Piacenza, Auditorium Sant’Ilario, ore 17.30: convegno Slot Free

Apertura lavori: Luca Zandonella, Assessore alla Sicurezza e Giovani
Moderatore: Federico Lacche, Direttore responsabile di Libera Radio – Voci contro le mafie: l’EmiliaRomagna dopo il processo Black Monkey

Intervengono:
Giulia Migneco, Responsabile Ufficio stampa di Avviso Pubblico e autrice di “Lose for Life. Come salvare un paese in overdose da gioco d’azzardo”
Gessica Monticelli, Ricercatrice per enti pubblici e privati: le ricerche svolte dal Coordinamento piacentino di Libera per il comune di Piacenza
Paolo Mancioppo, Assessore al Commercio: presentazione della mappatura della città
Liceo G. M. Colombini: Presentazione dei dati dell’indagine sulla percezione del gioco d’azzardo fra i giovani di Piacenza
Matteo Zangrandi: Esperto in comunicazione
con Antonella Liotti: Referente coordinamento di Piacenza di Libera: presentazione del video “Felici di essere Slot Free”
Intervento di un rappresentante dell’Associazione Giocatori Anonimi

30 MAGGIO, ore 20.00
@LO FAI HAND MADE BAR
Cena slot free con prodotti Libera Terra

4 GIUGNO, ore 10.00
@LICEO G. M. COLOMBINI
Apertura lavori: Luca Zandonella, Assessore alla Sicurezza e Giovani Incontro con
Toni Mira, giornalista per Avvenire

Presentazione dei dati dell’indagine sulla percezione del gioco d’azzardo fra i giovani di Piacenza, a cura degli studenti del Liceo G.M. Colombini

“Alpini di Fiorenzuola, storia del gruppo A.N.A. 1948/2018”, presentazione del libro di Augusto Bottioni sabato ore 9,30 al Cinema Capitol di Fiorenzuola

Sabato 19 maggio, ore 9,30 al Cinema Capitol di Fiorenzuola d’Arda, Augusto Bottioni (ex assessore alla cultura della città sulla via Emilia) presenta la sua ultima pubblicazione, il libro “ALPINI DI FIORENZUOLA – La storia del Gruppo ANA – 1948/2018”. Verrà proiettata una selezione del fil “Maciste Alpino” girato nel 1916. A seguire inaugurazione di una mostra tematica presso il Centro Aldo Braibanti (Ex Macello). – fotografie della Festa Granda del 1969.

Da nativo Fiorenzuolano ‘emigrato’ nel capoluogo Piacenza, come ex caporale alpino alla S.M.A.L.P. di Aosta, non posso che plaudire all’iniziativa letteraria (e fotografica) dell’amico Augusto.

 

Presentazione del libro “Gropparello, grande guerra e dopoguerra” di Luigi Montanari

Riportiamo l’annuncio del dottor Filippo Lombardi, curatore della collana ‘Piacenza in grigioverde‘:

Sono passati diversi mesi dalla presentazione dell’ultimo volume, ma non si è rimasti con le mani in mano e ci aspettano due mesi veramente densi di impegni.
La collana si espande, sono stati reclutati nuovi autori e ci si rivolge alla provincia, con la prossima uscita di tre volumi dedicati alle vicende di Gropparello, Carpaneto e Borgonovo negli anni della Grande Guerra.
Si comincia giovedì 17 maggio, alle 21 a Gropparello, dove sarà presentato il volume “Gropparello, Grande Guerra e dopoguerra” di Luigi Montanari. Un volume che, come dice il titolo, oltre al periodo bellico affronta anche i primi anni di pace.
Si va quindi dalla assistenza alle famiglie dei richiamati a episodi di cronaca come la caccia ai disertori fra i boschi di Obolo, dalla ricerca sui caduti fino a fatti come la guerra alla “repubblica bolscevica di Rustigazzo” condotta dai primi fascisti.
Luigi Montanari è persona nota agli appassionati di storia locale: fra gli autori di “La Primogenita e i suoi Garibaldini”, ha già scritto “Guerra e pace. Carpaneto 1944-45” e “Terra, acqua e lavoro. Storia del Comune di Carpaneto Piacentino 1800 – 1970”. Pubblica su “L’Urtiga – quaderni di cultura piacentina” ed è socio dell’Istituto per la Storia del Risorgimento.
Appuntamento quindi giovedì 17 maggio a Gropparello.

