Festa all’ospizio a Bobbio: grazie alla sorella venuta da lontano i vecchietti mangeranno gustosi fichi appena colti

“La presenza dei religiosi è segno di gioia. Quella gioia che scaturisce dall’esperienza intima di Dio che riempie il nostro cuore e ci rende davvero felici, così che non abbiamo bisogno di cercare altrove la nostra gioia.”
                                                                                          Parola di Papa Francesco

Nella calura la vera protagonista: Acqua Oligominerale frizzante dalle fresche Alpi Venete per tutti e per tutte

(foto Michele Cinotti)

In questi giorni di calura estiva, gente in ferie e posti auto liberi in ospedale nel cortile riservato ai dipendenti, con la via per arrivare (via Taverna) chiusa nella parte iniziale per lavori, tavolini liberi nel bar di fronte all’ospedale per il primo caffè della giornata, assenze nei corridoi ed uffici vuoti, colleghe in ferie a Zurigo, colleghi spaparanzati all’ombra dell’ombrellone al mare e colleghe spaparanzate al sole del solleone, colleghe in malattia e colleghe pure anzianotte col timore d’essere incinta, avarie nel collegamento informatico con l’Agenzia delle Entate, pazienti che vanno, pazienti che vengono, patemi d’animo che qui vince la Francia, #Salvdellazzo coi suoi neri propositi d’abbandonare a mare tutte le navi e i gommoni, preso atto che la camicia nera di quel tal collega può essere verde ma nemmeno per recupero di umanità diventerà mai rossa, ecco una foto colorata di sorrisi e d’allegria con Carla, mia vice, e Katia, quella che fu mia segretaria ed ora, passata part-time, fa la mamma. E dunque? Buona estate: fresca Acqua Oligominerale con aggiunta di anidride carbonica, ce n’è per tutti e per tutte!

 

Piacenza: l’antifascismo in piazza sabato 10 febbraio, considerazioni di Carmelo Sciascia (con le immagini del corteo promosso nella mattina dall’Anpi)

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound. Nel pomeriggio un secondo corteo promosso dai gruppi di ControTendenza vedeva scontri tra una ventina di esponenti dei centri sociali con le forze dell’ordine. Un Carabiniere, a terra, veniva vigliaccamente picchiato selvaggiamente e ferito

Circola nelle sale cinematografiche, in questi giorni, un film di Luca Miniero, “Sono tornato”, un remake come tanti ce ne sono stati e ce ne saranno, di altri film di successo. Tratta il film di un ipotetico ritorno del Duce, del film intendo riportare e sottolineare solo una frase pronunciata dallo pseudo Mussolini: “Eravate un popolo di analfabeti, dopo ottanta anni, torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti”.Si, proprio così, di analfabeti, ma quello che è ancora più grave senza memoria. La memoria della storia degli italiani è corta, anzi cortissima! Alcune considerazioni a proposito di uno sconsiderato episodio avvenuto nella manifestazione del pomeriggio di sabato giorno dieci a Piacenza, una breve giornata invernale, ma intensa, talmente ricca di eventi da vedere le proprie strade attraversate da più cortei.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound. Nella foto: Carmelo Sciascia

Analfabeti perché qualcuno a sproposito ha dato del fascista agli antifascisti. Vorrei ricordare a costoro che la frase è di Pasolini e va letta ed interpretata unitamente a tutto il suo discorso sul “fascismo degli antifascisti”. Allora specifichiamo: Pasolini ha usato questa espressione per criticare i partiti del cosiddetto arco costituzionale, erano gli anni settanta, ed era proprioil1974 quando in una intervista Pasolini così si espresse: “Continueranno a organizzare altri assassinii e altre stragi, e dunque a inventare i sicari fascisti; creando così una tensione antifascista per rifarsi una verginità antifascista, e per rubare ai ladri i loro voti; ma, nel tempo stesso, mantenendo l’impunità delle bande fasciste che essi, se volessero, liquiderebbero in un giorno”.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

Ecco, si mantenevano, come si mantengono oggi, bande fasciste, che potrebbero essere liquidate in un solo giorno, perché queste associazioni erano utili allora ai partiti del cosiddetto arco costituzionale come continuano a essere utili adesso ai partiti, probabilmente a tutti i partiti oggi visto che l’arco costituzionale si è nel frattempo frantumato, non esiste semplicemente più.

