Quando la Poesia illumina d’emozioni la Piazza Monumentale di Castell’Arquato

Giuliana Vincini, Cristina Balteri (figlia e nipote di RImond) ed Enzo Latronico presentano “Quand nassa un pueta”, 2^ edizione arricchita del libro con le poesie di Agostino Vincini, lugagnanese detto Rimond (Lir edizioni)

Resoconto della terza serata a Castell’Arquato nella Sala Cea in piazza Monumentale sotto le insegne dell’Associazione Culturale Terre Piacentine con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Serata dedicata alla poesia: quella dialettale di Agostino Vincini detto Rimond e quella dello Zoo dei sassi dipinti realizzato ad ogni estate da Carla Delmiglio a Confiente a disposizione per i giochi dei bambini.

La copertina della 1^ edizione di “Quand nassa un pueta” (2014) e a destra quella della 2^ edizione presentata il 19 novembre 2017 a Castell’Arquato su iniziativa dell’Associazione Culturale Terre Piacentine

Enzo Latronico e Cristina Balteri (nipote di Rimond) hanno presentato la nuova edizione di “Quand nassa un pueta“, il volume che raccoglie le liriche del poeta vincitore tra l’altro di un premio Faustini nel 1971. Volume arricchito da 12 poesie ritrovate rispetto all’immensa opera di scritti purtroppo per ora dispersa, lette con voce colma di emozione ricordando la figura del padre da Giuliana Vincini.

Quando arriva la stagione delle piene, il fiume si riprende i suoi sassi e porta gli animali dipinti a giocare con i bambini dell’Isola che non c’è

A seguire la proiezione delle immagini degli animali dello Zoo che, ad ogni fine estate, con l’avanzare delle piene della Trebbia, il fiume si riprende portandoli lontano, fino all’Isola che non c’è a giocare con i bambini di Peter Pan. Ma per Carla non c’è riposo, dipingere i sassi fa parte del suo esistere, del suo rilassarsi comunicando con il mondo/altro e così ecco l’esposizione dei funghi, dei gufi, di tutto quanto possiamo trovare nei boschi in questa stagione.

Perchè questa è Poesia: la capacità di ‘visione’ del mondo che hanno solo i poeti che sanno riempire di colori, di emozioni e di sogni le nostre giornate.

Castell’Arquato, 19 novembre 2017: esposizione dei sassi dipinti di Carla Delmiglio in versione autunno-inverno

Così, quando alla sera, passato con Dalila a prendere mamma novantunenne per portarla a San Polo, al ristorante, seduti al tavolo ci ha salutato una donna: “ero a Castell’Arquato, oggi, voglio ringraziarvi, ci avete regalato una bella giornata, sorprendendoci soprattutto con la storia dei sassi dipinti, quelli estivi e quelli esposti in versione autunno-inverno“.

Castell’Arquato, 19 novembre 2017: esposizione dei sassi dipinti di Carla Delmiglio in versione autunno-inverno

Organizzare un evento significa impegno, dedizione, fatica, apprensione. Ma soddisfazioni così ripagano di tutto.

Alla prossima, ultima iniziativa del ciclo: domenica 3 dicembre, all’incontro con le Nuvole Parlanti. Sempre a Castell’Arquato, piazza monumentale, Sala Cea, Associazione Culturale Terre Piacentine del presidente Valter Sirosi.

Castell’Arquato, 19 novembre 2017: esposizione dei sassi dipinti di Carla Delmiglio in versione autunno-inverno

 

“Il lato oscuro dei giorni” di Stefano Ghigna a Rivergaro con i dipinti d’arte sacra conservati nelle chiese della Valle

IMG_6802Cronaca breve di un doppio incontro: la presentazione all’Auditorium della Casa del Popolo di Rivergaro del libro di Stefano Ghigna “Il lato oscuro dei giorni” (Pontegobbo Edizioni) e la mostra “Immagini e documenti raccontano”, documenti e opere d’arte dalle chiese e dagli archivi parrocchiali della Valtrebbia.