Truppe in partenza per il fronte (da www.gracpiacenza.com)

“Parole e colori in libertà”, mostra dedicata agli animali a Cortemaggiore

In questo mese le sale dell’Hostaria in piazza Patrioti 4 a Cortemaggiore (Pc) ospiteranno le opere realizzate dai bambini di asilo e scuole primarie! Evento realizzato con la collaborazione dei prof. Carla Maffini e Giancarlo Nanni.

Iniziativa degna di grande attenzione poiché ispirata dalla volontà di avvicinare i ragazzini all’arte, allo sviluppo della fantasia attraverso la rappresentazione della realtà attraverso la ‘costruzione’ di immagini.

Così, ora e sempre, la fantasia al potere.

“I Misteri della Cattedrale. Meraviglie nel labirinto del sapere”, a Piacenza dal 7 aprile

Piacenza, Cattedrale  di S. Maria Assunta e S. Giustina, 7 aprile – 7 luglio 2018.
Dopo il successo di Guercino a Piacenza, che ha visto nel 2017 oltre 100.000 persone salire all’interno della cupola per ammirare gli affreschi del famoso pittore seicentesco, il Duomo di Piacenza ritorna ad essere il fulcro della vita culturale piacentina. L’iniziativa, quasi n contemporanea con l’ascesa organizzata dalla Banca di Piacenza nella basilica di S. Maria di Campagna affrescata nel ‘500 dal Pordenone (4 marzo – 10 giugno). è promossa dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio in collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, il Comune di Piacenza e l’Archivio di Stato di Piacenza, col sostegno della Regione Emilia-Romagna, della Camera di Commercio di Piacenza e di Crèdit Agricole. Essa comprende un nuovo allestimento del Museo della Cattedrale integrato in uno straordinario percorso permanente di salita che conduce fino alla cupola, stavolta interamente percorribile. Non solo, è apprestata anche una mostra documentaria straordinaria che fino a luglio, attraverso suggestivi documenti, mette in luce l’importanza rivestita nel Medioevo da Piacenza quale vivace polo culturale e crocevia europeo.

IL PERCORSO DELLA MOSTRA

Kronos – Museo della Cattedrale si presenterà con un nuovo allestimento, con un ingresso autonomo da via Prevostura, che permetterà di accedere, per la prima volta, dai giardini sul retro delle absidi della Cattedrale. Ad accogliere i visitatori ci sarà la proiezione di un video che racconterà la storia del complesso vescovile piacentino dal IV sec. fino alla costruzione dell’attuale cattedrale. La sala delle sculture, quella degli argenti e quella delle suppellettili lignee faranno da introduzione alla piccola pinacoteca in cui saranno conservate alcune preziose pale d’altare, come I diecimila martiri crocifissi di Elisabetta Sirani, La Madonna dello Zitto di Giovanni Battista Tagliasacchi, Morte di San Francesco Saverio di Robert De Longe, il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni in dialogo con uno straordinario Achrome di Piero Manzoni della collezione MCM Mazzolini. Da qui, inizierà il percorso verso la cupola del Guercino.
Nell’anticamera delle sagrestie superiori, un video, con un’intervista a Valerio Massimo Manfredi, introdurrà alle cinque sezioni della mostra dei codici. 

