“Estati sul Po”, lirica di Germana Sandalo, ricordo dei tempi dei bagni all’Isolotto Maggi (Piacenza)

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Foto da Wikipedia

Rubavamo al tempo
le ore della luce e il tempo
delle lunghe estati e i nomi
alla memoria.
Vecchio che gettavi la corda
All’accostare dell’isola,
la chiatta che portava uomini
e cose, uomini e sabbia
estati e sudore.
Estati del dopoguerra
e noi all’ombra del ponte
i figli all’ombra delle madri
i fragori dei treni sulle parole.
Rubavamo smeraldi
ai giochi d’acqua, il fiume
tra le mani, ampio, e barche
sulla corrente e chiglie
e riverberi
sulla paura dei gorghi,
sul loro fiato di fango.
Le corse al chiosco delle granite,
alla foce del Trebbia: l’isola Maggi
fendeva l’acqua dei due fiumi come
la prua di una nave,
luminosa.
La chiatta che riportava uomini
e cose, le luci dell’estate sulla pelle
e il sole già basso, ben visibile
tra i pioppi della Vittorino.

Una bancarella di libri ‘usati’ a Cerignale, nell’alto appennino, ed ecco l’incontro con ‘Graffiti piacentini e altre cose’ stampato per i tipi dell’Editrice Farnesiana di Piacenza nel 1990, autrice Germana Sandalo. Narra delle cose della città nella parentesi tra gli anni della guerra e i sessanta della rinascita economica vissuti alla ‘confluenza’ di via Scalabrini in piazzale Roma, ‘la Lupa’, per intenderci. Scegliamo, tra le tante ‘fotografie’ realizzate con i versi della poesia, il ricordo dell’Isolotto Maggi, per intenderci quella che era la ‘Rimini’ piacentini, affollata da centinaia e talvolta migliaia di bagnanti grandi e piccoli. Infatti fino agli anni sessanta del Novecento l’isolotto costituiva un importante sito balneare che ospitava una colonia estiva per i bambini e un centro elioterapico. L’accesso era garantito tramite una scala in legno che scendeva direttamente dal ponte mentre, nei giorni festivi, era attivo un servizio trasporti tramite delle chiatte per il trasporto della sabbia riadattate con panche per i passeggeri. Le strutture turistiche, i chioschi e i venditori ambulanti, come riporta Wikipedia, accoglievano fino a 10-11mila persone al giorno. Con il progressivo aumentare dell’inquinamento ma anche il crescente desiderio di mobilità favorito dalla ripresa economica, le frequentazioni turistiche sono diminuite fino a sparire del tutto ai giorni nostri.

 

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