Probabilmente ancora più utili, le organizzazioni fasciste, ritornano ad esserlo nel momento in cui si avvicinano le consultazioni elettorali. Si vorrebbe scaricare tutta la responsabilità dell’esistenza di gruppi fascisti ad una magistratura incapace di applicare le leggi di questo Stato Repubblicano nato dalla Resistenza. Le leggi previste sono infatti due: la legge Scelba e la legge Mancino. La prima del 1952, la seconda del 1993.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound. Nella foto: in una manifestazione pacifica e democratica anche i poliziotti del servizio d’ordine sembrano passeggiare tranquillamente

La magistratura, si sa, deve fare osservare le leggi ma per farlo ha bisogno comunque di sostegno e consenso, un consenso che deve esprimersi in tutte le forme ed i modi permessi dagli strumenti democratici in possesso di questa società.

Già la nostra Costituzione approvata nel 1947 e promulgata nel 1948, al primo comma della XII disposizione finale così si è espressa: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.
Tutto ciò non è bastato a che rigurgiti fascisti risorgessero nel Paese.
Dopo il 1968, Piazza Fontana! Non sono state certo le lotte studentesche e l’estremismo di sinistra gli artefici di quella strage, come di tutte le altre che si sono succedute! Le stragi sono state le risposte di chi non voleva cambiamenti e conquiste sociali, frutto di lotte popolari, studentesche ed operaie. Questo per dire che gli eventi delittuosi avvengono sempre dopo o durante le grandi manifestazioni popolari, come è stato per Piazza della Loggia a Brescia negli anni settanta o più recentemente a Genova, per il G8 del 2001.
Torniamo a noi, ai giorni nostri, anzi al giorno nostro: sabato 10 febbraio dell’anno in corso.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

Piacenza, città medaglia d’oro della Resistenza, vede lo svolgersi di due manifestazioni aventi lo stesso tema: l’antifascismo. A quale partecipare? La prima di mattina era organizzata dall’ANPI vedeva la partecipazione dei sindacati CGIL-CISL-UIL e di vari partiti (visto che abbiamo richiamato gli anni settanta, si può usare ancora il termine dell’arco costituzionale?). Il percorso era stato stabilito e pubblicizzato: da piazzale Genova alla Prefettura, con sosta al monumento ai Partigiani. In prefettura sarebbe stata consegnata una petizione che chiedeva l’applicazione delle leggi già menzionate.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound. Oltre 800 i partecipanti che hanno raccolto l’invito delle organizzazioni, dall’Anpi ai sindacati CGIL Cisl e Uil, ai partiti della sinistra democratica

Della seconda non era stato pubblicizzato il percorso, si sapeva che era stata organizzata con partenza dalla Stazione FS e vedeva tra i promotori organizzazioni giovanili di sinistra ed i Sindacati di Base, i Cobas.

Le manifestazioni erano la risposta popolare alla recente apertura di CasaPound a Piacenza, cui si aggiungeva la gravità dei fatti di Macerata.
A quale partecipare? Perché non a tutte e due. Se ho votato nel 2016, dopo anni di astensione, per la salvaguardia di questa Costituzione, dalla cosiddetta riforma Renzi-Boschi, a maggior ragione avrei dovuto partecipare a tutte e due le manifestazione che volevano vedere applicati i principi di questa nostra Costituzione.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

Nulla da dire sulla manifestazione della mattina, come da copione tutto è filato liscio.

Il pomeriggio non è stato così, non tutto è filato liscio. Intanto alcune considerazioni.
La manifestazione pomeridiana vedeva un numero di giovani elevato, giovani molto più motivati a manifestare, non solo contro il fascismo, ma contro una società che li esclude di fatto da qualsiasi diritto di partecipazione, dal diritto al lavoro, il lavoro non ce l’hanno, per giungere al diritto al voto, visto che non c’è una reale prospettiva di alternanza tra i partiti. Molti non andranno a votare perché nessun partito li rappresenta più. Grave per una democrazia il venire meno alla vita politica la partecipazione di una intera fascia d’età, quella sotto i trent’anni. Di contro la fascia d’età della manifestazione mattutina era sui sessanta. L’Italia non è veramente più un paese per giovani, unica categoria che vede salvaguardati i propri diritti è proprio quella dei pensionati (anche se non si sa fino a quando). A conferma: unico partito presente era Potere al Popolo, un partito che rischia di non essere nemmeno presente in Parlamento.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

La presenza dei giovani nelle piazze, le loro urla sono un segno positivo, un incitamento per tutte le organizzazioni politiche e sindacali affinché si sveglino. Direi che visto lo stato del mondo del lavoro, i giovani protestano poco! Ricordo che è stato il cosiddetto estremismo degli studenti sessantottini e le loro formazioni politiche extraparlamentari a svegliare i sindacati tradizionali, che hanno potuto raccoglierne i frutti. Le conseguenti lotte operaie degli anni appresso hanno permesso le grandi conquiste salariali e normative, anche per i lavoratori della polizia.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

