“Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo”, il video della presentazione a Castell’Arquato

La presentazione de “Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo” (Pontegobbo edizioni) domenica 22 ottobre a Castell’Arquato nel video (presente in Youtube) realizzato da Valter Sironi e Cinzia Paraboschi rispettivamente Presidente ed animatrice dell’Associazione Culturale Terre Piacentine. Oltre all’intervento dell’autore che prende spunto dal racconto che apre il libro, la storia del piccolo Luca quel 1° maggio di sole in ‘libera uscita’ col babbo mentre invisibile arriva la nube radioattiva, in evidenza la testimonianza di Diana Lucia Medri, nata in Bielorussia a circa 300 km da Chernobyl e Pripyat, con il padre tra i primi soccorritori alla centrale in fiamme defunto per tumore, malattia che ha poi colpito anche la madre trasformando Diana Lucia in una ‘bambina di Chernobyl’ (venuta in base a un programma di assistenza in Italia accolta da una famiglia per una breve permanenza di un mese, rimasta sola dopo la morte anche della nonna, ha ricevuto la proposta di essere adottata ed ha accettato). Da parte sua Dalila Ciavattini legge dal libro la testimonianza di Egor, bambino che quella notte con i genitori esce da casa per ammirare quel misterioso bagliore che illumina il cielo, tanti colori che sembrano danzare e lui ben presto capisce, si tratta di un drago che soffia il suo fuoco per accendere il buio. Ancora Dalila legge “La foresta rossa di Chernobyl“, poesia peraltro premiata a Cortemaggiore al concorso promosso da ‘Hostaria delle Immagini’ nel 2016. In conclusione l’assessore alla cultura, Tiziana Meneghelli che ringrazia in particolare Diana Lucia per il coraggio di testimoniare la propria dolorosa esperienza rompendo la cappa di silenzio che troppo spesso circonda le vicende (e gli incidenti) del nucleare.

A Castell’Arquato “Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo” con Claudio Arzani, Diana Lucia Medri, Dalila Ciavattini

Immagine dal sito del “Forum per i diritti dei bambini di Chernobyl” di Mantova

Luca era contento. Quel giorno, quel 1° maggio 1986 era spuntato un buon sole e papà ne aveva approfittato per organizzare  un’uscita ‘fuori porta’, a Roncaglia, non troppo lontano da Caorso. Vero, c’era un po’ di vento, ma che ne sapeva lui che quel vento portava una pioggia invisibile, impalpabile, impossibile, dai lontanissimi cieli dell’Est? “Non c’è da preoccuparsi”, avevano titolato i quotidiani ma dopo i rilievi dei giorni successivi il Governo vietò la vendita di latte fresco e delle verdure.

La storia di Luca apre “Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo” (Pontegobbo edizioni) che l’autore, Claudio Arzani, presenterà domani 22 ottobre alle ore 17,00 a Castell’Arquato nella suggestiva location della Piazza Monumentale su iniziativa dell’Associazione Terre Piacentine. Ad affiancarlo Diana Lucia Medri, nata a Krasnopole in Bielorussia, a poca distanza da Chernobyl, oggi nel nostro Paese con la sua nuova famiglia.

Diana Lucia Medri (seduta) e Dalila Ciavattini che legge un brano da “Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo”

A seguire Dalila Ciavattini proporrà letture di testimonianze e poesie tratte dal libro mentre verranno proiettate immagini tratte da un filmato amatoriale realizzato a Chernobyl da Agostino Zanetti nel 2008.