La mostra è parzialmente allestita entro spazi segreti della cattedrale, una sorta di labirinto  medievale entro il quale allo sforzo concettuale del comprendere si aggiunge quello fisico di esplorare luoghi mirabili da secoli dimenticati, ora abitati da codici e documenti. Nell’anticamera delle sacrestie superiori, un’intervista a Valerio Massimo Manfredi, testimone d’eccezione dell’evento, introduce alle cinque sezioni della mostra. La prima tappa è nella sala dell’Archivio Storico Capitolare del Duomo che sormonta la cappella del battistero e che ospita la sezione musicale della mostra in cui è possibile ascoltare brani dal Codice 65 o Libro del Maestro. La visita alle restanti sezioni continua nelle sacrestie superiori; qui si potranno ammirare antichi manoscritti provenienti da alcuni dei principali archivi e biblioteche, locali e nazionali. Le cinque sezioni documentano, con testimoni notevoli, la storia civile e religiosa del territorio piacentino nel Medioevo: economia e società, cultura scolastica, liturgia, cultura del clero e fede, vita nella diocesi. Per la prima volta è riunito l’antico archivum, o ciò che ne resta, del Comune di Piacenza, distribuito fra l’Archivio Capitolare della basilica di S. Antonino, sede del libero comune del XII secolo, e l’Archivio di Stato di Piacenza. Così si espongono il Registrum Magnum del Comune (secc. XII-XIV), il Liber Dominici (secc. XIV-XVII), la concordia con il Barbarossa del 1162 e le testimonianze contro il podestà imperiale Arnaldo Barbavara. A illustrare la temperie culturale e religiosa nei secoli prima e dopo il Mille sono visibili: il Salterio di Angilberga (827 d.C.) della Biblioteca Comunale Passerini Landi e il testamento dell’imperatrice (copia del sec. XII) proveniente dall’Archivio di Stato di Parma, il Breve memorationis dell’abate Wala di S. Colombano (Archivio di Stato di Torino), i Sermones de tempore et de sanctis di Folco Scotti dalla Biblioteca Nazionale Braidense, la cronaca del sec. XIV di Martin Polono (Veneranda Biblioteca Ambrosiana), il frammento poetico in volgare “O bella o bella Madonna” di S. Antonino (secc. XII-XIII) e vari codici liturgici dell’Archivio della Cattedrale. Questi ed altri documenti, provenienti anche dagli Archivi Diocesani di Piacenza e di Bobbio, fanno parte di un ricco catalogo, commentato da valenti studiosi del Medioevo piacentino, edito da Skira S.p.A. In un piccolo vano, prima di salire per la visita del Libro del Maestro, è riprodotto uno scriptorium dotato di tutti gli strumenti che i monaci utilizzavano per la produzione dei codici e un video racconta le principali fasi di lavorazione, dalla preparazione della pergamena alla rilegatura finale.

Orari:

Martedì, mercoledì, giovedì 9.00 – 20.00
Venerdì e sabato 9.00 – 23.00
Domenica e festivi 9.00 – 20.00
Lunedì chiuso

La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura.
L’ultima partenza accompagnata alla cupola partirà un’ora prima dell’orario di chiusura.
Coloro che sono in possesso del “biglietto completo” devono presentarsi due ore prima dell’orario chiusura

Aperture straordinarie
Nelle date del 25 aprile, 30 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 4 luglio (festa di Sant’Antonino, patrono di Piacenza) la mostra osserverà l’orario festivo 9.00 – 20.00

Piacenza: in via Campagna oggi l’esposizione della Sacra Spina di Gesù

Oggi 30 marzo, Venerdì Santo, la chiesa di San Giuseppe Ospedale (in via Campagna, 68 a Piacenza) vede rinnovarsi l’antica tradizione dell’esposizione della Sacra Spina. La reliquia sarà esposta dalle ore 8 alle 24. Durante il giorno: alle ore 15 celebrazione della Passione; ore 16 Via Crucis; ore 21/24 contemplazione della Croce. L’evento è promosso da Templari di San Bernardo, Cappellania dell’Ospedale, Centro Manfredini, parrocchia Santo Sepolcro.