Oggi, si cerca di non cambiare nulla facendo finta di cambiare tutto. Il pomeriggio ho seguito il secondo corteo dall’inizio, dalle 15, da Piazza Marconi. Constatavo che ogni tanto il corteo faceva delle soste, pensavo preventivate come preventivato doveva essere stato il percorso. Il corteo, dopo avere percorso alcune strade fuori le mura, ha raggiunto Piazza Sant’Antonino. Sembrava dovesse finire lì, visto che non si poteva andare né verso via Scalabrini, né verso via Sant’Antonino. Nessuno aveva annunciato la fine della manifestazione, dopo un po’ il corteo ha ripreso a muoversi proprio verso via Sant’Antonino, percorrendo via Felice Frasi si raggiungeva vi XX Settembre e Piazza Cavalli, infine il corteo ripiegava e percorrendo tutta via XX settembre raggiungeva la stazione dove terminava la manifestazione.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

Solo a sera, a casa, apprendevo dello scontro che c’era stato tra la testa del corteo e la polizia: “Un militare, rimasto isolato, è stato aggredito e picchiato dai manifestanti con il volto coperto e armati di bastoni e sassi”. Un militare è rimasto isolato. Perché lo hanno lasciato, visto che è caduto, isolato? È giusto che chi si è reso responsabile della violenza venga perseguito, tenendo presente che se alcuni colpivano il malcapitato altri, cercavano di fermarli e lo hanno aiutato ad alzarsi ed andare, senza il loro intervento sarebbe potuto finire in modo irrimediabile!

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound. Nella foto: i fiori posti al Dolmen, il monumento a ricordo dei partigiani caduti durante la Resistenza contro i nazifascisti

Anche qui, un ricordo di Pasolini, quando affermava, nello scontro tra polizia e studenti, di stare con i poliziotti. “Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri”. Mi è profondamente e sinceramente dispiaciuto, che un militare, un lavoratore delegato all’ordine pubblico, nell’esercizio dei propri compiti, si sia fatto male, gli abbiano fatto male, colpendolo mentre era a terra, caduto. Sarebbe bastato poco ad evitarlo. Bastava che qualcuno avesse detto che la manifestazione era terminata a Piazza Sant’Antonino, saremmo andati tutti via, sarebbero rimasti completamente isolati quei quattro facinorosi delle prime file… e sarebbero stati costretti anche loro a lasciare la Piazza! Poi… non ho capito, se la manifestazione si sarebbe dovuta concludere in Piazza Sant’Antonino, come mai si è permesso di andare fino a Piazza Cavalli e percorrere, per ben due volte via XX Settembre? Le vie centrali erano piene di gente ed i negozi erano rimasti aperti: non è successo nulla! Vuol dire che la totalità del corteo non aveva nessuna intenzione di creare tafferugli, l’unica volontà chiaramente espressa era quella di manifestare pacificamente, lo testimonia la presenza nel corteo di mamme e bambini. Pasolini diceva, schierandosi sempre da parte della Polizia, guardateli come li vestono, “con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo”. I tempi sono cambiati, sono cambiati anche gli abiti e le divise, credo non sia cambiato “lo stato psicologico cui sono ridotti”, se guardiamo infatti le loro divise in assetto antisommossa, credo che anch’io sarei nella loro medesima condizione psicologica, in certi particolari situazioni, “l’essere odiati fa odiare”.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

Quell’incidente non si sarebbe dovuto verificare, perché se è vero che il corteo ha cercato di cambiare percorso, ha sbagliato chi quei manifestanti guidava (o non ha voluto guidare). Allora sì, viene naturale dire che quattro scappellotti ci sarebbero stati bene, per fare rientrare i ragazzi delle prime file. Ci sarebbero voluti quei genitori che avevano manifestato pacificamente la mattina, in fondo sarebbe bastato poco! La politica dei nostri politicanti ha sbagliato ancora una volta, ha diviso le generazioni, non ha saputo trasmettere valori e creare legami. Il fascismo si combatte uniti, vecchi e giovani, uomini e donne, poliziotti e manifestanti, due manifestazioni di settecento persone l’una sarebbe diventata una sola, imponente di duemila partecipanti. Il fascismo prima che nelle piazze si combatte nelle nostre case, trasmettendo valori, creando legami.

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound. Nella foto: tra i partecipanti l’ex Sindaco Paolo Dosi

Intorno a questo episodio, vedo molto conformismo. Frasi fatte, soprattutto di chi non c’era. Speculazione politica di tanti partiti che sperano di raccogliere consenso da un episodio che dovrebbe farli tacere e… riflettere seriamente!

