Roma batte Juventus 3 -1: maAgica Roma!!!

Si può lasciare lo scudetto a chi fa del calcio calcolo matematico e difesa granitica (‘primo, non prenderle‘) ma oggi, ieri e sempre, il calcio è MAGIA, fantasia, bel gioco. Stasera Re Francesco non era in campo ma il suo spirito ha illuminato una partita che è stata spettacolo, senza gol nei minuti di recupero comunqu stavolta inutili. Per una volta. Grazie, dunque, maAgica ROMA!!!

“Canzone del Maggio”, di Fabrizio De Andrè, compresa versione censurata

Storia di un impiegato (1973) è il sesto album registrato in studio di Fabrizio De André. Il primo brano, Canzone del Maggio, è liberamente tratta da un canto del maggio francese del 1968 di Dominique Grange, il cui titolo è Chacun de vous est concerné. Quando De André si mise in contatto con lei per pubblicare il pezzo, la cantante francese glielo regalò non chiedendo i diritti dautore. Va però notata la grande differenza anche nella musica tra il brano di De André e la versione originale. Ecco il testo:

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verità” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Primo Maggio a Torino

Della Canzone del Maggio esiste una versione dal testo molto più duro e accusativo, presentata a volte dal vivo dal cantante genovese; di questa versione esiste una registrazione non ufficiale, in quanto fu sottoposta a censura. Ecco il testo della versione censurata: 

Anche se il nostro maggio 
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta
che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il vento
gli avete fatto perdere tempo.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
voi siete stati lo strumento
per farci perdere un sacco di tempo.

Se avete lasciato fare
ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie
di noi teppisti di noi ribelli 
lasciandoci in buonafede 
sanguinare sui marciapiede 
anche se ora ve ne fregate, 
voi quella notte voi c’eravate. 

E se nei vostri quartieri 
tutto è rimasto come ieri, 
se sono rimasti a posto
perfino i sassi nei vostri viali 
se avete preso per buone 
le “verità” dei vostri giornali
non vi è rimasto nessun argomento
per farci ancora perdere tempo. 

Lo conosciamo bene
il vostro finto progresso
il vostro comandamento
“Ama il consumo come te stesso”
e se voi lo avete osservato
fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte 
e grideremo ancora più forte 
voi non potete fermare il vento
gli fate solo perdere tempo.

Piacenza: Suzanne Leigh e Glen Dee Hardin in memoria di Elvis, al Palabanca il 31 maggio

Suzanne Leigh e lo sguardo dell’Elvis dipinto da Franco Scepi. Immagine realizzata nel 2013, alla prima visita di Suzanne in terra di Piacenza per iniziativa dell’Elvis Fan Club Piacenza del Presidente Marco Barabaschi
Si chiamerà Apocalyptic show l’evento internazionale che quest’anno l’Elvis Fan Club Piacenza Events dedicherà come sempre ad Elvis Presley.
In collaborazione col Comune di Piacenza e Dietro le Quinte Production si svolgerà il 31 maggio prossimo presso il Palabanca. Come sempre i proventi andranno in beneficenza stavolta a favore dell’Associazione Alzheimer di Piacenza.
Questo era, e nei suoi fan rimane, lo spirito di Presley che fu non solo colui che svoltò per sempre la storia della musica leggera, non solo rivoluzionò sconvolgendolo il modo di stare su un palcoscenico, non solo diventò l’immortale re del rock and roll, non solo fu definito “la più bella voce del mondo”, ma fu uomo generosissimo, attento ai bisogni degli ultimi.
Fece molta beneficenza, lontano dai riflettori, senza clamori, in modo vero concreto e delicato. In questo solco continuano i suoi milioni di fan molti dei quali anche quest’anno verranno da lontano Piacenza occupando molte stanze d’albergo. Il programma del prossimo 31 maggio è assai accattivante sia per la qualità degli ospiti che perché tutto verrà declinato sulle canzoni di Elvis.
Dagli Stati Uniti saranno ospiti d’onore Suzanna Leigh e Glenn Dee Hardin. Per la prima è un gradito ritorno. Suzanna Leigh è il nome d’arte di Suzanna Smyth attrice inglese, spesso partner di Elvis, ricordata dal pubblico per le sue interpretazioni nei film Paradiso Hawaiano, La nebbia degli orrori, Mircalla, L’amante immortale, ma soprattutto come una delle tre hostess nella commedia Boeing Boeing a fianco di Tony Curtis e Jerry Lewis. Glenn Dee Harvin texano, inizia nel famoso Palomino Club il miglior locale Country di allora nella zona ovest degli States. Collabora poi con The Crickets, Johnny Cash, Patsy Cline, Willie Nelson, Jerry Lee Lewis, Dean Martin, Kenny Rogers, John Denver, Ricky Nelson e Nancy Sinatra e cura tutti gli arrangiamenti.
Nel 1970 viene ingaggiato da Presley nella famosa TCB Band e con Elvis rimase fino al concerto del 31 dicembre 1975. In seguito lavorerà con Emmylou Harris, come pianista ufficiale di John Denver, Roy Robins ed Elvis Costello. Grande artista dunque che sarà emozionante ascoltare dal vivo per oltre un’ora e trenta di esibizione.
La locandina dell’iniziativa in programma per il 31 maggio al Palabanca di Piacenza annunciata dall’articolo pubblicato da Libertà quotidiano di Piacenza e riprodotto in Arzyncampo

