“Il cuore addolorato”, omaggio all’arte di Arthur Hughes, preraffaellita

Arthur Hughes (Londra, 27 gennaio 1832 – Londra, 23 dicembre 1915) è stato un pittore e illustratore inglese, appartenente alla Confraternita dei Preraffaelliti.

Le sue opere più note sono Amore d’aprile (April Love) e Il lungo fidanzamento (The Long Engagement), il cui soggetto comune è l’amore contrastato di una coppia. Hughes risente particolarmente dell’influenza di John Everett Millais e del gusto floreale tipico del decadentismo, che determina una grande presenza di vegetazione nei suoi dipinti.

 

“Pensieri del convento”, omaggio all’arte di Charles Allston Collins, preraffaellita

Charles Allston Collins (Londra, 25 gennaio 1828 – Londra, 9 aprile 1873) è stato un pittore e scrittore inglese associato (non venne accettato come membro effettivo) alla confraternita dei Preraffaelliti.

Collins si innamorò di Maria Francesca Rossetti ma lei non lo corrispose. Divenne sempre più ascetico e introspettivo, queste caratteristiche si espressero nel suo più famoso lavoro Convent Thoughts (pensieri del convento) nel quale veniva rappresentata una suora in un giardino del convento. Collins proseguì quindi ad esporre molte immagini di alto contenuto devozionale.

“Come si faceva, all’epoca, ad essere scelte?”, indagine sull’amore ai tempi dei nostri nonni del Museo delle Case di Tolleranza di Davide Scarpa

COME SI FACEVA “ALL’EPOCA” AD ESSERE SCELTE, E DIVENTARE LE PREFERITE? SEMPLICE, SI DOVEVANO INVERTIRE I RUOLI, CON LA SOTTILE ARMA DELLA SEDUZIONE… l’uomo non vede i particolari. ma resta soggiogato dall’atmosfera creata dall’interazione della figura del soggetto e il suo contesto, l’uomo quando arriva a percepire lo sguardo è già fatta, e la regista del gioco diviene lei… LA DONNA che si fa scegliere solo ed esclusivamente se lo vuole… lo sapevano benissimo le donne di “esperienza”, le TENUTARIE, che facevano “SCUOLA” e non solo per ammaliare i clienti, ma anche e sopratutto per tutto il resto… saper dominare la “SCENA” era importante, anzi fondamentale, per poter affrontare tutti i problemi quotidiani legati al vivere e gestire la “casa” in un mondo “fatto di uomini non sempre buoni e comprensivi”. La TENUTARIA con uno sguardo e la giusta “postura” si faceva capire benissimo, senza aprire bocca, consapevolmente forte del suo ruolo, non si abbassava mai… nemmeno di fronte ai potenti gerarchi dell’epoca, che non si permettevano mai di interagire con le “ragazze” senza il suo benestare… (non tutte naturalmente e non senza rischi, quella vita era spesso sul filo del rasoio, ma la soddisfazione era veramente indescrivibile, adrenalina pura, a volte talmente difficile da gestire, che incautamente spingeva le più temerarie a rischiare tantissimo e di brutto). Un’atmosfera difficilissima da ricostruire… (specialmente se si confida sulla memoria degli uomini di allora, lo sanno benissimo le migliaia di scrittori, che lo volevano sapere per ricostruire il “patos” nei racconti dei loro libri, e i registi dei film di “genere” come Lina Wertmuller che per il suo film capolavoro “D’AMORE E D’ANARCHIA” cercò in vano, dei testimoni “attendibili” fallendo miseramente e non per propria colpa, e per venirne a capo si vide costretta in alternativa a dover parlare con le stesse “prostitute” dell’epoca, quelle poche “sopravvissute” disposte a farlo, perché purtroppo gli uomini erano fatti così, non sapevano descrivere ciò che si provava, specialmente quel senso di disagio, che ti faceva muovere in modo maldestro e frettoloso portandoti stretto al petto il cappello che avevi in mano, e correre a testa bassa, e la “SOGGEZIONE IMPERANTE” nel senso di colpa e a volte di “vergogna” nel voler dissimulare a tutti i costi, e specialmente al cospetto di “estranei più grandi” incontrati per caso, nel non far capire per quale “motivo” si era lì, sperando in uno sguardo di “compassionevole complicità”, unica salvezza per farsi “coraggio”, specialmente se si era giovani, anzi giovanissimi, e poveri, anzi poverissimi).

