi
scuri come la notte
ma lampeggianti come temporali estivi
eppoi, calmi come il mare senza onde.
In questo profondo innamoramento
trovano pace le mie ansie
sciolte nella serenità
della tua anima senza macchia.

 

“A Marco Pantani”, lirica di Don Virgilio Zuffada (1936 – 2015) da Amore e Dolore, 2010

Omaggio a Marco Pantani, olio su tela di Di Marko

S’allungano le onde
sulla spiaggia di Romagna,
attaccano le barche sul fondale,
volano i gabbiani
con forti grida tra le genti.
Marco, vogliamo solo dirti addio
ad un amico nostro
ad un parente.
La vita sportiva
ti ha ferito duramente,
l’invidia e il difficile perdono,
sei rimasto solo
nella fuga dal male
cercando motivi di speranza
e giustizia nell’aula del tribunale.
La Chiesa di Cesena ti accoglie
e nella bara tra fiori gialli
lacrime e preghiere sulla strada irta di montagna
non Sali più in fuga,
ora sei entrato
nel grande cuore della gente!
Marco riposa in pace!

 

“Di archetto molle tra le labbra”, lirica di Catherine La Rose, poeta dell’amore in Roma

Opera di Harry Holland

Starò qui
ad attendere
cielo a perdere costi
scapigliata Penelope
senza spiaggia
e senza risposte…
Mi strapperò le parole
amare di dosso
cuore a pezzi di rosso
fino al sollievo
sorriso di perdono
Poi tesserò cerchi d’Amore
col blu di tono
a rotolarti rotolarti
ai miei labiali poemi
fino ad averti
raggomitolato tutto tra le mani
abbracciato ed accoccolato
affogatami del tuo intero
senza nodi e grinze
raso a pelle che ci stringe
E quando
l’incubo d’Ulisse
sarà finito
e ormai sedotto
ti suonerò
di archetto molle tra le labbra
il mio sensuale eterno violino…

Opera di Renata Domagalska

 

 

“L’algoritmo”, lirica di Michele Prenna, poeta in Varese

La maschera del potere, olio su tela di Babb. Il potere sta sempre camuffato dal bello (i decori del pavimento) ma quando si toglie la maschera ufficiale si scopre la verità (il pagliaccio). Tutto è stato consumato.

Vive di cambiamenti la lingua
riflettendo il cammino degli anni
e l’evolversi umano negli usi
di tecnologici prodotti di moda.

Così nasce a spiar l’algoritmo
ciò che pensi e magari desideri
dai like tuoi sui social impressi
diventando preda al suo occhio.

Lo governano occulti poteri
di politica di consensi in cerca
incuranti di farti dei danni.

È il profitto quello che conta
il dio d’oggi governante i mercati
che le scelte ora guida e controlla.

 

“Salviamo il mondo”, lirica di Natale Seghesio, contadino delle Langhe

La campagna, olio su tela, di Gino Severini

Guarda la natura:
un soffio d’aria mattutina
osserva, il sole spunta
il tramonto non farà paura.

Senti la voce del bosco:
l’eterno silenzio, il mistero
il rumore dell’erba che cresce
il brusio di un uccello nascosto.

Un fiore vicino a un ruscello,
una piuma scaldare un nido,
una briciola per un uccello
il mondo è sempre quello.

Piccole cose di ogni giorno
tutte normali, senza pretese:
se tutti ci guardiamo attorno
salviamo il mondo, senza spese.

Pranzo contadino, olio su cartone, di Roberto Sguanci

Per approfondire la conoscenza con la poesia di Natale, clicca qui

“Malvagio, sono malvagio e bestia”, lirica di Ferruccio Brugnaro, poeta operaio

Pioggia Acida di Elina Starshinina e’ un quadro con utilizzo di colori acrilici su tela.In questo quadro la nostra artista ha riportato con la sua fantasia,una pioggia che incontra nell’atmosfera lo Smog e altri gas che stanno inquinando la nostra atmosfera e stanno rovinando l’equilibrio della Natura stessa..Il bianco rappresenta l’acqua e i colori giallo,rosso, verde sono i gas che miscelati formano un tuttuno. Un dramma ,una sofferenza.

Mi accorgo ancora del biancospino
                               che fiorisce
                      e della rondine che ritorna.
           Malvagio, sono malvagio
                       e bestia.
Non dimentico, non posso dimenticare
                       il crescere dell’erba
il tempo imbandierato di fiori
                              e di nidi
                         il profumo del mondo.
                   Malvagio e bestia
                          selvaggio
                                incorreggibile.
Mi batterò per sempre
                   per questa terra,
                 mi batterò per sempre
                 per questi pianeti
fino l’ultima ferita
fino l’ultimo abbandono
fino l’ultima
           angosciosa amputazione.
      Malvagio
      mille volte malvagio
      bestia senza briglie
                           selvaggio.
Dentro una storia di morte
               dentro uno spazio
                           di morte
             il mio lavoro di sole
          non avrà mai fine.