Quest’anno c’è una curiosità stuzzicante: tutti gli ospiti si esibiranno in omaggi al grande Elvis. Aprirà la manifestazione il Corpo Bandistico La Magiostrina con le sue majorettes, che eseguirà la travolgente marcia The yellow rose of Texas dal film Viva Las Vegas. La danzatrice Rossella Guarnieri e il suo staff eseguiranno una zumba/rock, Roberto Albasi e Tiziana Gregori Competitori Nazionali di Ballo da Sala si esibiranno su musiche di Elvis. Si esibiranno anche Luca Olivieri e la sua band, I Boppin’ Shoes, la JFM Band.
Ci sarà il concorso fra sosia di Presley e la presenza di tanti stand di dischi, gadget, memorabilia, vestiario e molto altro. Storico appuntamento per gli appassionati e per Piacenza.
I biglietti per lo spettacolo sono prenotabili presso gli sportelli della Banca di Piacenza sul sito www. elvis-pcevents. it

Bruna Milani

In ricordo del Re del Rock, Elvis Presley. A Cortemaggiore (Pc) il 18 maggio

Franco Scepi con Marco Barabaschi e il ritratto di Elvis

Come ogni anno l’Elvis fan club Piacenza prepara un grande evento per celebrare Elvis Presley il cantante bellissimo e bravissimo che segnò un’epoca, diventò un mito e morì troppo presto.
Sono milioni in tutto il mondo i suoi appassionati ammiratori che continuano ad amarlo come il primo giorno di un amore assoluto, viscerale, inossidabile. A Piacenza è Marco Barabaschi (www. elvis-pcevents.it) a realizzare con passione e grandi capacità organizzative eventi clamorosi in omaggio a Elvis Presley la più bella voce del mondo (indimenticabile il raduno mondiale al Palabanca di qualche anno fa). Anche quest’anno c’è un appuntamento imperdibile per il 18 maggio prossimo al Fillmore, locale di Cortemaggiore ormai noto a migliaia di fan perché da anni ospita gli eventi che Barabaschi organizza. Come ogni volta ci sarà un ospite d’onore straordinario proveniente dagli Stati Uniti che ha avuto a che fare con Presley.
Stavolta però ci sarà anche una sorpresa italiana: un’opera d’arte di Franco Scepi che l’autore mette gentilmente a disposizione per contribuire ad alzare la qualità dell’evento.
Franco Scepi realizzò l’opera a New York nel 1980. Lo spunto gli era venuto da Andy Warhol che aveva immortalato Presley vestito da cow boy come era apparso nel film “Love me tender”, ma il creativo piacentino ha invece voluto immortalarlo come sarà ricordato in eterno cioè come cantante quindi nelle vesti ad Elvis più congeniali cosa che la signora Presley aveva apprezzato molto nel 1989 quando Scepi la incontrò per motivi di lavoro.
In quell’occasione Scepi osservò acutamente che Priscilla assomigliava molto al marito Elvis. Il ritratto iperrealista di Presley dipinto da Scepi illustrò la copertina della compilation “The number One Hits” del 1989 BGM disco che fu utilizzato da Scepi nell’ambito di una sua operazione artistica definita Over Ad’Art ovvero arte sulla comunicazione.
Dopo 25 anni grazie a Marco Barabaschi e alla gentile disponibilità dell’autore l’opera di Scepi, che ha immortalato un mito, sarà visibile per la prima volta a coloro che interverranno all’evento di maggio in onore di Presley, ai curiosi e ai fan che arriveranno da ogni parte d’Italia e non solo, un motivo in più per presenziare all’accadimento. Sarà un esempio della cultura e dell’arte di quegli anni, un evento nell’evento, una curiosità speciale.