“The Stonebreaker”, omaggio all’arte di John Brett, preraffaellita

John Brett (8 dicembre 1831 – 7 gennaio 1902) è stato un artista associato al movimento preraffaellita , soprattutto per i suoi paesaggi altamente dettagliati.

Nel 1858 ha realizzato “The Stonebreaker” che colpì la critica per la precisione dei dettagli geologici e botanici. In seguito ha continuato a dipingere paesaggi caratterizzandoli per la cura dei dettagli. Notevole, come fonte d’ispirazione di molti dipinti, il nostro BelPaese grazie soprattutto ai viaggi in particolare in Val d’Aosta.

“Ulisse e le sirene”, omaggio all’arte di John William Waterhouse

John William Waterhouse (Roma, 6 aprile 1849 – Londra, 10 febbraio 1917) è stato un pittore britannico, appartenente alla corrente preraffaellita.

Viene considerato un “Preraffaellita moderno”, in quanto i suoi lavori risalgono a qualche decennio dopo lo scioglimento della confraternita dei Preraffaelliti. La sua pittura infatti subisce da una parte la loro influenza stilistica, e dall’altra quella degli impressionisti suoi contemporanei. I suoi dipinti sono prevalentemente a soggetto mitologico o arturiano.

Una nota curiosa appare nell’ evocativa opera “Ulisse e le sirene”, che Waterhouse dipinge nel 1891, dove le sirene sono presentate come uccelli e non come ibridi di donna e di pesce.

Per comprendere la scelta artistica di Waterhouse occorre partire dalla mitologia classica.

Le sirene erano, secondo il mito, figlie del dio fiume Achelaoo e di una delle muse (Mnemosine, Tersicore o Calliope) e vivevano sull’Isola di Antemoessa , non distante dallo stretto di Scilla e Cariddi (dove giunge Ulisse nel libro XII dell’Odissea).

Cantavano soavemente ai naviganti profezie relative al regno dell’Ade e la loro isola era bianca delle ossa spolpate dei marinai uccisi.

La loro figura era legata a Persefone poiché erano sue antiche compagne di giochi e quando Ade rapì la regina esse furono trasformate in uccelli, per aver assistito inerti a questo ratto.

Il britannico Waterhouse si dimostra conoscitore di  tradizioni artistiche che si rifanno anche all’archeologia classica quando pone la sua attenzione sulla raffigurazione delle sirene in rapporto  all’Odissea.

L’artista rimarca con quest’opera l’immaginario  di matrice classica che voleva queste donne con un corpo alato.

La prima descrizione delle Sirene con coda di pesce si trova infatti solo nel successivo “Liber Monstrorum de diversis generibus” scritto nell’Inghilterra anglosassone nell’alto Medioevo (VIII secolo circa): “Le sirene sono fanciulle marine che ingannano i naviganti con il loro bellissimo aspetto ed allettandoli col canto; e dal capo fino all’ombelico hanno corpo di vergine e sono in tutto simili alla specie umana; ma hanno squamose code di pesce che celano sempre nei gorghi.”

 

“Aspettando le navi”, omaggio all’arte di Walter Langley

Walter Langley (Birmingham, 8 giugno 1852 – Penzance, 21 marzo 1922) è stato un pittore inglese fondatore della scuola di Newlyn di pittori en plein air.

