“La notte”, opera di Giuseppe Pedrotti, artista in Brescia

La notte, olio su tela di Giuseppe Pedrotti

Giuseppe Pedrotti, per quanto è possibile leggere in internet vive e lavora a Brescia e presenta un curriculum di studi d’arte di tutto rispetto. Possibile ammirare le sue opere in facebook sia nella sua pagina personale, sia visitando il sito sempre in fb Game Art

Si ammirano panorami caratterizzati da grande cura dei colori che sembrano riportarci indietro nel tempo proponendo una pittura ante novecento. Ma la poliedricità di Giuseppe va ben oltre e allora ecco ancora dipinti che ci portano in un ambiente e in situazioni futuriste di un mondo devastato che fa pensare ad un tragico ‘dopobomba’. Infine bellissimi volti di ragazze altrettanto bellissime.

Insomma un artista interessantissimo che val la pena conoscere.

“Volti”, incontro con l’opera di John Singer Sargent (1856-1925)

Volti, acquerello di John Singer Sargent

John Singer Sargent nacque a Firenze il 12 gennaio 1856; due anni prima suo padre, un medico statunitense, e sua madre, anch’ella statunitense, si erano trasferiti in Europa da Filadelfia.

Sargent mostrò fin da bambino un notevole talento pittorico e seguì i corsi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Nel 1874 si trasferì a Parigi e sotto la guida di Carolus Duran che gli fece conoscere l’arte degli impressionisti.

Nel 1878 venne accettato per la prima volta al Salon e cominciò a farsi conoscere dalla critica. Nel 1879 si recò in Spagna e nei Paesi Bassi, avvicinandosi a diverse esperienze artistiche. Nel 1884 si ripresentò al Salon, ma ricevette così tante critiche da decidere di trasferirsi in Inghilterra. Fu in questo periodo che cominciò la sua notevole successo commerciale e la sua affermazione professionale: specializzandosi soprattutto nel ritratto a valenza psicologica, ottenne un grandissimo successo presso l’aristocrazia e l’alta borghesia europea ed americana. Negli anni successivi continuò a viaggiare, a dipingere e ad esporre i suoi quadri nelle sedi più prestigiose in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Nel 1913, soggiornò sul lago di Garda, dipingendo una serie di acquarelli molto interessanti per impostazione e taglio dell’immagine a San Vigilio (notevoli quelli legati al caratteristico porticciolo in pietra). Di grande valore anche le serie di acquerelli realizzati in occasione dei diversi soggiorni a Venezia, città cui Sargent fu sempre legato.

Morì a Londra il 15 aprile 1925 all’età di 69 anni.

Amava dire di sé: “Sono uno statunitense nato in Italia, educato in Francia, che parla inglese, sembro un tedesco e dipingo come uno spagnolo“.

“Seduction begins”, incontro con l’opera di Pino Daeni (1939-2010)

La seduzione inizia, olio su tela di Pino Daeni

Pino Daeni, nato Giuseppe d’Angelico a Bari (e morto settantenne il 25 maggio 2010), iniziò i studi presso l’istituto d’arte della città. Nel 1960 è entrato all’Accademia di Brera di Milano dove ha perfezionato il suo talento e la sua abilità nella pittura di nudi.
Dal 1960-1979 i suoi lavori sono comparsi in alcune importanti mostre in tutta Italia ed in Europa e, nello stesso periodo, due grossi editori italiani, Mondadori e Rizzoli, gli hanno commissionato numerose illustrazioni per copertine di libri.
Tuttavia, Pino Daeni  voleva la libertà artistica che credeva esistesse negli Stati Uniti, e così nel 1979 vi è emigrato con moglie e due figli sotto il patrocinio della Galleria Borghi.
Nel 1980, dopo aver bussato a molte porte, la Zebra Books Editori gli ha commissionato la sua prima copertina. La sua interpretazione, nuova, fresca e sensuale, ha avuto così tanto successo da fargli guadagnare un’enorme popolarità in seno alla comunità letteraria. E’ così diventato l’artista più richiesto da Zebra, Bantam, Simon e Schuster, Harlequin, Penquin USA e Dell. Pino Daeni ha illustrato le copertine di 3.000 libri: il suo stile ha letteralmente dominato e influenzato il mercato.
Anche se ha dedicato tredici anni ad illustrare copertine, Piano Daeni non ha mai abbandonato il suo desiderio di tornare alle belle arti. Nel 1992 ha contattato una delle gallerie più importanti a Scottsdale, in Arizona, e ha inviato cinque dipinti che sono stati ben accolti. Da allora sue opere sono apparse in numerose gallerie statunitensi.
La sua arte suscita sentimenti di calore, nostalgia, amore e attaccamento alla famiglia. I suoi dipinti sono spesso impostati su spiagge assolate del Mediterraneo in cui è cresciuto. La tecnica di Pino, i suoi colori caldi ed emozionanti sono le ragioni per cui i suoi dipinti sono ricercati dai collezionisti di tutto il mondo dell’arte.