Una devozione, quella per la santa reliquia, che riporta i fedeli all’epoca delle Crociate e dei cavalieri templari, sulle rotte del pellegrinaggio che conducevano migliaia di fedeli dall’Europa alla Terra Santa.

La Sacra Spina infatti è una reliquia che, secondo l’Historia Ecclesiastica di Piacenza (scritta da Campi nel 1651), fu regalata ai piacentini nel 1015 da parte di uno dei tanti pellegrini che percorrevano la Via Francigena.
Nel 1651 la Sacra Spina era già molto venerata in città anche per le due miracolose fioriture avvenute durante il Venerdì Santo del 1490 e 1512.
La reliquia è racchiusa tra le braccia di un angelo dorato custodito in una teca del XIV secolo.

La Chiesa di San Giuseppe Ospedale è annessa all’ospedale civile creato nel 1471. Il piccolo tempio è di quell’epoca, ma sorge su una chiesa del 701 che fu dei Templari, poi dei Cavalieri di Malta. Cinque gli artisti che verso le fine del Seicento hanno celebrato la vita di San Giuseppe o decorato la chiesa: Robert De Longe, Giuseppe Bernasconi, Domenico Fontane, Provino Dalmazio Della Porta e Michele Cremona.
L’interno è a navata unica, coperta da una volta a botte.

Primavera 2018: spodestato Sua Maestà il 21 marzo

Promavera risveglio della natura, olio su tela di Gaetano Minale

Già. Come del resto anche nel 2016 e nel 2017 Primavera è iniziata poco dopo le ore 17 del 20 marzo anziché come percepito dalla maggioranza di noi e come abbiamo imparato a scuola, il consueto 21. Una questione di calendario (il gregoriano), che ha il limite di non rappresentare in modo accurato il tempo che la Terra effettivamente impiega per compiere un’orbita attorno al Sole: nella realtà, l’orbita è pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi, mentre per ovvi motivi di praticità il calendario gregoriano considera una durata di 365 giorni. Per mantenere sincronizzate le due misure – calendario e anno siderale – ed evitare lo slittamento delle stagioni, è stato introdotto il sistema degli anni bisestili, ma anche questo sistema presenta dei limiti ed ecco così lo slittamento che addirittura nel 2044  per la prima volta nei secoli dei secoli vedrà l’inizio della primavera il 19 marzo. In ogni caso eccoci fuori dal letargo invernale anche se il tempo per ancora un poco non se n’accorgerà lasciandoci chiusi in casa o riparati sotto l’ombrello.

S’annuncia comunque l’arrivo di tante feste. Quelle maggiormente conosciute della stagione sono:

  • Pesce d’aprile: celebrato il primo giorno di aprile;
  • Pasqua: la data varia di anno in anno cadendo sempre di domenica e nel periodo dal 22 marzo al 25 aprile; ad essa sono collegati la settimana santa e il lunedì dell’Angelo. Quest’anno pesce d’aprile e Pasqua coincidono, due feste allegre in un colpo solo;
  • Festa della liberazione: celebrata il 25 aprile, in ricordo della liberazione del paese dall’occupazione tedesca;
  • Festa del lavoro (anche detta festa dei lavoratori) a maggio;
  • Festa della Repubblica: ricorrenza osservata il 2 giugno che chissà non ci regali un nuovo governo possibilmente un buon governo.

Insomma: auguri di tanti colori e del fiorire di mille amori per tutti.

Primavera, olio su tela di Pino Caridi

Nuovo ospedale, Liberi e Uguali: “Discutiamo di specialità sanitarie e non solo di aree”

Sanità, salute e società – che invecchia, con un’età media della popolazione che si alza sempre di più. Verterà attorno a queste tre “s” l’ultima settimana di campagna elettorale per Liberi e Uguali Piacenza: martedì 27 febbraio, alle ore 18:00 in via Roma 222 (e in diretta sulla pagina Facebook di LeU Piacenza) sarà la volta del confronto con il mondo della sanità. “Salute, come stai?” è il titolo dell’iniziativa che vedrà Francesca Mazzari (infermiera professionale), Pietro Scalia (medico, anestesista) e Pietro Maniscalco (direttore U.O. Traumatologia e Ortopedia Ospedale di Piacenza) confrontarsi con i candidati del collegio piacentino Francesco Cacciatore (Camera) e Alessandro Ghisoni( Senato).