Stefano, insegnante in pensione, ci porta nel Medioevo, epoca di violenze, stupri, scontri, esecuzioni. I precetti della Chiesa impregnano gli animi, scandiscono il tempo, guidano persone e atti. Un servo della gleba, intelligente e curioso, in fuga dal feudo dei Landi di Niviano (siamo in Val Trebbia, ovviamente, terra di vita di Ghigna), tra avventurose vicende e incontri significativi, sale oltre il livello di strumentale oggetto di lavoro.
IMG_6799Passioni travolgenti e dolorose complicazioni si intrecciano a serene ore di lavoro e di studio presso l’Abbazia di Bobbio. Finché nel 1348 la Peste Nera si abbatte sui destini umani. Corpi di ogni rango e di ogni età, a migliaia, colmano le fosse comuni. Il notaio De Mussi, dolente cronista di quei giorni, dà a Piacenza il merito di testimonianze, ovviamente rare, e all’autore gli stimoli per imbastire storia e fantasia lungo le vallate del Trebbia.

IMG_6808Un libro che quantomeno definirei … “stimolante”, assolutamente da inserire tra le letture da affrontare. Nello stesso tempo come si diceva il Centro di Lettura rivergarese ha sviluppato una ricerca approfondita delle testimonianze che lo stesso periodo medievale ha lasciato nella Valle, attraverso documenti e dipinti conservati nelle chiese, proponendo una mostra di grande interesse (purtroppo conclusa).

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San Pietro guarisce il paralitico, olio su tela, sec. XVIII, opera di Luigi Mussi, chiesa parrocchiale di Pieve Dugliara (Rivergaro)

Non deve in ogni caso scoraggiare la conclusione della mostra che anzi può diventare stimolo per un piccolo viaggio tra le chiese della Valle e le opere esposte, magari con il libro di Stefano in tasca, rivivendo il fascino e il mistero di quell’epoca lontana nella quale disattendere i precetti della Chiesa significava la sicura emarginazione sociale, sia che si fosse contadino sia che si fosse Imperatore. Dunque in viaggio, visitiamo la chiesa di Santa Maria Assunta a Settima di Gossolengo dove sta esposto il Polittico con Madonna e Santi, la chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Ottavello per ammirare il Martirio di San Lorenzo del cremonese Gervasio Gatti, la chiesa di Santa Margherita e Liberata di Rivergaro dove troviamo esposto il Martirio di Santa Margherita  di Sebastiano Galeotti.
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Polittico con la Madonna e i Santi, dipinto su tavola opera di anonimo, sec. XVI, Chiesa di Santa Maria Assunta, Settima (Gossolengo)

Settimana della letteratura a Bobbio a meno 5, presentazione del Soffio del vento a meno 8

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L’evento s’avvicina, mancano 5 giorni al 26 e 8 al 29 (presentazione di “Il soffio del vento. Da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo”)

Porticato piazza S. Fara e Chiostro Abbazia di S. Colombano

PROGRAMMA:

MARTEDI’ 26 luglio ore 21:
– Apertura e saluto delle Autorità
– 70° Anniversario della Repubblica e del Voto alle donne a cura di Ermanno Mariani storico e di Filippo Zangrandi giornalista di Libertà – spazio alle ricerche degli studenti di Bobbio e Calendasco
– Presentazione del libro “Stuka su Piazza Cavalli-Nascita della Resistenza nel Piacentino” di Ermanno Mariani (Edizioni Pontegobbo) a cura di Filippo Zangrandi – presente l’Autore
– A cento anni dalla nascita di Natalia Ginzburg a cura di Maria Grazia Cella docente