Politicamente tendente a sinistra per la sua epoca, è famoso per il suo realismo nelle rappresentazioni della classe lavoratrice, in particolare dei pescatori e delle loro famiglie

La citazione in Arzyncampo permette di ricondurre al tema della rappresentazione sociale particolarmente caro agli artisti della Confraternita dei preraffaelliti.

In proposito merita la citazione Ford Madox Brown con il suo dipinto Addio all’Inghilterra, ispirato dall’emigrazione in Australia nel 1852 dello scultore Thomas Woolner. Altri esempi dell’attenzione dei Preraffaelliti al tema dell’emigrazione, particolarmente sentito in Inghilterra in quel periodo, sono i dipinti Aspettando le navi (1885) del quasi iperrealista Walter Langley, Il saluto alla partenza (1860) dell’irlandese George Barnard O’Neill e l’intenso Emigranti (1873) di James Tissot. Altri temi sociali affrontati dai Preraffaelliti furono quelli del lavoro, esemplificato ancora una volta da Brown nel suo Il lavoro (1852-1863), e quello della rivolta al modello capitalista, che ritenevano responsabile del decadimento e della volgarizzazione dell’arte e del buon gusto del periodo.

“La Camera di Consiglio (Brian Rose II)”, omaggio all’arte di Sir Edward Burne-Jones

La minaccia della guerra la speranza della pace / I regni corrono pericoli e si accrescono / Dormono e aspettano il giorno successivo / Quando il Fato avrà tolto la sua catena (poesia di W. Morris)

Sir Edward Coley Burne-Jones (Birmingham, 28 agosto 1833 – Londra, 17 giugno 1898) è stato un pittore britannico, tra i maggiori rappresentanti della corrente dei Preraffaelliti in Inghilterra, la cui arte risentì delle influenze di Dante Gabriel Rossetti nel periodo giovanile e dell’arte rinascimentale italiana (Botticelli, Ghirlandaio, Michelangelo) nella fase della maturità.

Le opere di Burne-Jones sono l’espressione della corrente artistica detta dell’estetismo, secondo cui l’arte andava valorizzata come un oggetto mistico in grado di stimolare un godimento sensuale. Si trattava questa di una notevole presa di distanze dagli ideali propri di Ruskin e dei primi preraffaelliti.

Nessun artista è stato tanto fedele ai suoi principi quanto lui. Le rocce, il cielo, gli alberi, i personaggi che popolano il «bellissimo, romantico sogno» del Maestro Preraffaellita non appartengono al nostro mondo, bensì costituiscono una dimensione a sé stante, in bilico tra il magico, l’onirico ed il fanciullesco.

Si può quindi affermare che questo suo stile estetizzante e simbolista, che per alcuni aspetti prelude alle forme dell’art noveau, sia frutto di questo suo mondo particolare, venutosi a creare quando il Burne-Jones era ancora un fanciullo. Egli, in effetti, non rendeva la propria arte come una fiacca e pedissequa riproduzione del reale, bensì la trasportava in un mondo fatto di pura bellezza, cromie tendenti al fantastico, raffinati virtuosismi. E finalmente l’arte di Burne-Jones, parzialmente discostatasi dalla religiosità tipicamente preraffaellita, si tinge di umori estetistici: l’unico fine, come postula il principio fondamentale del movimento, diventa «l’arte per il gusto dell’arte».

“Il leone rampante”, omaggio all’arte di William Morris

William Morris (Walthamstow, 24 marzo 1834 – Hammersmith, 3 ottobre 1896) è stato un artista e scrittore britannico.

Fu tra i principali fondatori del movimento delle Arts and Crafts; è considerato antesignano dei moderni designer ed ebbe una notevole influenza sull’architettura e sugli architetti del suo tempo. Ha fondato uno studio di design in collaborazione con l’artista Edward Burne-Jones, e il poeta e artista Dante Gabriel Rossetti che ha profondamente influenzato la decorazione di chiese e case nel ventesimo secolo. Ha dato anche un importante contributo al rilancio delle arti tessili tradizionali e gli annessi metodi di produzione.