Che cosa dev’essere il nuovo ospedale di Piacenza? Fino ad ora possiamo dire di aver perso parecchio tempo a discutere di cosa fare a livello immobiliare delle aree, ma per avere uno sguardo sul futuro, nella  prospettiva di sviluppo della sanità piacentina da qui ai prossimi 20 anni, bisognerebbe focalizzare la nostra attenzione sulle specialità, in un’ottica di Area Vasta che deve fare dei presidì sanitari dell’Emilia Ovest dei centri di eccellenza” così intervengono i candidati piacentini di LeU, Cacciatore e Ghisoni, sul tema caldo del nuovo ospedale.

Giovedì 1 marzo, stessi luoghi (in via Roma dal ‘vero’ e sulla pagina Facebook in diretta streaming) sarà la volta dell’iniziativa: “Anziani e pensioni: tutta la verità”, con il segretario dello Spi Cgil Luigino Baldini, la pensionata e attivista Clelia Raboni e i candidati Cacciatore e Ghisoni.

Tra 43 giorni s’affronterà la “Salita al Pordenone” in Santa Maria di Campagna per iniziativa della Banca di Piacenza

Piacenza, Basilica di Santa Maria di Campagna (interno): ilSantuario possiede una tradizione assai antica: già all’inizio dell’XI secolo esisteva un piccolo Santuario di Santa Maria di Campagnola, edificato sul pozzo dove erano stati gettati i corpi di alcuni martiri cristiani perseguitati da Diocleziano e Massimiano. Proprio qui si venerava una statua della Madonna. Nel 1095 papa Urbano II, durante il Concilio di Piacenza visitò il Santuario e qui compose e cantò per la prima volta il Prefatio della Madonna. Secondo la tradizione, il Pontefice Urbano II nel 1095 avrebbe annunciato l ‘intenzione di bandire la prima Crociata in Terra Santa. Nel 1526 venne costruita l’attuale Basilica di Santa Maria di Campagna dovuta al grande architetto Alessio Tranello

Mancano 43 giorni, come ricorda una nota dell’organizzatrice Banca di Piacenza, all’inaugurazione della Salita al Pordenone nella Basilica di S. Maria di Campagna.

Da oggi il relativo countdown sarà presente nell’home page del sito istituzionale della Banca, sul quale compariranno via via le notizie ed informazioni relative all’evento, che gode già del patrocinio del Ministero Beni culturali.

Un affresco di Antonio Sacchi detto “Il Pordenone” che impreziosisce la Basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza

La Banca realizzerà l’evento in questione in collaborazione con il Comune di Piacenza (proprietario dell’immobile) e con la Comunità francescana (comodataria dello stesso).

La manifestazione si estenderà – oltre che alla città di Pordenone e provincia – ai territori di Cortemaggiore, Monticelli e Cremona, custodi di tesori artistici direttamente o indirettamente collegati con il grande artista friulano.

La Banca ringrazia i Comuni, le Curie le Parrocchie proprietarie “che collaborano con grande passione ad un evento che nella sua completezza e nel suo apporto scientifico non ha precedenti”.

La nascita della vergine di Luigi Miradori detto il Genovesino

Un’opera a rilevante carattere impressionista di Francesco Ghittoni

L’intera manifestazione – specifica la Banca di Piacenza – non godrà di finanziamenti né pubblici né comunitari. Non graverà, dunque, sui contribuenti, né distoglierà fondi da altre destinazioni, ma sarà essa stessa una manifestazione di solidarietà, così come la Banca di Piacenza è da sempre un esempio di solidarietà non esibita, ma vera (non caritatevole)”.