MERCOLEDI’ 27 luglio ore 21:
– Presentazione del libro “La femmina nuda” di Elena Stancanelli (Edizioni La Nave di Teseo) candidato al Premio Strega a cura di Nicoletta Bracchi direttrice di Telelibertà – presente l’Autrice
– Presentazione del libro “Invecchiamento-Istruzioni per l’uso” di Renato Zurla (Edizioni Pontegobbo) a cura di Elisabetta Pallavicini bibliotecaria – presente l’Autore
– Quattrocento anni dalla morte di Cervantes a cura dell’attrice Sara Marenghi

GIOVEDI’ 28 luglio ore 21:
– Presentazione del libro “Le mele di Kafka” di Andrea Vitali (Edizioni Garzanti) a cura di Giangiacomo Schiavi vicedirettore Corriere della Sera – presente l’Autore
– Presentazione del libro “Il lato oscuro dei giorni” di Stefano Ghigna (Edizioni Pontegobbo) a cura di Stefano Quagliaroli docente – presente l’Autore

VENERDI’ 29 luglio ore 21:
– Presentazione del libro “Il soffio del ventoda Chernobyl a Caorso trent’anni dopo” di Claudio Arzani (Edizioni Pontegobbo) a cura di Adele Mazzari dirigente scolastica – presente l’Autore – interventi di Carmela Caserta presidente dell’Associazione Le rondini di Chernobyl – testimonianze di ragazzi ospiti delle famiglie piacentine
– Quattrocento anni dalla morte di Shakespeare a cura di Elisabetta Pallavicini e dell’attore Luca Isidori

SABATO 30 luglio ore 21:
– Premiazione del Piacentino dell’Anno: Paola De Micheli Sottosegretario all’Economia
– Presentazione del dvd “Storie di fiume e di terra” del fotografo Luigi Ziotti
– Premiazione del Concorso Letterario Nazionale “Pontegobbo-Città di Bobbio”
– Intermezzi musicali di Matteo Grigolini
– Coordinatori della serata Gaetano Rizzuto, già direttore di Libertà e Daniela Gentili, titolare Pontegobbo

DOMENICA 31 luglio ore 21:
– L’Associazione promozione sociale di Piacenza “I Nuovi Viaggiatori” presenta il suo programma futuro a cura di Dilva Rossetti presidente
– Presentazione del libro “L’amore non conta i cromosomi” di Michelle Giacobbe (Edizioni Pontegobbo) a cura di Daniela Gentili – presente l’Autrice. Interverrà Marco Zecca, primario del reparto di onco-ematologia pediatrica del policlinico San Matteo di Pavia
– Estrazione del vincitore di “Vota il libro che…” in collaborazione con la Libreria Fahrenheit di Piacenza – a cura di Elisa Malacalza giornalista di Cairo Editore

Intervista di TeleLibertà a Lumturi Lume Plaku, poeta d’origini albanesi da 25 anni in Italia

Dopo aver scritto sette libri di poesie, romanzi, racconti, Lumturi Plaku, per tutti Lume, propone al pubblico l’ottavo libro di poesie, stavolta in italiano. Lume non é solo poeta e scrittrice, è un vero e proprio terremoto, una  forza della natura come le onde del mare che dolcemente vengono dipinte nelle sue poesie: lo scrive nell’introduzione del libro Riccardo Baracco.

Vivevamo, ci racconta Lume parlando della sua Albania, in un Paese circondato dai fili spinati invisibili ma ben reali, uno Stato-prigione. Specialmente negli ultimi anni, eravamo isolati da tutto il mondo. Bisognava stare molto attenti, perchè un sogno sbagliato, non adeguato a quelle leggi crudeli, poteva portare a gravi conseguenze, dovevi dire di sì, se tutti quelli che dirigevano dicevano di sì, anche se era vero il contrario.

Per questo, nel 1991, Lume segue il figlio sedicenne e abbandona la sua terra, approda nel nostro Paese, sbarca a Bari e viene inviata a Pontedell’Olio, piccolo borgo in provincia di Piacenza. “Mi manchi”, il suo ottavo libro fresco di stampa, non è altro che il racconto della sua storia, delle sue emozioni, degli anni di una gioventù piena di sacrifici e di paure, degli anni vissuti esule nel BelPaese convivendo spesso con i pregiudizi e infine del rimpianto della nostalgia di una patria che sempre e comunque non può che mancare. Appunto, “Mi manchi”.

