“Per essere poeti”, lirica di Pier Paolo Pasolini proposta da Francesco De Girolamo

Per essere poeti, bisogna avere molto tempo:
ore e ore di solitudini sono il solo modo
perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono,
vizio, libertà, per dare stile al caos.
Io tempo ormai ne ho poco: per colpa della morte
che viene avanti, al tramonto della gioventù.
Ma per colpa anche di questo nostro mondo umano,
che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace.

“Noi due ragazzi che stretti ci avvinghiamo”, lirica di Walt Whitman (1819-1892), alfiere di un’altro amore possibile

Clara Adolphs (Sidney Australia, 1985) Pink Punch (2014, olio su tela)

Noi due ragazzi che stretti ci avvinghiamo,
mai che l’uno lasci l’altro,
sempre su e giù lungo le strade, compiendo escursioni a Nord e a Sud,
godiamo della nostra forza, gomiti in fuori, pugni serrati,
armati e senza paura, mangiamo, beviamo, dormiamo, amiamo,
non riconoscendo altra legge all’infuori di noi,
marinai, soldati, ladri, pronti alle minacce,
impauriamo avari, servi e preti, respirando aria,
bevendo acqua, danzando sui prati o sulle spiagge,
depredando città, disprezzando ogni agio, ci beffiamo delle leggi,
cacciando ogni debolezza, compiendo le nostre scorrerie.

“L’innamorata”, lirica di Paul Eluard (1895-1952), da ‘La donna, la libertà, l’amore’, Oscar Mondadori

Giovane donna, olio su tela di Aldo Parmigiani

Mi sta dritta sulle palpebre
E i suoi capelli sono nei miei,
Di queste mie mani ha la forma,
Di questi miei occhi ha il colore,
Dentro l’ombra mia s’affonda
Come un sasso in cielo.
 
Tiene gli occhi sempre aperti
Né mi lascia mai dormire.
I suoi sogni in piena luce
Fanno evaporare i soli,
E io rido, piango e rido,
Parlo e non so che dire.

 

Paul Eluard è stato un poeta francese tra i principali esponenti del movimento surrealista

“La bandiera”, filastrocca di Renzo Pezzani (1898-1951)

Francesco Saverio Altamura, La prima bandiera italiana portata a Firenze nel 1859, olio su tela

Di tre colori cucita
così piena di vita
anche un bimbo la può portare,
orna la terra e corre il mare.
E il cuore che la vede
brillare come una fiamma
agitata dal vento,
si fa subito contento
come vedesse la mamma.

Senza titolo, tecnica mista su tela di Giuliano Della Casa

“La valigia dell’emigrante”, lirica di Gianni Rodari

Emigranti, olio su tela di Onofrio Bramante

Non e’ grossa, non e’ pesante
la valigia dell’emigrante…..
C’e’ un po’ di terra del mio villaggio
per non restare solo in viaggio..
Un vestito, un pane, un frutto,
e questo e’ tutto.
Ma il cuore no, non l’ ho portato:
nella valigia non ci e’ entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuol venire.
Lui resta, fedele come un cane,
nella terra che non da’ pane:
un piccolo campo, proprio lassù…
ma il treno corre: non si vede piu’.

“Tramontata è la luna”, poesia di Saffo tradotta da Salvatore Quasimodo

Baccante addormentata, olio su tela di Jean-Honorè Fragonard

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce,
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.

Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

“Memorie”, lirica di Pietro Tajetti ‘Mario’ (1922 – 2006)

Ritratto di …., olio su tela di Enrico Fornaini

Dove vai, rasentando i muri della città
sembri assorto in pensieri lontani,
forse stai ricordando la tua gioventù,
i tuoi vent’anni,
anche allora rasentavi i muri imbracciando un fucile,
qualcuno vestito di nero voleva impedirti di realizzare i tuoi sogni.
Qualcuno voleva impedirti
che altri uomini, altre donne, altri bambini
vivessero in un mondo diverso
fatto di lavoro, di benessere, di felicità
non so se oggi si possa dire
che tutto si sia realizzato..
ma i sogni restano
e quelli nessuno potrà toglierteli
vecchio partigiano
Pietro Tajetti ‘Mario’. Partigiano, operaio, di fede socialista, poeta. Nato a Milano il 10 agosto 1922, morto a Milano il 24 novembre 2006
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“Canti e a sole e cielo”, poesia di Pablo Neruda (12 luglio 1904 – 23 settembre 1973)

Passione e fiori, olio su tela di Marco Colella

Canti e a sole e cielo col tuo canto
la tua voce sgrana il cereale del giorno,
parlano i pini con la lor lingua verde:
gorgheggiano tutti Il uccelli dell’inverno.

Il mare empie le sue cantine di passi,
di campane, di catene e di gemiti,
tintinnano metalli e utensili,
suonano le ruote della carovana.

Ma solo la tua voce ascolto e sale
la tua voce con volo e precisione di freccia,
scende la tua voce con gravità di pioggia,

la tua voce sparge altissime spade,
torna la tua voce carica di viole
e quindi m’accompagna per il cielo.