“Enigma”, lirica di Daniela Castelli, poeta in Piacenza

Albero della vita, olio e applicazioni su tela di Celeste Salemi

Forse tutte le cose del mondo
sono intrecciate come fili
in un immenso drappo.
Troppo grande
per la nostra corta vista
il disegno d’insieme.
Solo piccoli lembi vediamo
che subito il vento allontana
per avvicinarci ad altri
e così via
in un avvicendarsi incessante
senza senso apparente.
Ma molto raramente
in qualche punto imprevisto
il drappo si strappa
e una miriade di fili
si stende verso l’infinito
a indicarci un’incognita via.

“Canti e a sole e cielo”, poesia di Pablo Neruda (12 luglio 1904 – 23 settembre 1973)

Passione e fiori, olio su tela di Marco Colella

Canti e a sole e cielo col tuo canto
la tua voce sgrana il cereale del giorno,
parlano i pini con la lor lingua verde:
gorgheggiano tutti Il uccelli dell’inverno.

Il mare empie le sue cantine di passi,
di campane, di catene e di gemiti,
tintinnano metalli e utensili,
suonano le ruote della carovana.

Ma solo la tua voce ascolto e sale
la tua voce con volo e precisione di freccia,
scende la tua voce con gravità di pioggia,

la tua voce sparge altissime spade,
torna la tua voce carica di viole
e quindi m’accompagna per il cielo.

“Sulle nuvole dei sogni”, lirica di Stefano Drakul Canepa dedicata a Gloria e Marco, morti nel rogo della Grenfell Tower a Londra

Abbraccio d’amore, acquerello di MF Husain (Maqbool Fida Husain)

La nostra casa
aveva il colore della sera
appena sfumata
dai bordi del sole

Con il legno levigato
sugli angoli
dove i pensieri
potevano crescere

Lentamente
quasi fossero una cosa
già viva
da accarezzare col buio

Quando spegnevo
la luce e tu
respiravi poesie
ancora da scrivere

Sulle nuvole dei sogni.

“Letizia”, lirica di Nunzio Del Panno, poeta in Piacenza

Letizia,
spargono i tuoi sguardi
rassicuranti e stanchi
sul finire di giornata.
 
Sì, mi sono innamorato dei tuoi occhi
scuri come la notte
ma lampeggianti come temporali estivi
eppoi, calmi come il mare senza onde.
 
In questo profondo innamoramento
trovano pace le mie ansie
sciolte nella serenità
della tua anima senza macchia.

“Foglie”, lirica di Giorgio Caproni, poeta del sole, della luce, del mare

Foglia a riva, olio su tela di Labar

Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confusi d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.

“Io sò ‘n poeta”, poesia dialettale di Emanuela Arlotta, dal libro ‘Visioni d’oltre’

‘Vedere Oltre’ è prerogativa e talento dei poeti le cui parole hanno la loro radice nella quotidianità e fioriscono in intricati intrecci dopo il filtro del loro sentire profondo e intenso. Ciò che rimane impresso tra le pagine è la loro ombra d’anima che resta come orma sulla sabbia umida, come visione inversa di un universo che cambia spessore e si mostra alla luce argentea dell’ ”oltre”. Per ordinare il libro clicca qui

Io so solo ‘n poeta
me dicheno che sò pazzo
perché scompongo er monno
e ne rifaccio n’artro…
io che camino pè le strade
der destino, e nun me siedo
manco a riposà
perché c’è troppo da dì
su ‘sto tempo de catene
che la gente nun s’accorge
d’èsse ormai senza più vene
Nun se scenne mai a la piazza
a dì a ‘sti ladri
che c’avranno pure du’ sòrdi
ma nun c’avranno mai l’orgojo tra ‘e braccia.
Io so solo ‘n poeta
e me viè voja de parlà de fiori
ma poi me viè ‘n mente
‘na vecchietta che rubba er pane
e nun ce vedo più da la rabbia
e de quer fiore così gentile
me resta solo er gambo
e ‘sta poesia da dije.