“In avvicinamento al Realismo Terminale”, al Museo della Poesia a Piacenza sabato 13

 Massimo Silvotti
Presenta:
L’autore, nel presentarci il suo ultimo libro di poesie, incentrato sul tema del calvario dei soldati durante la Grande Guerra (Reliquiario della grande tribolazione – Interlinea edizioni), ci parlerà del Realismo Terminale, come del manifestarsi di un’era, il cui destino di massa si configura in senso, anch’esso, abbastanza apocalittico.
Poeta e Professore Ordinario di letteratura italiana, moderna e contemporanea, presso la Facoltà di Lettere eFilosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; insegna nelle sedi di Milano e di Brescia. Autore di numerosi saggi critici suManzoni, Rebora, Quasimodo, Luzi e tanti altri, ha collaborato con alcune tra le più prestigiose Riviste letterarie italiane, tra le quali,ad esempio, Critica Letteraria, Italianistica, Poesia, Il Verri. Dirige il Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita” ed è Coordinatore della Commissione didattica per Lettere moderne. E’ cofirmatario del Manifesto breve del Realismo Terminale.
Vernissage: in dialogo col Realismo terminale, il punto di fuga siamo noi?
L’artista, attraverso una prassi pittorica di segno prettamente internazionale, coadiuvata da una sintassi matura efinemente articolata, ci condurrà attraverso alcune tra le tappe più significative del proprio percorso artistico mostrandoci,al contempo, il luogo del proprio incipiente e rivoluzionario futuro.
Pittore e Scultore italo tedesco; si è formato all’Akademia bad Reichenhall e all’Accademia di Belle Arti di Carrara; già assistente del Maestro Markus Lupertz, con il quale continua a collaborare, ha partecipato a numerosissime mostre personali e collettive, in Italia e all’estero; nel 2008 è finalista al Art Prize Laguna, e nel 2011 vince il Combat Prize, nella sezione pittura. Attualmente dirige la Libera Accademia Rosso Grabau, a Cascina.
Partecipa:

Poeta, ha pubblicato sulle principali Riviste letterarie del secondo Novecento ed è autore delle raccolte Stilnostro(CENS, 1985, prefazione di Giovanni Roboni), Sapone (Kamen, 2001), La betoniera (LietoColle, 2005). È stato curatore dell’Annuario di Poesia Crocetti ed è presente in alcune antologie, tra cui Il pensiero dominante (Garzanti, 2001), Tutto l’amore che c’è (Einaudi, 2003) e Almanacco dello specchio (Mondadori 2008). È l’ideatore del Realismo Terminale e l’inventore della similitudine rovesciata. Con Mursia ha inaugurato la Collana Argani, che dirige, pubblicando Il cielo di lardo e, nel 2010, Il Realismo Terminale.

Nel 2013, sempre per Mursia, è uscita la raccolta di scritti sullo stesso Realismo terminale, dal titolo La Faraona ripiena a cura degli italianisti Elena Salibra e Giuseppe Langella. È direttore del Festival Internazionale “Traghetti di Poesia” e fondatore del “Tribunale della poesia”; collabora con alcuni quotidiani tra cui “L’Avvenire” e “Affari Italiani”. Ha vinto i premi National Talent Gold 2012 – Fondazione Zanetto, Spoleto Festival Art 2012, Premio alla carriera Acqui Terme 2010

A Radio Sound95 le poesie e i sassi d’autore della piacentina Carla Delmiglio introdotta da Giusy Cafari Panico

Carla al Piccolo Museo della Poesia di via Pace a Piacenza al reading “la poesia delle donne” domenica 8 marzo