Elvis Presley con Suzanna Leight. L’attrice sarà testimonial dell’evento organizzato al Fillmore di Cortemaggiore il prossimo 18 maggio

Grazie al vulcanico organizzatore Marco Barabaschi anche Franco Scepi sarà testimonial insieme all’attrice Suzanna Leigh che nel 1965 recitò con Presley nel film Paradiso Hawaiano. Poi come da collaudata tradizione ci saranno gli imitatori del Re del Rock, gruppi musicali specializzati: i Jfm, gli Elvisway, i Boppin’Shoes e poi l’Elvis Karaoke, stand di dischi di Paolo Bellemo e molto, molto altro. L’apertura è alle 18.30.
In questi tempi difficili, complicati e tristi è quasi d’obbligo fare un pieno di emozioni, di grinta, di dolcezza, di colori e amicizia, un tuffo in quel tempo favoloso che non accenna a finire, almeno nel cuore di chi lo ha vissuto e amato, un tuffo nel meglio dei nostri ricordi, un pieno d’intensità affettiva e musicale è proprio quello che ci vuole per tutti, anche per chi Elvis Presley non l’ha conosciuto.

[ Con qualche tono enfatico che ci fa sorridere, l’articolo di Bruna Milani apparso ad annuncio dell’evento
su Libertà quotidiano di Piacenza del 20 aprile ]

Marilena from Piacenza goes to Memphis, ospite all’Elvis week 2012 Fan Club President’s event

14 agosto 2012: a Memphis, Tennessee, in occasione del 35° anno dalla morte di Elvis Presley, il Re del Rock ‘n Roll, viene organizzato un incontro tra i Presidenti dei fan club di tutto il mondo. Quantomeno quelli riconosciuti dall’E.P.Enterprises, l’organizzazione ufficialmente dedicata al ricordo della memoria del cantante. Un evento che ha avuto tra gli invitati la piacentina Marilena Brienza, webmaster del sito ‘The Wonder of Elvis by Marilena’ dedicato appunto ad un viaggio virtuale nella carriera artistica e nella vita di Elvis. Oltre trecento visitatori quotidiani da tutto il mondo, una serie di iniziative collaterali tra le quali gruppi dedicati e pagine a tema in facebook, in myspace, in youtube, qualcosa come 6mila ‘aficionados’.

