“I mostri neri”, di Francesco Montella, poeta in fb da Napoli

De buchi neri e Grandi rivelazioni, olio su tela di Fulvio Di Piazza

Dal facile sorriso
all’ira più feroce
si mimetizzano
tra le mura di casa
i mostri
che s’improvvisano
compagni e carcerieri …
Sono gli uomini neri,
quelli senza colori
imperfetti nell’anima
e viscidi nel pensiero
come quelle serpi
che strisciano
e sembrano sparire
prima del morso mortale.
Mentono all’amore
che combattono vivamente
con pugni e calci,
avidi di sangue
certi del perdono …
che le Donne d’Amore
non trattengono e credono!
Neri s’avventano oggi,
anche domani saranno neri
e il giorno dopo …
sempre più neri.

“Noi due ragazzi che stretti ci avvinghiamo”, lirica di Walt Whitman (1819-1892), alfiere di un’altro amore possibile

Clara Adolphs (Sidney Australia, 1985) Pink Punch (2014, olio su tela)

Noi due ragazzi che stretti ci avvinghiamo,
mai che l’uno lasci l’altro,
sempre su e giù lungo le strade, compiendo escursioni a Nord e a Sud,
godiamo della nostra forza, gomiti in fuori, pugni serrati,
armati e senza paura, mangiamo, beviamo, dormiamo, amiamo,
non riconoscendo altra legge all’infuori di noi,
marinai, soldati, ladri, pronti alle minacce,
impauriamo avari, servi e preti, respirando aria,
bevendo acqua, danzando sui prati o sulle spiagge,
depredando città, disprezzando ogni agio, ci beffiamo delle leggi,
cacciando ogni debolezza, compiendo le nostre scorrerie.

“Stragista”, lirica di Michele Prenna, poeta in Varese

La strage degli innocenti, affresco di Domenico Ghirlandaio in Santa Maria Novella, Firenze

Non richiede talento
Neppure studi speciali
Doti fisiche o età particolare
Basta l’odio allo stragista
Lo spinge la voglia di ammazzare
E si eccita nel tiro al bersaglio.
 
E’ frutto tossico del presente
Tanto condannato poi
Quanto più emulato domani
Com’è per esperienza prevedibile
Finché il mondo rimarrà uguale
Se non in peggio evolvente.
 
E le armi liberamente
Con i maniaci fanatici
Si potranno trovare.

 

Pensando all’autore della strage di Las Vegas

“L’innamorata”, lirica di Paul Eluard (1895-1952), da ‘La donna, la libertà, l’amore’, Oscar Mondadori

Giovane donna, olio su tela di Aldo Parmigiani

Mi sta dritta sulle palpebre
E i suoi capelli sono nei miei,
Di queste mie mani ha la forma,
Di questi miei occhi ha il colore,
Dentro l’ombra mia s’affonda
Come un sasso in cielo.
 
Tiene gli occhi sempre aperti
Né mi lascia mai dormire.
I suoi sogni in piena luce
Fanno evaporare i soli,
E io rido, piango e rido,
Parlo e non so che dire.

 

Paul Eluard è stato un poeta francese tra i principali esponenti del movimento surrealista

“A un giovane soldato piacentino”, lirica di Germana Sandalo da ‘Graffiti piacentini e altre cose’, editrice Farnesiana

Le rive del Po, olio su tela di Antonio Lucciarone

Ero giovane quando partii per la guerra,
ero alto piacevo alle ragazze,
le camice di tela strette sui muscoli,
correre sull’argine del fiume,
veder passare barconi carichi di ghiaia
e profumare d’erba e viole i nostri capelli.
Ero giovane quando mia madre
Mi salutò disperata, quando
la guerra mi rintronò nelle orecchie
e ficcò nella mia testa i chiodi della paura
e i compagni morivano, intorno a me.
E quando nella terra d’Africa,
prigioniero, la mia mente vacillò,
indifferenza e stupore
abitarono nel mio cuore di ragazzo.
I miei occhi non seppero più immaginare
le rive erbose del mio fiume,
le mie mani rifiutarono il lavoro, il vuoto
riempì la mia anima.
Dove siete ora mille bandiere sventolanti,
e perché oh cielo, io non ho coscienza
della mia rabbia, perché dalla mia bocca
non escono brutture verso coloro
che depredarono la mia giovinezza, perché
ogni gioia della mia primavera s’è dispersa
e non so più amare né soffrire.

“La bandiera”, filastrocca di Renzo Pezzani (1898-1951)

Francesco Saverio Altamura, La prima bandiera italiana portata a Firenze nel 1859, olio su tela

Di tre colori cucita
così piena di vita
anche un bimbo la può portare,
orna la terra e corre il mare.
E il cuore che la vede
brillare come una fiamma
agitata dal vento,
si fa subito contento
come vedesse la mamma.

Senza titolo, tecnica mista su tela di Giuliano Della Casa