Dal filmato realizzato a Chernobyl e Pripyat nel 2008 da Agostino Zanetti: la centrale V.I. Lenin

Dal filmato realizzato a Chernobyl e Pripyat nel 2008 da Agostino Zanetti: il sarcofago che ricopriva il reattore n. 4 esploso

Dal filmato realizzato a Chernobyl e Pripyat nel 2008 da Agostino Zanetti: l’ingresso nella zona proibita con i bunker in cemento armato dai quali i militari escono per controllare gli eventuali visitatori, restando all’esterno il minor tempo possibile

Dal filmato realizzato a Chernobyl e Pripyat nel 2008 da Agostino Zanetti: a Propyat, la città costruita per gli operai e i tecnici della centrale con i suoi 40mila abitanti è riconquistata dalla natura

Dal filmato realizzato a Chernobyl e Pripyat nel 2008 da Agostino Zanetti: le finestre delle case di Pripyat hanno ormai gli occhi vuoti con all’interno solo macerie e tutto quello che gli abitanti in fuga hanno dovuto abbandonare

Dal filmato realizzato a Chernobyl e Pripyat nel 2008 da Agostino Zanetti: nella ‘Interdiction zone’ sono migliaia i mezzi abbandonati per aver subito le radiazioni. Carri armati, camion, mezzi dei pompieri, elicotteri e soprattutto i 1000 bus arrivati da Kiev per evacuare i 40mila abitanti.

Un disegno di Edoardo Arzani che ricorda un fatto ineluttabile: di nucleare si muore, la vita va a braccetto col sole

 

 

Arzyncampo in ottobre con “Il Signor 7 x 3 21 – Storie di Pietro Derba” e il pubblico a Borgonovo

L’immagine che rappresenterà Arzyncampo per almeno l’intero mese di ottobre rende solo parzialmente conto della presentazione de “Il Signor 7 x 3 21- Storie di Pietro Derba” stampato da Costa edizioni di Borgonovo Val Tidone e realizzato da Claudio Arzani per quanto agli anni della seconda guerra mondiale e da Fausto Chiesa per quanto agli anni civili ovvero dal 1921 al 1940 e dal 1945 al 2016, quando, il 6 ottobre, Pietro ha deciso di lasciarci.

L’immagine della platea, si diceva, rappresenta solo parzialmente la realtà: di lì a pochi minuti, esauriti i posti a sedere, avremmo avuto gente in fondo tanto da impedire la vista dell’ingresso, gente appoggiata alle due pareti laterali, gente all’esterno, gente nella sala laterale dove era organizzato il rinfresco. Insomma, una festa di paese per ricordare una persona ‘normale’ che ha condotto una vita ‘normale’ con un approccio da persona ‘normale’, ivi compresi i giorni di navigazione sull’incrociatore Saetta della Regia Marina Militare alla caccia delle navi mercantili inglesi, i giorni sulla San Giorgio semiaffondata nel porto di Tobruk cannoneggiando aerei, navi, carrarmati inglesi prima della resa finale e della cattura, la marcia verso il campo di prigionia improvvisato tra le dune del deserto. Storie che hanno ascoltato i presenti, calcolati a occhio e croce in almeno 130.

Un unico neo: l’assenza dei cronisti del quotidiano locale, Libertà. Problemi di comunicazione e informazione corretta ma tant’è, così è. Per ora spetta ad Arzyncampo celebrare e dar conto di una giornata (e di un libro) con un grande “riscontro di popolo“. Non si poteva chiedere di più. Per ora.

“Raccontare per essere ricordati”, l’intervento di Fausto Chiesa alla presentazione de “Il Signor sette per tre ventuno – Storie di Pietro Derba”

1942, Pietro Derba sul litorale libico

Raccontare, raccontare per essere ricordati, questo è stato il proposito di tanti, così è capitato anche al nostro Piero Derba.

Lui che andava in giro per il suo paese con una borsa capiente di tutti i suoi ricordi trasformati in documenti da mostrare e che oggi sono stati trasferiti in un libro tutto dedicato.

Era il suo sogno, il grande rammarico di non farcela ad avere una pubblicazione che riportasse la sua vita specie quella militare.

Purtroppo, se ne è andato prima, ma io sono convinto che oggi 24 settembre si sta godendo la giornata che gli viene dedicata con la presentazione del suo libro seppure postumo.

Raccontare per essere raccontati, dicevo, che è insito ad altri borgonovesi uno su tutti il nostro dr. Cassinelli che ogni anno ci propone un suo scritto, sempre dedicato a quello che alla fine definisce “….il paese più bello del mondo” e cioè la sua Borgonovo.