“Lo specchio nero”, olio su tela di Bruno Grassi, artista in Calendasco

Lo specchio nero, olio su tela di Bruno Grassi

Bruno Grassi, 59 anni, pittore piacentino che ha a lungo lavorato in Francia e negli Usa, è stato scoperto, quando aveva solo 22 anni, dal famoso gallerista Ettore Gianferrari che lo volle subito nella sua galleria di via del Gesù a Milano. La sua carriera di artista è stata impetuosa. Vittorio Sgarbi l’ha imposto nella mostra sul “Surrealismo padano – Da De Chirico a Ligabue”. Grassi vive a Calendasco (Piacenza) in ciò che resta di un antico convento del Duecento sistemato a studio e che si trova, in fregio al Po, sulla via Francigena, quella che andava da Canterbury a Roma e che era percorsa a piedi (anche oggi) dai pellegrini di tutt’Europa. In questo convento soggiornò anche San Corrado Confalonieri prima di trasferirsi a Noto, in Sicilia, dove è diventato il patrono della città. Grassi dice: «Alle volte mi sento come quei vecchi monaci tibetani che si forano il cranio per diminuire la pressione dei loro pensieri». Lo scrittore Giuseppe Pederiali ha scritto che Bruno Grassi «sa esprimere quella religiosità che si è sviluppata sulle rive della valle del Po. Questa è terra di splendide cattedrali romaniche, di rustici oratori nelle campagne, di gente che sapeva leggere la presenza di Dio in ogni espressione della natura. Una spiritualità ancora presente, magari nascosta come un seme che prima o poi germoglierà».

Una stanza dell’abitazione a Calendasco dell’artista Bruno Grassi

“Il sorriso del bosco”, opera di Leni Bessega, artista in Pordenone

Il sorriso del bosco, acquerello su carta

Leni Bessega nasce a Francenigo di Gaiarine (TV). All’età di 2 anni emigra con  i genitori ed il fratello in Francia, dove trascorre l’infanzia e frequenta le scuole dell’obbligo. Al suo ritorno in Italia, termina gli studi.

Già dalla giovinezza delinea la sua inclinazione per il disegno e si diletta facendo ritratti a matita, disegni a china e qualche quadro a olio, poi il lavoro a tempo pieno, come impiagata presso una ditta di termoidraulica di Sacile (PN), la casa e la famiglia, non lasciano più spazio per questa sua passione, salvo qualche sporadico quadro a matita e china che viene poi regalato.

E’ solamente dopo anni, libera da impegni di lavoro, che riprende a disegnare, ma questa volta però viene attratta irresistibilmente da una nuova tecnica: L’acquerello, non tralasciando però mai china e matita.

Essendo autodidatta, ha frequentato qualche corso di acquarello ma mantiene sempre una sua tecnica personale in stile figurativo.

Dall’anno 2003, su consiglio del marito, inizia ad esporre le proprie opere con una buona approvazione del pubblico e della critica.