Se è vero, e lo è, che mentre discutiamo e ci dividiamo, continuano a proliferare le sedi di CasaPound, allora si potrebbe dire, a malincuore, perfino dolorosamente, con Guido Ceronetti: “C’è molta agitazione, ma le idee sono sbiadite e poche. Mentre le bambine schiamazzano i lupi hanno già fatto tutto”.
Carmelo Sciascia

Piacenza, 10 febbraio 2018, il pacifico corteo promosso dall’Anpi in mattinata per protesta contro l’apertura di una sede di Casa Pound.

 

“Lo sai che i papaveri son tanti, tanti, tanti” (una foto di Remo Schiavi, poeta dell’immagine)

Secondo gli antichi greci il papavero era il simbolo dell’oblio e del sonno: infatti Morfeo, il dio dei sogni, era rappresentato con un mazzo di papaveri fra le mani. Sempre secondo la mitologia greca Dementra, la madre terra, dea del grano e dell’agricoltura, ritrovò la serenità persa a causa della morte della figlia Persefone bevendo infusi fatti con fiori di papavero. Per i greci infatti il papavero rappresentava anche il fiore simbolo della consolazione.

Durante il medioevo il papavero fu invece associato, per via del suo colore, al sacrificio di Cristo e alla sua morte. Infatti spesso lo troviamo raffigurato in affreschi di chiese risalenti all’epoca medievale.

Sulla scia della tradizione medievale, che associa il papavero al sacrificio, nel Regno Unito, durante la prima guerra mondiale, per celebrare gli uomini morti per la patria si usavano ghirlande composta da papaveri.

Curiosità: il termine “papavero” è utilizzato come sinonimo di persone potente, significato dovuto alla leggenda secondo la quale il Re di Roma Tarquinio il Superbo volendo insegnare al figlio il modo più rapido per conquistare la città di Gabi, andò in giardino e con un colpo di bastone recise le teste di tutti i papaveri, volendo, con quel gesto, far capire al figlio che bisognava eliminare tutti i personaggi più potenti della città avversa.

Piacenza: “Il genio delle donne”, ultimo giorno della mostra fotografica a Borgo Faxhall

Ultimo giorno per ammirare in Galleria Borgo Faxhall la mostra fotografica “Il genio delle donne” ovvero viaggio alla scoperta della donna tra Italia e Uganda proposta da Africa Mission, cooperazione e sviluppo.

Africa Mission, fondata nel 1972, ha fin dall’origine lo scopo duplice di far conoscere le missioni e di aiutare i missionari cattolici e le loro opere sociali in Africa. Dopo circa trent’anni, è oggi un movimento missionario laicale: vuole essere movimento ecclesiale di animazione, formazione e di opere, dove i laici trovino modo di esprimere, coerentemente e concretamente, con la loro vita cristiana, con l’aiuto fattivo alle missioni e il servizio volontario in Africa, quella vocazione missionaria che deriva ad ogni cristiano dal Battesimo.

Braccio operativo di Africa Mission è invece la ONG Cooperazione e Sviluppo, ufficialmente riconosciuta come idonea alla realizzazione di progetti di cooperazione internazionale.

In oltre 40 anni di attività, il Movimento ha portato aiuti in Ghana e Nigeria, Mozambico, Etiopia, Eritrea, Angola, Sudan, Tanzania, Rwanda, Guinea Bissau, Ciad, Zaire, Somalia, Niger e Madagascar, concentrando il suo impegno soprattutto in Uganda.

Dalle origini ad oggi (2013), sono stati allestiti 92 aerei cargo, 832 container, 45 TIR, carichi di oltre 12.298.196 kg tra generi alimentari e di prima necessità, attrezzature sanitarie, agricole, meccaniche, sanitarie e scolastiche.

La mostra, dedicata al ruolo, alla creatività, alla fantasia della donna, presenta fotografie realizzate da Maria Vittoria Gazzola, da Elisabetta Paraboschi, da Gianni Cravedi proponendo un interessantissimo reportage di una terra piena di contraddizioni, magica e affascinante come solo l’Africa sa essere.

Per molti motivi, si sa, la Galleria di Borgo Faxhall … boccheggia, con molte vetrine desolatamente vuote, coperte da grandi teloni con immagini della città. Per questo, in collaborazione con il Comune, già da tempo si é aperta ad eventi culturali che rendono appagante la visita.

Il suggerimento dunque é quello di non perdere l’opportunità regalandosi un tranquillo tardo pomeriggio per ammirare con calma le immagini proposte tra l’altro anche dall’associazione ‘La fabbrica dei grilli‘. Con un avvertenza: la mostra si trova al piano livello strada mentre, alle 18.00, nulla vieta un passaggio al 1° piano nella sede dell’associazione ‘Piacenza Cultura e Sport‘ dove si presenta ‘Il soffio del vento, da Chernobyl a Caorso trent’anni dopo‘ di Pontegobbo editore. Insomma, un paio d’ore d’impegno e solidarietà a Borgo Faxhall. Perché no?