Anche Piero è legatissimo al suo paese, il ricordo quando va via è sempre a Borgonovo, con la speranza non recondita di farvi ritorno il prima possibile.

Perché il paese d’origine è quella che i tedeschi chiamano la loro Heimat, il loro nido, dove si vive, si cresce e ci si forma una famiglia.

Quella famiglia che avvolse ed amò tantissimo Piero, che però non la sente completa per la lontananza del padre emigrato in Argentina per trovar fortuna e mai più ritornato.

Allora insorge la rimembranza, il ricordo lontano e la tristezza che avvolge la sua personalità, allora di contraltare per far fronte a questa famiglia monca, forma la sua famiglia quella con la sig.ra Anna Lucia e con la nascita di quattro figli.

La famiglia che diventa un tutt’uno, tanto che tutti i suoi componenti ( non solo io e Arzani) hanno partecipato e collaborato all’uscita di questo libro, tanto da essere il più completo possibile senza dimenticare nulla.

24 settembre 2017, Auditorium della Rocca, Borgonovo Val Tidone, presentazione del libro “Il Signor Sette per Tre Ventuno – Storie di Pietro Derba”, Costa editore. Un excursus storico che, partendo dal primo dopoguerra, porta il Piero a studiare e poi lavorare in tempo di camice nere, quindi ad attraversare il tempo buio della seconda guerra imbarcato con la Regia Marina e a seguire prigioniero degli americani in Nord Africa, il ritorno nell’Italia del boom economico, la famiglia, la vita ‘normale’ fino ai giorni nostri.

Perché se un ricordo deve essere, questo deve comprendere tutti gli elementi del ricordo stesso.

Il libro è una biografia ed una autobiografia, perché si è voluto far parlare molto Piero, con gli inserti di carattere storico che compendiano tutta l’opera.

Una metodologia che non esclude il personaggio, ma lo rende partecipe fino in fondo, anche per evitare fastidiose omissioni.

La mia parte ha riguardato il periodo prebellico dalla nascita fino alla guerra e quello post-bellico con la banca.

Nell’intermezzo è stata inserita la sua passione per il gioco del calcio ed il tifo per la sua amata Juventus fermandosi sempre al record dei 5 scudetti consecutivi, purtroppo non vedendo il sesto consecutivo.

Il gioco del calcio l’aveva nel sangue avendolo praticato fino alla Borgonovese.

Della parte bellica parlerà l’amico Claudio Arzani.

Il corredo fotografico permette di fare conoscere, come dal vivo, il nostro Piero, ripreso in varie situazioni, lui valente fotografo e amante della fotografia.

Non solo di quello, egli è numismatico e filatelico un hobby che lo introduce nel mondo dei viaggi a lui tanto cari.

Infatti, come racconta la nipote Angelica che lo vedeva intento a sistemare i francobolli e contestualmente io lo vedo immaginarsi nei vari posti del pianeta.

Così, se il dr. Cassinelli è definito il veterinario giramondo , il nostro personaggio Piero è il bancario giramondo perché visitò diversi luoghi, dall’America all’ Asia, se poi inseriamo il periodo della prigionia c’è anche l’Africa.

Piero è stato un personaggio nel suo Paese ed è stato giusto che fosse ricordato così, in tutta la sua esistenza anche come dipendente della Cassa di Risparmio di Borgonovo perché ci ha permesso di conoscere, attraverso degli aneddoti, la vita comune degli uomini.