A Poetry Break, come accade spesso, ecco un autore in carne ed ossa e perdipiù della nostra città, Piacenza! Per la prima volta ospite una donna, una poetessa sensibile, un’artista a tutto tondo che sarà tra le protagoniste di un evento organizzato dal Piccolo Museo della Poesia, in Piazzetta della Pace, a due passi dal Duomo Piacentino, domenica otto marzo in occasione della festa della donna.
Carla Del Miglio, figlia, moglie, madre e giovanissima nonna di una splendida bambina, Agata, coniuga lavoro, famiglia e arte in modo splendido. Ha pubblicato da poco il libro di poesieFrammenti di pensiero” che contiene molte liriche introspettive e piene di squarci e visioni di mondi e colori tutti da scoprire.
All’attività di poetessa, infatti Carla affianca quella di pittrice ed i particolare di pittrice di sassi, quelli del nostro fiume Trebbia, che trasforma in vere e proprie opere d’arte e che espone in mostre dedicate o addirittura proprio sul fiume.
Per farvela conoscere meglio, estrapolo qualche riga dal suo interessantissimo blog www.cuoredisasso.it
 
Ciao, sono Carla, è difficile presentarsi così, con due parole, si rischia di non dire niente che ti identifichi veramente.
Diro’ di me poche cose, sono stata per tantissimi anni vittima di una timidezza limitante e ad un certo punto della mia vita ho deciso di uscirne cercando di comunicare utilizzando i mezzi che più mi appassionano: la scrittura, da qui il libro di poesie “Frammenti di pensiero”, la pittura su sasso e perchè no, proprio questo blog.
Vorrei che mi conosceste poco a poco proprio attraverso questo modo di comunicare così nuovo per me, ma forse non per voi.
Amo scrivere poesie o testi che in genere servono per chiarirmi meglio le idee, impressionare su un foglio di carta i miei pensieri è sempre stato un modo per renderli concreti.
Donandogli uno spazio fisico mi pare di poterli meglio riordinare come se fossero oggetti fuori posto. 
Amo dipingere soprattutto sui sassi che raccolgo al fiume, credo di amare tanto ma sono ancora piena di dubbi e domande, cosa dite se proviamo a parlarne insieme?”
Carla ha scelto di proporci questo brano, letto da lei stessa (a fondo pagina i link per poterla ascoltare, ndr)
 
Chi sono?
 
Inevitabilmente deluderò
quella parte di te
che si ostina a pensar bene di me
Chi sono?
Inutile dire chi sono
Sono come mi vedi oggi
Sono come mi senti ora
Sono mille
Sono quanti siete voi oggi
mille tu
e mille io
per mille loro
non per questo non sono io
una e unica
ma quella che vedo
riflessa nel mio benevolo specchio
o nel tuo occhio d’amante
è solo una parte di me
armonicamente unita
alle mille parti di me che voi vedete
perfezione dell’imperfezione
coerenza dell’incongruenza
perché sono viva
 
E’ un brano intimistico ma insieme anche caleidoscopico, che nasce da una visione personale capace di allargarsi tuttavia anche agli altri.
A questa lirica, durante la trasmissione in radio, ho abbinato una recente canzone di uno dei nostri rocker più popolari, ovvero Ligabue con la sua “Siamo chi siamo”, un testo in cui trovo una rispondenza con il testo di Carla specialmente nelle parole “Conosco le certezze dello specchio e il fatto che da quelle non si scappa e ogni giorno mi è più chiaro che quelle rughe sono solo i tentativi che non ho mai fatto”. Musica e poesia ancora insieme quindi qui a Poetry Break!
 