Dunque, Marilena, come mai hai ricevuto l’invito all’evento?
“Proprio perché il mio sito è stato riconosciuto ufficialmente dall’E.P.Enterprises parificandolo ad un fan club. Certo sono stata felicemente sorpresa dell’invito ed ho approfittato del fatto di essere a Memphis con il viaggio organizzato dal fan club di Piacenza. Per partecipare ho dovuto rinunciare al giro previsto in città, ma ne è valsa la pena.”
Davvero? Ci spieghi cosa è successo?
“Intanto il tendone appositamente allestito era stipato, con Presidenti di fan club che arrivavano da tutto il mondo: naturalmente dagli Stati Uniti, dal Brasile, dalla Germania, addirittura dall’Australia. Mi ha fatto molto piacere non dover pagare l’ingresso (costava 15 $ per quanti non erano invitati) e soprattutto ricevere come omaggio una speciale t-shirt realizzata per l’occasione. Dal palco sono state presentate diverse iniziative che ci sono state ed altre che ci saranno con Elvis protagonista. Abbiamo potuto vedere diversi spot pubblicitari che si avvalevano della presenza musicale di Elvis e tra questi lo spot italiano dell’Enel, per me davvero una ulteriore emozionante sorpresa. Si è parlato di un cartone animato che uscirà a breve e di un prossimo evento che nel gennaio 2013 celebrerà i 40 anni dello speciale via satellite ‘Aloha from Haway”, evento che oggi ha già una notevole campagna promozionale”.
Raccontaci dell’ambiente
“Come ti ho detto c’era molta affluenza, c’erano club da tutto il mondo tra Presidenti invitati e semplici spettatori paganti (anch’io ho portato due persone). Molto entusiasmo. Diversi Presidenti hanno fatto donazioni individuando ciascuno un ente a carattere sociale da sostenere. Sul finale infine sono stati intervistati tre musicisti che hanno affiancato Elvis nei concerti. Tra cui James Burton, il grande chitarrista (20° nelle classifiche mondiali di Rolling Stone) che pochi mesi fa abbiamo ammirato al Fillmore di Cortemaggiore. Inoltre Joe Guercio e Glen Hardin, membri della TCB Band.”
Sensazioni?
“Vedere persone di varie nazionalità e varie lingue coinvolte in un’atmosfera e in un’energia molto positiva”.
In pratica un’atmosfera da rave party
“Ma non scherzare. Credo che i rave party siano una moda passeggera destinata ad eclissarsi da sola proprio perché troppo estrema. Alle spalle del personaggio Elvis, invece, ci sono principi e profondi valori, ovvero i valori dai quali in realtà nasce Elvis. Il senso della famiglia, della religione, del rispetto per l’uomo e per la donna, per i bambini. Generoso verso tutti Elvis era consapevole di aver avuto molto e aiutava chi non aveva avuto la sua fortuna. Non era solo questione di oggetti regalati. Lui letteralmente si donava al pubblico e il pubblico questo lo sentiva e lo sente tuttora.”
 
Dicono che Elvis abbia rubato la musica ai neri
“Io direi che ci ha convissuto, ci ha partecipato e quindi involontariamente ha acquisito lo spirito di quella musica, diciamo che ha metabolizzato il rock. Un convertitore di musica, ha assimilato e riproposto personalizzando in base alle sue corde. Quindi nessun furto ma solo vivere lo stesso senso musicale senza nessuna differenza tra bianchi e neri.”
E adesso quali altri tuoi progetti ‘elvisiani‘?
“Ti consiglierei di acquistare il numero ottobre/dicembre di Jamboree, trimestrale di musica, cinema e informazione sul tema anni ’50 – ’60. Se lo farai, alle pagine 48 e 49 trovi il racconto del mio incontro con la musica di Elvis, racconto che mi ha commissionato l’editore, Maurizio Maiotti. Trovi la rivista, edita dal 1995, nelle migliori librerie, nei negozi di dischi, nelle principali fiere dedicate al vinile oppure ricercando il sito dedicato in internet”.
La tua passione in un motto?
“Elvis lives!”

Omaggio al Re che ci ha fatto sognare: Elvis Presley, morto 35 anni fa a Memphis

16 agosto 2012, Candlelight a Graceland, Memphis – 35° anniversario della morte di Elvis

Elvis Aaron Presley (Tupelo, 8 gennaio 1935 – Memphis, 16 agosto 1977), cantante, chitarrista e attore, sicuramente uno dei più celebri cantanti di tutti i tempi, fonte di ispirazione per musicisti e cantanti di rock and roll e rockabilly, tanto da meritarsi il soprannome Re del Rock and Roll o semplicemente The King.

