“La polveriera di S.Giuseppe (ovvero due ragazzi sul campanile di Sant’Anna)”, lirica di Germana Sandalo a ricordo dell’esplosione della polveriera Pertite a Piacenza l’8 agosto 1940

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8 agosto 1940: i ragazzi che salirono sul campanile di S.Anna e che solo dopo molto tempo raccontarono la loro prodezza, erano poco più che decenni e lo fecero all’insaputa dei genitori e del curato. [ Nota: il ricordo e la lirica sono ripresi dal volume ‘Graffiti piacentini e altre cose’ pubblicato per i tipi dell’Editrice Farnesiana nel dicembre 1990 ]

Ancor oggi
Giorgio si chiede
chi dei due ebbe fulminea,
l’idea di correre lassù ai primi
scoppi e salire
fino all’ultimo, i ripidi
gradini del campanile:
Un rigoglio di fuochi artificiali
che non attesero notte per fiorire.
E nascondersi
dietro le colonne
e tapparsi gli orecchi quando
lo sguardo all’orizzonte intuiva
il boato.
Cinque secondi per sentire
antichi mattoni tremare sotto i piedi
e il successivo espandersi di nubi
sovrapposte,
di purpurei e d’aranci, di violetti
e di gialli e gli archi sibilanti
degli spezzoni, una magia
di guerra.
E quei due, apprendisti
stregoni di un’opera micidale
non erano forse un pò tutti noi,
o non avremmo voluto esserlo?

La lirica della Sandalo è dedicata alla Pertite, ovvero lo stabilimento militare piacentino tristemente famoso poiché l’8 agosto 1940 fu teatro di una violentissima esplosione alle 14:42 che causò 47 morti e 795 feriti tra ricoverati in ospedale e assistiti in ambulatorio.
Racconta la signora Maria Luisa Gabbiani, che nella esplosione ha perso il padre: “C’erano fiamme altissime, il fuoco arrivava al cielo e nella città c’era il panico“. La lirica di Germana Sandalo evidenzia di come, agli occhi di due intraprendenti ed inconsapevoli ragazzini, una grande tragedia che ha funestato la storia della città potesse diventare uno sfolgorante spettacolo di luci, “una magia di guerra“.
La cronaca dell’epoca non riuscì a far chiarezza su quanto avvenne, e ancora oggi non sappiamo se si trattò di un incidente o di un attentato ai danni di un Paese che si affacciava ad una guerra inutile e sconsiderata. Per leggere un approfondimento di Stefano Pareti, clicca qui.

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