A cura di Giusy Cafari Panico comelalunadigiorno.blogspot.com
© Radio Sound Piacenza 

“Io, Baricco e le biblioteche”, riflessione di Carmelo Sciascia dalla biblioteca di Caorso

Caorso, 21 febbraio 2015, Biblioteca comunale. Carmelo Sciascia presenta Note 2014, raccolta dei suoi articoli pubblicati sul quotidiano Libertà. Con intermezzo musicale del gruppo Dolci Armonie

Ho sempre creduto che gli episodi più significativi della vita, di ognuno e di tutti, fossero dettate dalle coincidenze. Non un astratto destino, ma dall’incrocio di realtà diverse. Il mio  amico Nicolino sostiene che bisogna vivere con l’ottimismo del pessimismo. In altri termini, considera la negatività degli eventi di ogni giorno sostenendo che bisogna affrontarli con una visione ottimistica: poteva andare sempre peggio di come in realtà è andata, quindi è andata bene!

Una visione in fondo confortante, abbiamo bisogno di sapere che comunque sia andata è andata per il verso migliore. Io credo che bisogna aggiungere a questa teoria una piccola variante: la positività del presente va colta nelle coincidenze, nel buono che ne scaturisce nel momento in cui due realtà completamente diverse ed ignare l’una dell’altra vengono a convergere. Un esempio immediato, letterario e personale. La stampa e la presentazione dell’ultimo libro “2014” (solita raccolta di articoli pubblicati su Libertà nell’anno appena trascorso) è coincisa con la lettura del libro di Alessandro Baricco : “Una certa idea di mondo”.  Se fossero i miei libri, i 50 libri da me letti e scelti, dice lo scrittore piemontese, a parlare al mio posto, ne sarebbe venuta fuori una certa idea di mondo. Ci sarebbero state buone possibilità che fosse proprio la mia idea di mondo. Ecco la coincidenza: anch’io sono sempre stato convinto che leggendo le mie Note, si sarebbe colto il senso delle mie concezioni, il senso del mio essere e concepire il mondo! Allora anziché parlare di me preferisco parlare di Baricco. Di ciò che egli  ha scritto e delle opinioni riportate.

Baricco è un mio coetaneo (mi conviene, visto che lui è del 58, non si fa alcuna fatica ad indicare qualcuno coetaneo quando è più giovane), è un mio collega nel senso che anch’egli è laureato in filosofia, è un piemontese con affinità letterarie isolane: non è un caso se Giuseppe Tornatore di una sua opera ne ha tratto un film. A proposito del libro appena letto, in un capitolo Baricco affronta un bel tema sulla comunicazione ed il fare corretto giornalismo. Prende a pretesto un libro di Pascale e Rastello sulla “Democrazia:cosa può fare uno scrittore?”. Pascale riporta nel suo intervento un esempio di fare informazione, nei suoi incontri mostra un palo della luce con attaccati al filo tanti fili abusivi che portano luce alle tante baracche che costituiscono le favelas.  L’immagine piaceva, la gente voleva vedere ciò che si aspettava di vedere. Ad un certo punto lo stesso autore assiste  ad un incontro di un antropologo che fa vedere le stesse diapositive dei fili abusivi della luce. Solo che aggiunge un piccolo particolare, mostra dove arrivano quei fili, dentro le baracche dove ci sono giovani che studiano, dopo una giornata di lavoro per cercare di uscire da quella situazione disperata. Morale, ci fermiamo sempre alla prima immagine, al primo messaggio, non controlliamo mai la fine. Ecco, c’è bisogno di intellettuali che si sporchino le mani e ci dicano cosa c’è al termine della filiera delle notizie giornalistiche. O almeno, come cerco di fare, ci dicano che c’è sempre qualcosa d’altro! Un altro capitolo, dello stesso libro di Baricco, ci parla di Pierre Hadot: “Esercizi spirituali e filosofia antica”.  Gli esercizi spirituali non sono quelli praticati da Sant’Ignazio di Loyola. Ma come erano intesi da Plotino.