La sua presenza scenica ha avuto un impatto senza precedenti sulla cultura americana e mondiale e i suoi caratteristici movimenti di bacino gli guadagnarono l’altro importante soprannome: “The Pelvis”. Stimato da fans, critici e da molte altre personalità dello star system del suo tempo – da Marilyn Monroe ai Beatles – ha saputo andare oltre l’arte musicale finendo per diventare una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo. Pur essendo passati trentacinque anni dalla morte, il suo mito e la sua leggenda non sono minimamente scalfiti.

Gli ultimi giornI

Nella sua vita fondamentale il rapporto con la moglie, Priscilla. Principesco il matrimonio celebrato a Las Vegas il 1° maggio 1967, unione consolidata nel 1968 dalla nascita di Lisa Marie. Purtroppo i lunghi periodi di lontananza, i sempre più frequenti rapporti con altre donne, e la precaria salute di Elvis (che aveva aumentato considerevolmente l’uso di farmaci dal suo ritorno alle esibizioni dal vivo nel 1969) spinsero Priscilla a dividersi da lui, nel febbraio del 1972. Il 9 ottobre del 1973 venne sancito il divorzio a Santa Monica, e, sebbene l’amicizia tra Elvis e la ex-moglie sia durata per tutta la vita del cantante, ciò gli provocò un lungo periodo di acuta depressione.

Barbiturici, tranquillanti e anfetamine diventarono suoi compagni di tutte le ore del giorno e della notte. La cosa non fu senza conseguenze, e frequenti furono i ricoveri in ospedale.

A quella che sembrava la crescita di uno stato ipocondriaco, si aggiungevano i risultati di una alimentazione disordinata, che portarono The King a ingrassare vistosamente e a sottoporsi a diete dimagranti a base di medicinali.

Alla fine del 1973 la salute di Elvis cedette di schianto. Il suo chitarrista John Wilkinson lo ricorda “Gonfio come un otre, balbettante, un vero rottame… c’era qualcosa che assolutamente non andava nel suo fisico. Stava così male che le parole nelle sue canzoni erano totalmente indecifrabili.”

L’ultima esibizione di Presley fu a Indianapolis al “Market Square Arena” il 26 giugno 1977 dove eseguì una straordinaria interpretazione del pezzo Unchained Melody, brano usato come colonna sonora del film Ghost nella versione del 1965 incisa dai The Righteous Brothers e del vecchio successo “Bridge Over Troubled Water”.

Dopo il concerto, Elvis torna a Memphis per riposare e preparare il suo nuovo tour, previsto per dopo la metà di agosto. Il 16 agosto, poco dopo mezzanotte, Elvis torna a Graceland. Fino alle prime ore del mattino rimane sveglio con la famiglia e il suo staff, rilassandosi e curando gli ultimi dettagli per il nuovo concerto che avrebbe dovuto partire da Portland, nel Maine il 17 agosto. Verso le 7 del mattino si ritira in camera per riposare prima della partenza. Sono le ultime ore di vita. In tarda mattinata, Elvis viene trovato morto nella sua stanza da bagno dalla compagna Ginger Alden. Trasportato al Baptist Memorial Hospital, ne fu dichiarata la morte alle 15:30 per un attacco cardiaco. Aveva 42 anni.

Meno di un’ora dopo l’annuncio della morte di Elvis, un migliaio di persone si erano riunite davanti al cancello di Graceland. Un’ora più tardi erano 3 000. Nel pomeriggio diventarono 20 000. In tarda serata erano 80 000. Da tutto il mondo piovvero ordini ai fioristi di Memphis perché confezionassero dei cuscinetti floreali a forma di chitarre, cani, orsacchiotti, cuori spezzati e corone. Furono organizzati due voli speciali che trasportarono 5 tonnellate di fiori dalla California e dal Colorado.