Durante il corso della sua vita Morris ha scritto e pubblicato poesie, narrativa, e traduzioni di testi antichi e medievali. È stato una figura importante nella nascita del socialismo in Gran Bretagna, fondando la Lega socialista nel 1884 con la quale si trovò a mediare tra i marxisti e gli anarchici socialisti, spaccatura che infine portò al fallimento della Socialist League.

Morris rimase a lungo in contatto con gli amici di università e con essi fondò la confraternita dei preraffaelliti. Della generale dottrina estetica, Morris abbracciò soprattutto il rifiuto dell’ingerenza industriale nella decorazione e nell’architettura, caldeggiando il ritorno dell’artigianato e del lavoro manuale per riconferire agli artigiani il rango di artisti. Secondo la sua filosofia, l’arte avrebbe dovuto essere accessibile a tutti, elaborata a mano e non avrebbero dovuto trovare classificazioni di merito. In altre parole, l’arte applicata avrebbe dovuto godere della stessa dignità di cui godevano pittura e scultura.

Nel 1861, Morris fondò l’azienda Morris, Marshall, Faulkner & Co. con Rossetti, Burne-Jones, Madox Brown e Webb. Per tutta la vita lavorò ai progetti di questa azienda, che cambiò nome man mano che i suoi soci si avvicendavano. Incoraggiò principalmente la rinascita dell’artigianato nelle sue forme più tradizionali come la pittura su vetro e su carta da parati.

Dopo la parentesi socialista, Morris e Rossetti affittarono una casa in campagna, Kelmscott Manor nell’Oxfordshire. Dopo il ritiro dalla scena politica, Morris si divise tra la sua attività aziendale, la sua casa editrice e l’attività di scrittore. La casa di campagna fu anche teatro della relazione tra l’amico Rossetti e la moglie Jane, che lo portò a cercare conforto nell’amicizia con Georgiana Burne-Jones.

“Stonehenge”, omaggio all’arte di William Trost Richards

William Trost Richards (Filadelfia, 3 giugno 1833 – 17 aprile 1905) è stato un pittore statunitense.

Fu un paesaggista moderatamente apparentato sia con la Hudson River School che con il movimento americano ispirato ai Preraffaelliti. La sua tecnica preferita fu l’acquarello, che applicò sino alla perfezione.

Il 1870 fu l’anno della sua produzione più ricca e significativa di acquarelli, con le straordinarie e apprezzatissime viste delle White Mountains, nel New Hampshire, di cui molte sono ora conservate nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art.

Richards rifiutò la visione romantica e stilizzata degli altri pittori della Hudson River School, e insistette sul principio di una pittura meticolosamente realistica: le sue viste delle White Mountains, infatti, nel loro realismo, sono praticamente delle fotografie. Durante gli ultimi anni di attività, invece, Richards si dedicò quasi esclusivamente alle marine, eseguite sempre con l’acquarello.

“L’inondazione”, omaggio all’arte di John Everet Millais

Sir John Everett Millais, RA (Southampton, 8 giugno 1829 – Londra, 13 agosto 1896), è stato un pittore e illustratore inglese dell’età vittoriana, cofondatore della Confraternita dei Preraffaelliti.

Fortemente orientato ai temi sociali e all’attenzione naturalistica nella prima fase della sua produzione artistica, in seguito al matrimonio con Effie Gray cambiò stile tanto da meritare l’accusa di essere divenuto commerciale in nome di fama e ricchezza. Non è implausibile che il mutamento di stile sia stato dovuto anche alla necessità di mantenere la sua nuova famiglia. Tra i suoi sostenitori, i più accesi individuarono influenze degli impressionisti, in particolare di James Whistler e, nel suo saggio Pensieri sull’arte di oggi (Thoughts on our art of Today) del 1888, Millais indicò come modelli pittori quali Diego Velázquez e Rembrandt, rinnegando completamente il suo passato di preraffaellita.