“Tramontata è la luna”, poesia di Saffo tradotta da Salvatore Quasimodo

Baccante addormentata, olio su tela di Jean-Honorè Fragonard

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce,
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.

Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

“L’amore finito”, lirica di Elizabeth Eleanor Siddal, musa preraffaellita

Non piangere mai per un amore finito
poiché l’amore raramente è vero
ma cambia il suo aspetto dal blu al rosso,
dal rosso più brillante al blu,
e l’amore destinato ad una morte precoce
ed è così raramente vero.
Non mostrare il sorriso sul tuo grazioso viso
per vincere l’estremo sospiro.
Le più belle parole sulle più sincere labbra
scorrono e presto muoiono,
e tu resterai solo, mio caro,
quando i venti invernali si avvicineranno.
Tesoro, non piangere per ciò che non può essere,
per quello che Dio non ti ha dato.
Se il più puro sogno d’amore fosse vero
allora, amore, dovremmo essere in paradiso,
invece è solo la terra, mio caro,
dove il vero amore non ci è concesso.
Elizabeth Eleanor Siddal, conosciuta anche con il diminutivo Lizzy o Lizzie (Londra, 25 luglio 1829 – Londra, 11 febbraio 1862), è stata una modella, poetessa e pittrice inglese.
Divenne in breve tempo la modella preferita di alcuni dei più famosi pittori dell’epoca, i preraffaelliti: ella, infatti, impersonava perfettamente la loro idea di femminilità.

Nel 1861, diede alla luce un bambino nato morto. Dalla depressione scaturita da quest’evento, la donna non si riprese più: il marito Dante Gabriel Rossetti, poco tempo dopo, la trovò morta nel suo letto.

Malgrado il referto medico parlasse di “morte accidentale”, dovuta cioè ad un’errata valutazione della dose di laudano da assumere, Rossetti capì che si trattava di suicidio. Si confidò con l’amico pittore Ford Madox Brown, il quale gli consigliò di bruciare la lettera d’addio della moglie che il pittore aveva trovato[4]. Il suicidio, all’epoca, oltre ad essere considerato immorale era anche illegale: lo scandalo avrebbe travolto tutta la famiglia di Rossetti e alla Siddal sarebbe stata negata la sepoltura in terra consacrata.

Nella tomba, insieme al corpo della Siddal, il marito fece porre anche l’unica copia dei manoscritti d’amore che lo stesso Rossetti aveva dedicato alla Siddal, scritti nel corso degli anni: il quaderno che li conteneva venne infilato fra i suoi capelli rossi.

Nel 1869 Rossetti, piegato da alcool e droga e convinto di diventare cieco, fu ossessionato dal desiderio di pubblicare le proprie poesie accompagnate da quelle della moglie. Insieme al proprio agente Charles Augustus Howell, ottenne il permesso di aprire la tomba della Siddal per recuperare il quaderno di poesie: il tutto venne svolto di notte, per evitare lo sdegno della gente. Howell (che viene ricordato come noto mentitore) raccontò che il corpo della Siddal aveva mantenuto intatta la propria bellezza, e che i capelli avevano continuato a crescerle a dismisura.

Rossetti pubblicò quindi le proprie poesie insieme a quelle della moglie. A causa di alcuni temi erotici, però, l’opera venne male accolta dalla critica. È comunque del 1906 la prima raccolta “in solitaria” delle poesie della Siddal, ed esattamente cento anni dopo, sul finire cioè del 2006, queste composizioni furono per la prima volta tradotte in italiano da Conny Stockhausen.

“Memorie”, lirica di Pietro Tajetti ‘Mario’ (1922 – 2006)

Ritratto di …., olio su tela di Enrico Fornaini

Dove vai, rasentando i muri della città
sembri assorto in pensieri lontani,
forse stai ricordando la tua gioventù,
i tuoi vent’anni,
anche allora rasentavi i muri imbracciando un fucile,
qualcuno vestito di nero voleva impedirti di realizzare i tuoi sogni.
Qualcuno voleva impedirti
che altri uomini, altre donne, altri bambini
vivessero in un mondo diverso
fatto di lavoro, di benessere, di felicità
non so se oggi si possa dire
che tutto si sia realizzato..
ma i sogni restano
e quelli nessuno potrà toglierteli
vecchio partigiano
Pietro Tajetti ‘Mario’. Partigiano, operaio, di fede socialista, poeta. Nato a Milano il 10 agosto 1922, morto a Milano il 24 novembre 2006
.

“Enigma”, lirica di Daniela Castelli, poeta in Piacenza

Albero della vita, olio e applicazioni su tela di Celeste Salemi

Forse tutte le cose del mondo
sono intrecciate come fili
in un immenso drappo.
Troppo grande
per la nostra corta vista
il disegno d’insieme.
Solo piccoli lembi vediamo
che subito il vento allontana
per avvicinarci ad altri
e così via
in un avvicendarsi incessante
senza senso apparente.
Ma molto raramente
in qualche punto imprevisto
il drappo si strappa
e una miriade di fili
si stende verso l’infinito
a indicarci un’incognita via.

“Canti e a sole e cielo”, poesia di Pablo Neruda (12 luglio 1904 – 23 settembre 1973)

Passione e fiori, olio su tela di Marco Colella

Canti e a sole e cielo col tuo canto
la tua voce sgrana il cereale del giorno,
parlano i pini con la lor lingua verde:
gorgheggiano tutti Il uccelli dell’inverno.

Il mare empie le sue cantine di passi,
di campane, di catene e di gemiti,
tintinnano metalli e utensili,
suonano le ruote della carovana.

Ma solo la tua voce ascolto e sale
la tua voce con volo e precisione di freccia,
scende la tua voce con gravità di pioggia,

la tua voce sparge altissime spade,
torna la tua voce carica di viole
e quindi m’accompagna per il cielo.

“Sulle nuvole dei sogni”, lirica di Stefano Drakul Canepa dedicata a Gloria e Marco, morti nel rogo della Grenfell Tower a Londra

Abbraccio d’amore, acquerello di MF Husain (Maqbool Fida Husain)

La nostra casa
aveva il colore della sera
appena sfumata
dai bordi del sole

Con il legno levigato
sugli angoli
dove i pensieri
potevano crescere

Lentamente
quasi fossero una cosa
già viva
da accarezzare col buio

Quando spegnevo
la luce e tu
respiravi poesie
ancora da scrivere

Sulle nuvole dei sogni.

“Letizia”, lirica di Nunzio Del Panno, poeta in Piacenza

Letizia,
spargono i tuoi sguardi
rassicuranti e stanchi
sul finire di giornata.
 
Sì, mi sono innamorato dei tuoi occhi
scuri come la notte
ma lampeggianti come temporali estivi
eppoi, calmi come il mare senza onde.
 
In questo profondo innamoramento
trovano pace le mie ansie
sciolte nella serenità
della tua anima senza macchia.