Graceland, la maestosa tenuta di Elvis Presley, è oggi un museo. Aperta al pubblico nel 1982, essa è divenuta una sorta di santuario del rock, meta del pellegrinaggio continuo dei suoi fan. Graceland risulta essere la seconda casa più visitata degli Stati Uniti con oltre 10.000 persone in visita a settimana, seconda solo alla Casa Bianca.

Cause del decesso

Il 16 agosto 1977, Elvis è morto nel suo bagno personale a Graceland, presumibilmente per un attacco cardiaco. Tuttavia, vi sono dati contrastanti per quanto riguarda la causa della sua morte. Secondo il noto biografo di Presley, Peter Guralnick, il cantante “aveva vomitato dopo essere stato colpito da infarto“. Nel suo corpo furono trovate quattordici sostanze medicinali prescrittegli dal medico personale, sostanze dunque legalmente somministrate ad Elvis, il quale non faceva uso di sostanze stupefacenti.

Altra causa imputata per la morte di Presley fu l’obesità. Secondo la stima del medico che effettuò l’autopsia sul corpo del cantante, Elvis al momento del decesso pesava circa 158 kg.Aveva messo su una buona parte di quel peso nell’ultimo periodo, dato che passava il tempo seduto nella sua stanza ricorrendo al cibo per consolarsi: dolciumi fritti, cheeseburger, gelati, pizze, panini fritti con bacon, burro di noccioline e banane. I medici che lo ebbero in cura avevano cercato senza successo di cambiare il regime alimentare di Elvis già nel 1974.

Non trascurabile anche l’ipotesi di uno shock anafilattico provocato da una parziale allergia alla codeina, sostanza presente in dosi massicce nei farmaci contro il mal di denti di cui Presley faceva uso durante quei giorni.

L’ultima ipotesi sulla sua morte viene formulata tuttavia da un suo stretto conoscente nonché suo medico personale, il dottor George Nick Nichopoulos, che durante gli ultimi 12 anni della vita di Elvis l’ha avuto in cura. Il medico ha recentemente pubblicato un libro dal titolo The King and Dr. Nick, in cui spiega nel dettaglio la sua versione delle reali cause della morte di Elvis. Secondo il dottore, Elvis morì a causa di una costipazione cronica e per questo motivo fu trovato morto vicino al suo WC. La costipazione cronica causa infatti un colon sproporzionato, una mobilità intestinale quasi inesistente e anche obesità (tutte circostanze riscontrate durante l’autopsia del cadavere).

I DUBBI SUL DECESSO E LE LEGGENDE

Immediatamente dopo la scomparsa del cantante si diffusero voci sul genere della leggenda metropolitana che sostenevano, e sostengono tuttora, che egli fosse in realtà vivo, e che la sua morte fosse stata una messa in scena, elencando possibili avvistamenti di Elvis.

Tra le ipotesi più gettonate, spiccano la possibile origine aliena del cantante (ipotesi che viene citata anche alla fine del film Men in Black e nella canzone dei Dire Straits “Calling Elvis”), il suo inserimento in un programma dell’Fbi per la protezione dei testimoni, e il volontario esilio del cantante stanco della vita condotta fino ad allora.

Comunque sia, Elvis ha saputo dar corpo, con la sua musica e con il suo ‘modo di vita‘, ai sogni di milioni di fans che ancora oggi non esitano a rendergli omaggio, acquistando dischi o magari affrontando un viaggio in America per partecipare alla suggestiva e commovente ‘Candlelight‘. Sicuramente la sua immagine è sfruttata dal business system ma questo non basta a spiegare tanto affetto per un cantante se non fosse appunto che Elvis ha saputo farsi interprete dei nostri sogni, delle nostre speranze, delle nostre ambizioni in un’epoca (gli anni ’50 e ’60) con un roseo futuro di progresso e sviluppo collettivo e individuale davanti.