“Il Signor Sette per Tre Ventuno – Storie di Pietro Derba”, Costa editore in Borgonovo Val Tidone. Gli autori: Claudio Arzani e Fausto Chiesa

“La storia la scrivono i vinti”, gaffe da emozione oggi alla presentazione del ‘Signor 7 x 3 21’ a Borgonovo

24 settembre 2017, Auditorium della Rocca, Borgonovo Val Tidone, presentazione del libro “Il Signor Sette per Tre Ventuno – Storie di Pietro Derba”. Un excursus storico che, partendo dal primo dopoguerra, porta il Piero a studiare e poi lavorare in tempo di camice nere, quindi ad attraversare il tempo buio della seconda guerra imbarcato con la Regia Marina e a seguire prigioniero degli americani in Nord Africa, il ritorno nell’Italia del boom economico, la famiglia, la vita ‘normale’ fino ai giorni nostri.

Emozioni a non finire alla ‘prima’ de “Il Signor Sette per Tre Ventuno – Storie di Pietro Derba“, Costa editore. Auditorium della Rocca di Borgonovo. Novanta sedie occupate su novanta. Circa venti in piedi. La foto non rende onore al pienone al momento della proiezione dell’intervista realizzata da TeleLibertà poco prima che Piero ci lasciasse, sul finire dell’anno scorso. Certo qualche assenza di rilievo, a partire dai giornalisti del quotidiano locale, ma la famiglia (con il supporto di Fabrizio Costa) ha davvero lavorato d’eccellenza: il paese c’era tutto o quasi per ricordare un uomo che ha saputo essere personaggio nel e del paese. Interventi e saluti del Sindaco, Pietro Mazzocchi, di Matteo Lunni, consigliere comunale, di PierLuigi Forlini in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Alpini. Letture di Dalila Ciavattini che ha saputo strappare lacrime a molti dei familiari, delle figlie e delle nipoti di Piero a partire da Angelica, la più giovane delle nipoti, quando è iniziata la lettura della sua lettera-introduzione al libro iniziata con quelle parole, “Caro nonno …“. Per finire gli interventi di noi coautori: Fausto Chiesa per la parte dedicata agli anni della vita civile, io per quanto agli anni della guerra raccontando di un uomo al quale nessuno, nemmeno la guerra è riuscito a strappare quel sorriso a denti bianchi immortalato in tante immagini a partire dalla copertina del libro. Un ragazzo al quale la vita non ha proprio sorriso (il padre emigrò in Argentina per non tornare più) ma che ha saputo credere e lottare per i suoi valori a partire da quelli della famiglia. Anche quando ha subito la cattura da parte degli americani e la deportazione in campo di concentramento. Sono stati più di 100mila gli italiani catturati e internati nei campi americani, inglesi, francesi in Nord Africa. Poi per quanti non seguirono l’armistizio proclamato dal Re si aprirono le porte dei campi di concentramento in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Sud Africa dove se non furono proprio torture le violenze e le privazioni subite dai nostri ragazzi non furono del tutto distanti da quelle dei campi tedeschi. Di questo la storiografia ufficiale dice e racconta poco. Del resto, il senso del mio intervento, non esiste la guerra giusta e la storia è solo una verità di parte che tace dei fatti dell’altra parte. Ecco dove, travolto da tanto successo, scatta la gaffe della serata: “al massimo esiste la storia così come la scrivono i vinti“. Per fortuna l’applauso impedisce ai più di capire.

24 settembre 2017, Auditorium della Rocca, Borgonovo Val Tidone, presentazione del libro “Il Signor Sette per Tre Ventuno – Storie di Pietro Derba”. Claudio Arzani (autore con Fausto Chiesa) e Dalila Ciavattini, lettora.

Debutta domenica, a Borgonovo, “Il Signor sette per tre ventuno”

Pietro Derba, classe 1921, detto più familiarmente ‘Piero’, aveva un sogno: raccontare la sua vita in un libro e domenica il sogno, grazie alla volontà della famiglia e alla disponibilità dell’editore Fabrizio Costa di Borgonovo, si realizza. 213 pagine di storie, aneddoti, fotografie, lettere scritte alla mamma Tina dal fronte, articoli tratti dal quotidiano locale Libertà.

Doveva essere un regalo per la sua veneranda età. Purtroppo ci ha lasciati prima, sul finire dell’anno scorso. Speriamo domenica, da lassù, abbia licenza per ‘lanciare un occhio‘ da questa nostra parte del cielo e ammirare le pagine dei suoi ricordi.