È un saggio, le letture che prediligo, dove si parla di filosofia, come concepita in origine: la filosofia come modo di vivere per essere felici, un modo per pensare, per conoscere. Farsi la propria statua, non nell’essere megalomane, ma nel senso greco del termine.. lavorare su se stessi per togliere il superfluo. Spogliandoci di tutte le falsità e le inutilità per liberarci di tutti gli inutili e dannosi orpelli, e rimanere sculture essenziali della nostra esistenza. “allora saremmo, davvero, dei sapienti: che non è il nome di uno che sa tutto: è il nome di uno che non ha più paura di niente. Guarito”. Cosa fare allora se non un volo ogni giorno? Liberarsi di tutto per essere ed amare tutti gli uomini liberi! Con riferimento all’oggi si potrebbe dire che molti sono quelli che si immergono nella politica militante, rari chi ne vuol essere veramente degno.  

Ho voluto parlare di me, attraverso Baricco Alessandro, scrittore, coetaneo e filosofo.

Ed ho voluto parlarne in una biblioteca di un piccolo  comune della nostra provincia.

Perché ho dovuto prendere atto che lì ancora esiste, persiste e si alimenta il mito della biblioteca. Biblioteca come incontro di libri e di persone che ancora hanno la voglia di incontrarsi per fare cultura.  Ho presentato l’ultima raccolta delle mie note apparse su Libertà “2014”  alla biblioteca di Caorso.  R. David Lankes, professore di biblioteconomia nell’Università di Syracuse nel suo Atlante così  sottolinea. “Le biblioteche dunque non solo forniscono uno spazio costruttivo, ma aggiungono profondità di comprensione del mondo. Danno alla comunità possibilità di respirare, vivere il lutto, riflettere e quindi agire e parlare.” Ed ancora: “…se noi crediamo che i bibliotecari possono rendere migliori le nostre comunità (più sapienti, più capaci, più empowered), allora non possiamo tirarci indietro e dare un contributo attivo”. Parlava della sua biblioteca di Syracuse nello stato di New York o era stato sabato 21 cm alla biblioteca di Caorso

Luca Isidori, poeta piacentino sulle stelle. A Radio Sound95

Luca è presente in facebook

Luca Isidori è stato il protagonista della puntata di Poetry Break su Radio Sound 95 del 23 novembre. Piacentino, oltre alla passione per la poesia, si cimenta da tempo, con successo, nell’attività di attore amatoriale nell’ambito di diverse realtà teatrali piacentine,recentemente, tra l’altro, presso il Cantiere Simone Weil. Luca ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Diario costante dei giorni”, da cui ha tratto questa poesia, dedicata alle stelle.

LE STELLE

Le stelle
ballano sul mio naso
e le luci hanno tutte un nome
e le nuvole una forma
e le speranze un sorriso
e le mani un viso.
Quando gettare un desiderio nell’anima profonda
significa davvero credere in qualcosa.
Arriva la riscossa
dalle vene
nella carne
nelle ossa.

 27 aprile 2011

Il libro di Luca è un vero e proprio diario di un’anima, cadenzato dai giorni in cui sono state scritte queste liriche intense e sensibili. La poetica dell’autore piacentino nasce da un’introspezione non comune e da un sentire l’universo come una frequenza misteriosa, drammatica, faticosa o felice con cui comunque si sintonizza con un cuore da bambino e una passione molto forte.

A questa suggestiva poesia, che abbina cielo a terra, anima a corpo, e che essa stessa possiede una grande musicalita, ho abbinato la canzone Starman cantata dal grande David Bowie. 

“C’è un uomo delle stelle 
Che aspetta nel cielo 
Ci hanno detto di non farlo volare via 
Perché sa che ne vale la pena” 

Forse tutti i poeti sono uomini “astrali”, che non si fermano alle contingenze della terra per porsi i grandi interrogativi che ci pone sempre il cielo.

Luca è uno dei primi ospiti piacentini di Poetry Break. In dicembre sarà impegnato nella prestigiosa rassegna internazionale World Book di Cattolica, assieme ad altri autori provenienti da tutta Italia.  Complimenti e tanti tanti auguri!

Giusy Cafari Panico (conduttrice)

Allegati le registrazioni della puntata