“Emozioni. Le storie di Pietro Derba sono stampate, il libro è bellissimo”, mi annuncia Fausto Chiesa da Borgonovo

La telefonata a mezzo pomeriggio. Fausto (Chiesa). Per annunciare la fine della stampa del libro. “Il Signor Sette per Tre Ventuno, storie di Pietro Derba“. Dalla nascita (il 7 marzo 1921, appunto) al padre che s’imbarca per l’Argentina per non ritornare mai più (“per politica o per fame? Non lo so“, mi ha confessato Piero), la vita con la mamma e la sorella a Borgonovo, la bicicletta acquistata con i soldi mandati dal padre da oltroceano, il lavoro nella Milano da raggiungere in bicicletta, la chiamata alle armi in piena epopea di una guerra inutile che poteva solo vederci perdenti, lo sbarco a Tripoli con la richiesta alla mamma di dentifricio (‘Chlorodont’, ovviamente) perché manca di tutto, la prigionia, il ritorno nel BelPaese mesi dopo la fine del conflitto, il lavoro in banca, la famiglia, le figlie, il figlio, le nipoti, i nipoti, la pensione, la voglia di raccontare. Emozioni. “Io ho già 5 copie”, prosegue Fausto dribblando un insulto targato invidia ma non potendo evitare una replica accorata, “a proposito, siete proprio MESSI male voi juventini” (la gobba nei giorni scorsi ha subito un pesante 3-0 dal Barcellona, con doppietta di Messi, appunto). Cattiveria dalla quale comunque esonero il Piero, a sua volta bianconero fino alla radice dei capelli. Purtroppo ci ha lasciati, non vedrà il libro con le sue storie, libro voluto dalla famiglia per onorarlo e ricordarlo e noi, io e Fausto, siamo protagonisti del racconto della sua vita. Emozioni. Libro che, conferma Fausto, andrà in onda pubblicamente domenica 24, tra poco più d’una settimana, all’Auditorium della Rocca a Borgonovo, paese dove la famiglia Derba vive. “La famiglia ha già fatto stampare i manifesti della presentazione, alle ore 17 con noi due protagonisti. Poi forse parleranno il Sindaco, la figlia Donatella, un generale amico di Pietro, il vicepresidente dell’associazione alpini provinciale PierLuigi Forlini“. Stampate anche cartoline, presi contatti con la stampa, insomma un battage pubblicitario finalizzato a mobilitare tutto il paese e zone limitrofe. Quante persone avremo di fronte, viste dal palco? Forse ‘ottantagente’. “Verrà sicuramente gente anche da Piacenza“. Insomma. Emozioni: un libro è come un figlio. Ed è nato. 

“Il signor sette per tre ventuno, storie di Pietro Derba” vede la luce (in ‘Libertà’)

Decisamente una sorpresa: giovedì mattina 7 settembre suona il cellulare, è Fausto Chiesa. “Hai visto? Siamo sul giornale“. No, non avevo visto: per arrivare presto in ufficio e soprattutto trovare il posto per parcheggiare la macchina non m’ero fermato all’edicola. “Comunque tranquillo, ha proseguito Fausto, non siamo nelle pagine dei morti“. Infatti ecco a pagina 12, nella cronaca della Val Tidone, il primo articolo sul nostro nuovo libro peraltro non ancora finito di stampare per i tipi di Costa editore di Borgonovo. Un’inaspettata iniziativa della famiglia del protagonista, Pietro Derba, che ha ben pensato di informare la giornalista con ampio anticipo rispetto alla data prevista di presentazione (domenica 24 settembre). Così, mentre i rulli della stampatrice girano a pieno regime, inizia il suo cammino pubblico la storia di un uomo che possiamo dire ha passato buona parte della sua vita ‘sopra le righe‘ tanto da meritare d’essere raccontata. Appuntamento dunque al prossimo articolo e alla presentazione nell’auditorium della Rocca borgonovese.